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Scivola dalla scalinata, si frattura una vertebra e resta invalida: "Dal Comune niente risarcimento"

Vittima una giovane studentessa di origini calabresi. L'incidente è avvenuto due anni fa in via Santa Barbara. La denuncia dei legali: "Nessuna risposta da Palazzo Zanca nonostante i gravi danni subiti"

E' scivolata mentre percorreva la scalinata Santa Barbara rompendosi una vertebra, ma dal Comune ancora nessun risarcimento. Protagonista dell'episodio è una giovane studentessa calabrese che, in seguito all'incidente, ha dovuto subire un'operazione chirurgica a causa delle lesioni riportate restando invalida al 25%. L'episodio risale al maggio del 2018 e a distanza di quasi due anni, da Palazzo Zanca zero risposte circa il risarcimento danni richiesto.

A rendere nota la vicenda lo Studio3A-Valore S.p.A al quale la giovane si è rivolta.  "La malcapitata stava scendendo la scalinata quando ha perso l’equilibrio su della sostanza viscida presente in uno dei gradoni. La conseguente caduta è stata rovinosa: la giovane ha “percorso” di schiena svariati gradini della scala, il tutto sotto gli occhi di una collega di lavoro che la stava attendendo alla fine della gradinata, che ha assistito a tutta la scena, così come altri passanti, e che ha chiamato i soccorsi. La donna, infatti, era molto sofferente e non riusciva più a muoversi: è stata trasportata in ambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale Piemonte dove le hanno riscontrato, tra le altre cose, la frattura di una vertebra dorsale. La paziente è stata quindi trasferita al Policlinico dove, nella stessa serata del 23 maggio, è stata sottoposta a un intervento chirurgico.  La trentenne è rimasta ricoverata fino al 28 maggio, poi per oltre un mese è dovuta rimanere immobile e, naturalmente, non si è potuta recare al lavoro, ha dovuto assumere farmaci antidolorifici, sottoporsi a fisioterapia per recuperare la funzionalità dell’area lombo sacrale fondamentale per la deambulazione e le è comunque residuata una importante invalidità permanente stimata nel 25 per cento, tanto più pesante in ragione della sua giovane età: la sua vita non sarà più come prima".

I legali hanno presentato richiesta di risarcimento danni al Comune di Messina, in qualità di ente proprietario e gestore della scalinata, le cui responsabilità per omessa custodia appaiono evidenti. "Premesso che la scalinata non è neppure dotata di corrimano dove eventualmente aggrapparsi in caso di perdite di equilibrio, la caduta è stata dovuta alla carente manutenzione e pulizia dei gradini, situazione che nel tempo non è mutata se è vero che anche di recente sono state lanciate pubbliche denunce sullo stato di degrado del luogo. L’insidia, inoltre, non era visibile né era stata predisposta alcuna segnaletica che avvisasse i pedoni del pericolo di scivolosità. Pur essendo stata inviata tutta la documentazione medica comprovante le lesioni e il calvario patito dall’infortunata, nonché le dichiarazioni testimoniali attestanti la dinamica dei fatti, a partire da quella della collega, tuttavia, il Comune di Messina in tutti questi mesi non solo non ha fornito le coperture assicurative, ma non si è neppure degnato di dare a Studio3A un cenno di risposta sulla posizione che intende tenere: inutili anche i tentativi con l’Avvocatura. Dopo tutto ciò che ha passato, la giovane per essere risarcita sarà anche costretta a intentare una causa civile".

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