Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

Reddito di cittadinanza, è caos tra problemi tecnici e dati mancanti. Cosa fare per avere i sussidi

Inizio a ostacoli per la fase di transizione tra Rdc e assegno di inclusione. L'Inps tira in ballo i Comuni, dove i Servizi sociali sono sotto stress. Cosa deve fare chi ha diritto ai sussidi perché "fragile" e le indicazioni per gli "occupabili"

Da un lato c'è la paura di perdere il sostegno economico, dall'altro ci sono i Comuni in affanno, a fare da sfondo c'è a bagarre politica. Con l'archiviazione del Reddito di cittadinanza in favore del nuovo percorso tra avviamento al lavoro e assegno di inclusione sale la tensione. È caos nelle città: migliaia di cittadini che si sono visti arrivare l'sms che annuncia lo stop del sussidio non sanno bene cosa fare e i Servizi sociali dei Comuni sono sotto stress. Salgono le proteste, soprattutto al Sud. L'Anci, l'associazione dei Comuni, parla di "problemi tecnici che causano lo scarto temporale tra il momento in cui viene revocato il Reddito di cittadinanza e l'effettiva verifica sugli aventi diritto e delle difficoltà ad avere tutti i dati necessari per redigere gli elenchi dei nuclei familiari fragili". Clima teso anche in Parlamento, col Governo che tira dritto sotto il fuoco delle opposizioni. 

Stop al reddito di cittadinanza, Pd: "Bomba sociale innescata, in Sicilia risvolti drammatici"

Vediamo cosa sta succedendo e cosa deve fare chi, fino al mese di luglio 2023, riceveva il reddito di cittadinanza. Tra 160 e 170 mila famiglie hanno già ricevuto l'sms che le avvisa della sospensione del reddito di cittadinanza, a fronte di 896mila famiglie che al momento percepiscono il beneficio. Secondo le stime del Governo entro il 2024 dovrebbero essere 436mila le famiglie che non avranno più alcun sussidio. Si tratta di quelli che sono definiti "occupabili", con reddito Isee inferiore a 6mila euro, con età tra i 18 e i 59 anni di tutti i membri della famiglia, tra cui non vi sono disabili, minori od over 60, e che potranno avere accesso al programma di supporto e formazione lavoro che parte da settembre, che va di pari passo con la partecipazione obbligatoria ad attività di formazione. L'importo massimo previsto per il supporto e formazione lavoro è di 350 euro al mese per 12 mesi, non rinnovabile. Continueranno invece a ricevere il reddito di cittadinanza fino alla fine dell'anno le famiglie composte da almeno una persona over60, con figli minorenni o con una persona diversamente abile. In seguito riceveranno l'assegno per l'inclusione.

Quella che viviamo adesso è quindi una fase di transizione da un sistema all'altro e i problemi sono nella maggior parte dei casi legati al disallineamento dei dati.  

Reddito di cittadinanza, le indicazioni dell'Inps

Dopo gli sms dell'Inps sono arrivate le prime indicazioni, scritte nero su bianco sui siti del ministero del Lavoro e dell'istituto di previdenza. L'Istituto di previdenza spiega che le famiglie che hanno avuto il Reddito di cittadinanza sospeso che saranno prese in carico dai servizi sociali dei Comuni entro il 31 ottobre riavranno l'assegno fino a dicembre con gli arretrati. Chi non rientra nelle categorie di disagio sociale previste dalla legge insieme alla presenza in famiglia di disabili, minori, anziani o over 60 dovrà attivarsi rapidamente per cercare un lavoro o almeno essere inserito in un percorso di formazione con la possibilità di avere il Supporto alla formazione e il lavoro (350 euro al mese per un massimo di 12 mesi).

L'Inps spiega poi che "i nuclei familiari non attivabili al lavoro e presi in carico entro il 31 ottobre da parte dei servizi sociali potranno continuare a usufruire del Reddito di cittadinanza, senza il limite delle 7 mensilità non oltre il 31 dicembre 2023".  La precisazione è contenuta nelle "Disposizioni transitorie tra il Reddito di Cittadinanza e l'Assegno di Inclusione e il Servizio di Formazione Lavoro" spiegando, "nello spirito di servizio, di vicinanza e trasparenza in attesa dell'adozione dei decreti attuativi delle nuove misure di contrasto alla povertà," di aver già ricevuto, da parte del ministero del Lavoro, nei primi giorni di luglio, 88.000 comunicazioni a riguardo.

