Cronaca Castanea

Referendum Montemare: "Ecco perché vogliamo lasciare Messina e gestirci da soli"

Il 13 dicembre la votazione sulle sorti dei villaggi dell'estrema periferia nord. La storia di un progetto nato come reazione al degrado e all'abbandono. Parola al Comitato promotore: "Non è un salto nel buio, ma occasione di riscatto"

La vecchia circoscrizione abrogata nel 2005

Il prossimo anno Messina potrebbe ritrovarsi con quasi 9mila abitanti in meno e questa volta il calo demografico non c'entra nulla. Chi vuole andar via non lo farebbe fisicamente, con la valigia in mano su un aereo o treno verso il nord, ma dal punto di vista amministrativo.

La nuova meta si chiamerebbe Montemare, il comune che racchiude i villaggi collinari e costieri dell'estrema periferia nord della città. Tutto passa dal Referendum del prossimo 13 dicembre, ottenuto dopo anni di lavoro e impegno da un Comitato di cittadini, stanchi di vivere nell'abbandono e spesso senza neanche i servizi essenziali. Un sentimento di insoddisfazione, nato a partire dal 2005 quando fu ridotto il numero delle circoscrizioni, e che negli anni è sfociato nella decisione drastica di abbandonare Messina invocando una gestione pienamente autonoma. 

"Montemare", il referendum costa 800mila euro“

Alla base c'è il fallimento del tanto decantato decentramento amministrativo, divenuta ormai una parola vuota senza alcun significato che per anni è stata pronunciata indistintamente, in nome di un riscatto delle periferie che non è mai arrivato. E se prima l'idea di "divorziare" da Messina era più che altro una provocazione, nel tempo si è consolidata, diventando un bisogno impellente condiviso da migliaia di persone. 

"Tutto è nato nel 2010 - spiega Giandomenico Arena, esponente del Comitato Montemare -  quando la soppressione dei quartieri XII e XIII ha portato in breve tempo al peggioramento della qualità della vita. Tutte le amministrazioni che si sono succedute non hanno fatto nulla per il nostro territorio che ha delle potenzialità enormi, ma che non vede investimenti e progetti da oltre 25 anni. Siamo partiti lentamente, tra mille perplessità di chi vedeva questa ipotesi solo come fantascienza. Abbiamo fatto i conti anche con la contrarietà della politica locale e dell'opinione pubblica, ma non ci siamo comunque arresi".

Così il Comitato è cresciuto e ha iniziato a lavorare ponendo come proprio faro la legge regionale 30 del 2000. "Tutto è stato fatto tenendo conto delle normative - precisa Arena - abbiamo lavorato ad un progetto contenente tutti i requisiti previsti, una sinergia tra diverse professionalità scese in campo per migliorare il proprio territorio. E' venuto fuori un documento che evidenzia i fattori storico-culturali insieme a quelli tecnici ed economici dei vari villaggi. Un progetto presentato a Palazzo Zanca già nel 2012 senza alcun appoggio politico".

Anche in questo caso la burocrazia ha rallentato il percorso, ma alla fine le carte sono arrivate all'assessorato regionale Enti Locali, dopo che nel 2013 il consiglio comunale di Messina aveva manifestato la propria contrarietà. "E' stato un periodo di viaggi a Palermo, mail, telefonate e riunioni. Poi, dopo l'ennesimo contrattempo e l'iter istruttorio ripartito da zero, la Regione ha riconosciuto le nostre ragioni e ha dato il via libera al Referendum del 13 dicembre".

"Ecco perché vogliamo staccarci da Messina"

Ragionano già da comunità gli aspiranti "montemaresi". Un sentimento di unione nonostante la scelta riguardi ben tredici villaggi con tradizioni e caratteristiche geografiche tra le più variegate. "Siamo diversi, ma nello stesso tempo uguali - racconta Arena - e la condivisione dei problemi ci ha portato ad unirci. Facciamo i conti con un degrado sempre più preoccupante, con la mancanza di strutture e con l'abbandono di quelle esistenti. Non ci sono impianti sportivi e aree pubbliche per lo svago, le nostre strade spesso non ricevono la giusta manutenzione e rischiamo ogni anno di rimanere isolati. Poi c'è la mancanza di un vero presidio sanitario e di primo soccorso visto che l'ambulanza in servizio non ha medico. E se guardiamo al futuro è ancora peggio visto che non c'è traccia di interventi o progetti".

L'esempio di Misiliscemi 

Il caso Montemare ha diversi precedenti in Sicilia e in alcuni si è arrivati fino alla fine con l'istituzione di un nuovo comune chiesta a furor di popolo. Nel Trapanese è pronto a nascere Misiliscemi dopo il voto al Referendum di migliaia di cittadini stanchi dei disservizi e dell'abbandono a cui evidentemente l'attuale amministrazione non è riuscita a rimediare. Una strada quindi già percorsa che potrebbe agevolare anche la formazione del futuro Montemare.

Come funziona il Referendum?

L'intera città sarà chiamata alle urne il prossimo 13 dicembre. Bisognerà rispondere scegliendo tra i canonici sì o no alla domanda: Volete che le frazioni corrispondenti al territorio dell'ex XII e XIII Quartiere del Comune di Messina siano elette in comune autonomo con la denominazione di Comune Autonomo Montemare?

Il quesito sarà posto a due diversi ambiti di popolazione. Da un lato si pronunceranno gli elettori residenti nei territori interessati, dall'altro la restante popolazione messinese. Si valuteranno due quorum distinti e separati. Il referendum è valido se vota la metà più uno degli aventi diritto in almeno uno dei due ambiti. In poche parola basta che si raggiunga il 50%+1 nella sola parte dedicata ai potenziali abitanti di Montemare: alle urne dovrebbero quindi andare almeno 3500 elettori su un totale di 7000.

Cosa succede se vince il sì

In caso di vittoria del sì entra in campo la Regione. Sarà infatti un commissario, nominato dall'assessorato agli Enti Locali, a curare la creazione e la strutturazione del nuovo comune di Montemare. Tutto partirà da zero, dai rapporti finanziari e patrimoniali con Messina fino alla predisposizione di edifici pubblici e strutture acquisendo il personale necessario alla loro messa in funzione. Al contempo, verrà organizzata la rete dei servizi fondamentali: dai trasporti, ai rifiuti passando per le condotte idriche. 

"Tutto questo sarà garantito senza oneri aggiuntivi per i cittadini - precisa il Comitato - poiché saranno utili le risorse attualmente versate all'amministrazione comunale. Quando si entrerà a regime la gestione regionale lascerà il passo alla nuova amministrazione. Non è un salto nel buio, ma solo una grande occasione di riscatto. Saremo l'undicesimo centro della provincia per popolazione".

Il comune di Montemare in pillole

  • Località coinvolte: Castanea delle Furie, Salice, Gesso, Masse (S.Giorgio-S.Nicola-S.Lucia-S.Giovanni), Spartà, San Saba, Acqualadroni, Rodia, Ortoliuzzo, Piano Torre
  • Popolazione: 8779 abitanti
  • Struttura amministrativa: Sindaco, n.4 assessori, 12 consiglieri comunali, 40 dipendenti circa
  • Risorse naturali: 11 chilometri di costa, boschi, aree attrezzata
  • Infrastrutture: rete stradale provinciale, quattro cimiteri suburbani, pozzi artesiani da inserire nella rete idrica, strutture alberghiere e di ristorazione, chiese, musei, ville e casali

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