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“Soldi pubblici ai mafiosi e bastonate agli onesti”, è scontro sul reddito di cittadinanza

Dopo l'operazione della Finanza che ha portato a 25 denunce e sequestro di 330 mila euro, si riaccendo le polemiche sulle misure di sostegno. Da Palazzolo a Gasparri: “Occorre alzare la guardia”

"Il Reddito di cittadinanza sta diventando una fonte di finanziamento per cosche e clan mafiosi”.

Sta scatenando una tempesta di reazioni la notizia di oltre 20 boss condannati definitivamente per mafia e loro familiari che avrebbero illegittimamente intascato il reddito di cittadinanza. Lo hanno scoperto i militari delle Fiamme gialle di Messina che hanno denunciato 25 persone e sequestrato i 330mila euro complessivamente riscossi indebitamente dagli indagati. 

La vicenda, è finita anche all’attenzione del responsabile nazionale Legalità di Azione, Giangiacomo Palazzolo, che chiede di alzare la guardia.

“In un momento di grande difficoltà economica, il reddito di cittadinanza è per tanti  un'efficace misura di sostegno, ma sono ormai troppi i soggetti che lo percepiscono illegittimamente. Chiediamo con forza controlli rigorosi e continui".

Per Palazzolo, anche sindaco di Cinisi "la scoperta da parte delle fiamme gialle di Messina è l'ennesimo campanello di allarme su uno strumento che oltre ad essere talvolta inadeguato si è rivelato oggetto degli appetiti delle organizzazioni mafiose che attraverso la sua indebita riscossione riescono spesso a finanziare la manovalanza criminale".

Il responsabile Legalità del partito di Calenda sostiene che "probabilmente sarebbe necessario modificare la legge in senso maggiormente restrittivo nei confronti anche dei semplici indiziati di mafia, in ogni caso sono assolutamente necessari maggiori controlli incrociati tra le banche dati delle forze dell'ordine e dell'Inps. Non è tollerabile che lo Stato finanzi in qualche modo Cosa nostra".

L’attacco politico a chi sostiene queste misure anche dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: "Complimenti a Conte e di Maio, ai grillini, a Renzi e al PD che sostengono queste misure – è il commento - Con il reddito di cittadinanza beneficiati altri 25 mafiosi a Messina. Questo è il governo che finanzia i mafiosi e penalizza famiglie, imprese, artigiani e commercianti bloccati dal virus. È la logica del resto di Beppe Grillo che intascava compensi in nero per le sue attività di spettacolo. Soldi pubblici ai mafiosi, bastonate agli onesti. Basta con questa assurda logica. Cacciare Conte e i grillini è un dovere. Noi non vogliamo dare soldi ai mafiosi ma aiutare gli onesti".

"O si riforma in modo serio il reddito di cittadinanza o tanto vale abolirlo - afferma Elvira Savino, deputata di Forza Italia - Non è accettabile che ci siano ancora mafiosi e delinquenti che intascano questo sostegno economico statale, a maggior ragione perchè, durante questa crisi economica causata dal Covid19, tanti onesti lavoratori, piccoli imprenditori, autonomi e partite iva sono stati completamente dimenticati dal Governo. Il reddito di cittadinanza - continua Savino - non ha centrato lo scopo prefissato dai grillini di aiutare le persone ad entrare nel mondo del lavoro. Anzi, come hanno documentato gli studi effettuati della Svimez e dal FMI, il reddito di cittadinanza ha disincentivato il lavoro e la ricerca di occupazione. Aiutare chi è rimasto indietro è un impegno che Forza Italia ha sempre considerato prioritario, quindi misure di assistenza economica ai bisognosi sono assolutamente necessarie e doverose, ma proprio per questo non si puo' tollerare che a beneficiarne siano boss mafiosi, cosi' come purtroppo continua ad emergere dai vari controlli, come ad esempio quello effettuato e reso noto oggi dai militari delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina".

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