La presa in carico però non riguarda i nuclei familiari i cui componenti sono stati avviati ai Centri per l'Impiego e per i quali non è risultato necessario il rinvio ai servizi sociali. Per questi, invece, si legge ancora, e per coloro che non risulteranno presi in carico dai servizi sociali, dal primo settembre 2023 sarà possibile accedere alla nuova misura del Supporto per la Formazione e per il Lavoro (SFL). Per accedere alla misura, spiega ancora l'Inps, oltre a presentare una domanda, è necessario seguire uno specifico iter.

Cosa deve fare chi ha ricevuto l'sms dell'Inps

La "presa in carico" da parte dei servizi sociali dei Comuni rappresenta una delle note dolenti. L'Anci lamenta l'impossibilità di avere l'elenco dei nuclei familiari fragili dall'Inps e lo sottolinea anche il presidente dell'Ordine gli assistenti sociali, Gianmario Gazzi che lamenta la difficoltà a fare fronte all'aumento di oltre il 50% degli accessi e a comunicare la presa in carico di tutte le persone in situazione di disagio entro il 31 ottobre. "Serve una proroga", spiega.

Di fatto sono i singoli cittadini a doversi attivare adesso. Per fare un esempio. Il Comune di Palermo ha diramato una nota in cui precisa cosa deve fare chi ha ricevuto l'sms dell'Inps. "I nuclei familiari composti esclusivamente da adulti tra i 18 e i 59 anni, non disabili, potranno essere presi in carico solo in caso di documentata situazione di fragilità (legata ad esempio a condizioni di salute, personali o familiari) - si legge -. Gli interessati possono chiedere appuntamento presso la sede del Servizio Sociale di Comunità dove risultano residenti e richiedere di verificare la loro presenza sulla piattaforma Ge.P.I. (Piattaforma per la gestione dei Patti per l'inclusione sociale, ndr)  ovvero richiedere il passaggio su Ge.P.I. ove sussistano le condizioni per la presa in carico da parte del servizio sociale. Solo se la situazione di fragilità, adeguatamente documentata, trova conferma nella valutazione del Servizio Sociale, quest'ultimo potrà procedere alla presa in carico sociale".

Quindi il cittadini deve rivolgersi al Comune e scatta la verifica dei dati. Dopo i controlli ci sono quindi due strade. Se si rientra tra i fragili c'è la presa in carico da parte del Servizio Sociale e si potrà concordare un Patto per l’inclusione Sociale (PaIS) con i beneficiari, se si rientra tra gli occupabili si viene "dirottati" al Centro per l’impiego.

Conte: "Un disastro annunciato"

Ministero del Lavoro e l'Inps hanno avviato una campagna informativa ma non basta a placare le polemiche. L'opposizione parla di una "guerra ai poveri". La leader del Pd, Elly Schlein chiede al Governo di riferire in Parlamento. Il presidente M5s, Giuseppe Conte, che assicura di non voler fomentare la protesta, ritiene necessario un intervento in Consiglio dei ministri per "rimediare a una sciagura", a "un disastro annunciato, che bastava il buon senso a prevenire".

La Cgil parla di una "cultura punitiva verso chi è in condizioni di disagio". "La povertà - afferma la segretaria confederale Daniela Barbaresi - non si elimina per decreto ma anche l'occupabilità non si può stabilire in base ai dei requisiti di età o familiari, a prescindere dalle reali condizioni".

"Chi a oggi ha beneficiato per sette mesi del reddito, se non sarà preso in carico dai Comuni, o se i Comuni non avranno comunicato la presa in carico all'Inps, non prenderà più niente", spiega ancora la segretaria nazionale della Cgil. La sindacalista evidenzia un altro problema. Chi è occupabile potrà chiedere di frequentare un corso di formazione, ma questo "non avverrà prima di settembre, sempre che per allora sia pronta la piattaforma necessaria, e solo da quel momento prenderà il supporto da 350 euro che durerà comunque solo il tempo della formazione. Se il corso è di un mese, durerà insomma un solo mese". Ma se la formazione non parte o se dopo la formazione nessuno offre un lavoro, anche chi è occupabile, spiega Barbaresi, "non percepirà nulla".

Fonte: Today.it

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