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Venerdì, 12 Aprile 2024
Cronaca

Nuova vita per la "Regina del Peloro", il frontone restaurato e presentato oggi a Palazzo Zanca

Gli interventi resi possibili dal Kiwanis club Messina in collaborazione con il comune di Messina

Nuova luce per il bozzetto della “Regina del Peloro”, realizzato dallo scultore Bonfiglio negli anni ‘30. Questa mattina è stato inaugurato il nuovo fregio a Palazzo Zanca dal sindaco Federico Basile, insieme all’assessore alle Politiche Culturali Enzo Caruso e alla Sovrintendente Mirella Vinci. Il Sindaco ha ringraziato il Kiwanis club Messina, presieduto da Angelo Caristi, e il titolare della società Italcase, per l’impegno profuso nel reperire le risorse economiche che hanno consentito di restituire un’opera d’arte che adesso fa bella mostra di sé nell’atrio di Palazzo Zanca, fruibile dai cittadini e dai turisti in transito.

"L’opera, restaurata da Fedra Sciacca, sotto l’alta sorveglianza della Sovrintendenza di Messina, "rappresenta – ha dichiarato il sindaco Basile - un bell’esempio di cittadinanza attiva per il recupero della nostra storia in favore della collettività". Presenti alla cerimonia per il Kiwanis il luogotenente governatore Salvatore Sciliberto, il responsabile della Divisione 1 per i rapporti con le Scuole G. Oteri, i presidenti di 4 club cittadini e 3 della provincia, i componenti del Consiglio direttivo del Club Messina e il cerimoniere prof. Cosimo Inferrera.

NOTE
Il bozzetto del frontone del Palazzo Municipale, preziosa testimonianza del complesso decorativo della facciata di Palazzo Zanca, di proprietà comunale, rappresenta l’elemento centrale, raffigurante Messina, regina del mare, simbolo della città risorta dopo il terremoto, con fiaccola, tridente e delfini sullo sfondo, che nel timpano è affiancata dai mitici mostri Scilla e Cariddi.

L’opera fu realizzata intorno al secondo quarto del Novecento (1937) dallo scultore messinese Antonio Bonfiglio. L’opera finita, in pietra di Comiso, visibile sul frontone, è presentata in tutta la sua retorica rigidità, con un’impostazione ieratica ed idealizzante, tipica dell’arte di regime.
Lo scopo del restauro è consistito, sostanzialmente, in un recupero estetico che ha favorito una corretta lettura dei valori plastici e cromatici dell’opera e contemporaneamente ad arrestare l’azione dei fenomeni di degrado onde evitare un ulteriore aggravamento delle condizioni conservative.

Dall’altorilievo sono stati rimossi i prodotti della corrosione, mentre la patina è stata conservata in quanto dotata di valore storico, estetico e conservativo. Il risultato ottenuto ha permesso un miglior apprezzamento dell’opera, con i suoi volumi e caratteristiche cromatiche.

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