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Strappa la patente dalle mani del carabiniere, assolto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale

Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a quattro mesi di carcere ma il giudice del Tribunale di Patti ha accertato che l'uomo di Sant'Agata di Militello non aveva ostacolato l'attività dei verbalizzanti

Aveva strappato la patente di guida dalle mani del carabiniere dopo aver appreso che gliela avrebbero ritirata per guida in stato d’ebbrezza.

Un gesto accompagnato dalle parole “io e voi la vedremo dopo, poi voglio i vostri nomi, la cosa non finisce qui”.

Una reazione scomposta a cui ha comunque posto subito rimedio non ostacolando l’attività sanzionatoria tanto che ha riconsegnato la patente ai verbalizzanti che però non hanno esitato a contestargli anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

A distanza di quattro anni, il giudice Giuseppe Turrisi del Tribunale di Patti, ha assolto l’imputato di Sant’Agata di Militello perché il fatto non sussiste.

L’episodio risale al 2017, quando l’uomo è stato fermato a un posto di blocco dei carabinieri e risultato positivo al tasso alcolico dello 0,57 grammi per litro.

Per il 50enne assistito dall’avvocato Maria Stella Fazio, il pubblico ministero aveva chiesto la pena di 4 mesi di reclusione.

Il giudice lo ha assolto perché dall’istruttoria dibattimentale è emerso che “l’imputato non ha in nessun modo ostacolato l’attività dei verbalizzanti, che è regolarmente proseguita, e che non vi è stata alcuna opposizione del fermato quando i militari si sono ripresi la patente”.

In più, come motivato dal legale, la reazione del suo assistito era giustificata dal fatto che la patente era per lui necessaria per accompagnare il padre malato a sottoporsi periodicamente a cure mediche e in ogni caso non aveva recato alcun danno.

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