#restiamoliberi, in piazza Unione Europea contro legge bavaglio Zan FOTO

Una manifestazione per dire no alla legge contro l’omotransfobia. Testo depositato lo scorso 30 giugno

Si è tenuta ieri pomeriggio alle 18,30 in piazza Unione Europea la manifestazione #restiamoliberi per dire no alla legge contro l’omotransfobia, il cui testo è stato depositato il 30 giugno scorso e porta la firma del deputato Pd Alessandro Zan.

“Una legge del tutto ingannevole- scrivono i promotori- poiché si presenta come necessaria per punire le violenze nei confronti di persone con attrazione per lo stesso sesso, ma chiunque sa già che ogni violenza è già punita dal nostro ordinamento giuridico. Ed esistono anche le aggravanti da applicare ove necessarie. Una legge inutile quindi. Ma una legge soprattutto pericolosa perché mira a istituire un nuovo reato, quello di omo-transfobia appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno chiunque esprimerà un pensiero non allineato al mainstream. Per cui, davvero preoccupati ci interroghiamo.In caso di approvazione del testo sarà possibile per chi gestisce una palestra vietare l'accesso agli spogliatoi femminili ai maschi cosiddetti transgender che “si sentono donne”? Sarà possibile, in una gara sportiva per donne, escludere un cosiddetto transgender maschio? Sarà possibile per un genitore fare in modo che il figlio non partecipi ad attività scolastiche organizzati da realtà lgbt? Sarà ancora possibile per un sacerdote citare pubblicamente la dottrina cristiana sul matrimonio e sulla sessualità e insegnarlo? Sarà possibile dire pubblicamente che la pratica dell'utero in affitto è un abominio o dirsi contrari alle adozioni cosiddette omo-genitoriali? Sarà ancora possibile contestare una legge, come quella sulle unioni civili, senza rischiare di essere denunciati? Per tutte queste domande il ddl sulla omotransfobia ha una sola risposta, ed attualmente è no”.

Il Coordinamento sottolinea le conseguenze nel mondo delle opposizioni al pensiero mainstream: Kelvin Cochran, cristiano evangelico, pompiere che si è distinto per le sue capacità di gestione per l’uragano Katrina, nominato da Obama capo della sezione Vigili del fuoco all’interno del Dipartimento di sicurezza nazionale e successivamente capo dipartimento della città di Atlanta, è stato licenziato per aver scritto un libro nel quale menzionava l’insegnamento della chiesa sulla sessualità.  In Germania due genitori sono stati arrestati per essersi rifiutati di mandare la figlia alle lezioni di educazione sessuale a scuola e sempre in Germania a Brema è stato incriminato un pastore evangelico per ‘incitamento all’odio’ per aver espresso giudizi negativi sul matrimonio omosessuale, secondo la dottrina della sua chiesa  In Polonia un dipendente Ikea è stato licenziato per essersi rifiutato di partecipare alla giornata sull’omofobia in virtù del suo credo religioso.

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“La nostra presenza ieri in Piazza Unione Europea, di fronte al Palazzo Municipale- continuano gli organizzatori -è stata una testimonianza pubblica di libertà. Questo è il vero diritto e il dovere primario del cittadino che pensa e agisce per il bene comune. Molta gente si è fermata a guardarci, interrogata da un popolo ordinato e pacifico, il cui silenzio scuote più di ogni parola. Ma soprattutto abbiamo fatto un’esperienza di libertà, affermando che dipendiamo da qualcosa di più grande di un potere che vuole zittirci. Soltanto per questo siamo stati contestati, in molte città sono state addirittura organizzate delle contro-manifestazioni appositamente per rispondere alla mobilitazione di #restiamoliberi. Non abbiamo risposto nemmeno ieri alle provocazioni. Sappiamo che le contestazioni non sono che il risultato del grande inganno che queste leggi alimentano: la negazione della libertà di dissentire, la negazione del dato reale, la negazione della natura umana e la presunta contrapposizione tra omosessuali ed eterosessuali, che non esiste, perché noi non siamo categorie, e soprattutto non abbiamo nemici. In tanti, ieri, abbiamo detto sì alla libertà di espressione e di coscienza che vorrebbero toglierci, sì al diritto di ogni bambino a crescere con un papà ed una mamma, sì alla libertà di educazione, di religione, di stampa, e soprattutto no alla legge bavaglio Zan. Ringraziamo per la sua presenza in mezzo a noi - anch'egli rimasto in piedi ed in silenzio - il presidente della IV Circoscrizione Alberto De Luca, unica carica politica della città che ha risposto all'invito". 

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