Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Potrà tornare a casa il ragazzino disabile allontanato insieme ai genitori

Il tribunale della Libertà di Messina ha revocato ai genitori del 13enne il divieto di avvicinamento alla casa dei vicini che avevano sporto denuncia dopo le numerosi liti. La vicenda aveva suscitato polemiche dopo la denuncia di Maria Grazia Cucinotta

Si chiude con un lieto fine la storia del 13enne disabile allontanato da casa insieme ai genitori.

Il tribunale della Libertà di Messina ha infatti revocato ai genitori del ragazzino il divieto di avvicinamento alla casa dei vicini che avevano sporto denuncia dopo le numerosi liti. 

Nel pomeriggio i giudici Maria Giuseppa Scolaro, a latere Alessia Smedile e Chiara Di Dio Datola hanno accolto il ricorso degli avvocati della coppia Antonio Amata e Nino Favazzo, contro l'ordinanza con cui  il gip di Messina aveva disposto il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dei genitori del ragazzo all'abitazione occupata dai vicini.

Il caso aveva suscitato notevole clamore mediatico nei giorni scorsi, anche per la netta presa di posizione della attrice Maria Grazia Cucinotta, che aveva evidenziato come il provvedimento di rigore, disposto nei confronti dei genitori, aveva di fatto prodotto effetti gravemente destabilizzanti sul precario equilibrio psichico del figlio minore della coppia, purtroppo affetto da grave disabilità. L’incubo della famiglia, costretta a lasciare nottetempo la casa di abitazione, ottenendo provvisorio ricovero da un parente, è durata poco meno di una settimana.

Inizialmente si era pensato che al centro della misura cautelare vi fosse il ragazzino, "reo" di disturbare i vicini con i suoi schiamazzi. Ma la Procura, nelle ore successive, aveva smentito categoricamente.

Gli avvocati Amata e Favazzo esprimono soddisfazione in seguito alla decisione del tribunale. “Non conosciamo ancora la motivazione della ordinanza di accoglimento del ricorso - hanno dichiarato i due legali - ma riteniamo che le argomentazioni poste a sostegno delle ragioni di insussistenza della condotta di stalking oggetto della incolpazione provvisoria, siano state ampiamente condivise dal Collegio, così comportando la revoca immediata della misura cautelare. Non vi è dubbio che tra le due famiglie vi siano stati e ci siano contrasti di varia natura, che hanno portato a denunce reciproche e reiterate nel corso degli anni, ma che ciò potesse essere qualificato in termini di stalking è subito apparso, a questa difesa, difficilmente sostenibile. Ciò era già stato evidenziato al gip in sede di interrogatorio di garanzia, cui, richiamando la copiosa documentazione prodotta, si era chiesto, inascoltati, la revoca della disposta cautela. Il risultato oggi ottenuto, anche per la autorevolezza del Giudice da cui proviene e per la celerità della pronuncia, restituisce ai nostri assistiti ed a quanti sono stati loro vicini in questo difficile momento, la fiducia dagli stessi  da sempre riposta nella Giustizia. Ci auguriamo che la decisione di oggi possa esser di monito per chi non ha agito con la sensibilità che il caso imponeva, rivolgendo le proprie accuse anche e soprattuto all’indirizzo di un minore disabile, incurante di procurare allo stesso un sicuro ed estremo disagio”.

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