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"Commissariare il comune di Messina per la gestione dell'emergenza Covid", la richiesta di Rete 34+

In una lunga nota che analizza le condotte del sindaco e dell'amministrazione fra la prima e la seconda ondata pandemica, il gruppo denuncia le contraddizioni di cui è stata scenario la città. Dalle partecipate, ai dispositivi a Palazzo Zanca, ai focolai nelle Rsa: ecco cosa scrivono

Commissariare il comune di Messina per l'emergenza covid. Questa la richiesta avanzata dall'associazione Rete34+, che in un manifesto in cui mette in dubbio la condotta del primo cittadino e dell'amministrazione comunale rigardo le misure precauzionali adottate durante la fase di preparazione alla seconda ondata della pandemia, fino agli ultimi provvedimenti di chiusura ulteriore a partire dal 15 gennaio, si rivolge e chiede l'intervvento di Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro degli Interni, Dipartimento della Protezione Civile, Presidente della Regione Siciliana e Prefetto.  "Dopo 11 mesi di emergenza la massima autorità sanitaria di Messina continua a distribuire colpe a destra e a manca e ad autonominarsi uomo della provvidenza. E questo nonostante abbia tenuto in tutti questi mesi comportamenti in aperta contraddizione con la prevenzione covid", scrive il gruppo. 

Le condotte errate 

Una serie di contraddizioni, quelle che Rete 34+ elenca, e che hanno visto protagonista Cateno De Luca, in una escalation di atteggiamenti prima rigorosi, poi sovversivi verso le regole introdotte da Roma. "Chi ha buona memoria ricorderà di quando ha distribuito le uova di Pasqua, senza nessuna precauzione anzi creando veri e propri assembramenti; - prosegue la nota - ha bivaccato al COC con uno stuolo di donne e uomini senza riuscire a dare nessun contributo alla prevenzione; i migliaia di selfie circondato da negozianti, soubrette, veline, ballerini e saltimbanchi; di quando ha incitato alla sommossa e alla disobbedienza le partite iva in corteo davanti alla Prefettura di Messina; ha costretto gli esercenti a chiudere prima le loro attività creando inevitabili assembramenti; ha invitato i cittadini di Messina ad assistere all’accensione dell’albero di Natale a Piazza Cairoli; di quando, infine, è stata denunciata pubblicamente (20 Ottobre 2020) la mancanza di controllo, di disposizioni organizzative e di presidi di sicurezza a Palazzo Satellite. Infatti era possibile vagare in lungo e in largo per il Palazzo senza nessun controllo; non veniva misurata la temperatura all'entrata; pochi erano i dipendenti muniti di mascherine, che tra l’altro dichiaravano di averle acquistate a loro spese così come il disinfettante per le mani", aggiungono. 

Le precauzioni a Palazzo Zanca 

Intanto al Comune le misure per contenere il contagio sono arrivate tardi. "Il 24 agosto 2020 si leggeva nei quotidiani locali che a Palazzo Zanca ancora non erano state messe in atto le minime norme di prevenzione, erano assenti i controlli e poche erano mascherine", denuncia Rete 34+. "Nonostante ciò, veniva revocato “con effetto immediato lo svolgimento del lavoro agile” con un generalizzato rientro di tutto il personale senza adottare minimamente un protocollo che prevedesse tutte le misure di sicurezza previste. A Palazzo Zanca si entrava e si usciva senza nessun controllo. Solo il 5 Novembre 2020, con immenso stupore e con tanto di foto postate, iniziava il controllo all’entrata con il termoscanner. Un consigliere comunale scriveva: “ho postato questa foto per mostrare a tutti i messinesi che da oggi, dopo vari solleciti e sedute dell’VIII commissione, finalmente anche il municipio di Messina si è dotato di termoscanner per misurare la temperatura corporea degli utenti”. Inoltre proprio ieri, nel corso di un tavolo tecnico on line, allorché tutti i partecipanti erano in video da soli, il sindaco della città di Messina appariva circondato da oltre 15 persone, senza rispettare le norme di distanziamento e chiedendo a gran voce la zona rossa per la città di Messina", aggiungono. 

Scuole, trasporti e servizi sociali 

L'affondo di Rete 34+ si concentra, ancora, sulla gestione delle scuole e delle partecipate comunali. "Per non parlare della gestione scuole e trasporti, le segnalazioni sono tante e non è possibile che debbano pagare i giovani il prezzo di questa totale incapacità amministrativa", prosegue la nota. "In questi 11 mesi i cittadini hanno assistito ad un indecoroso spettacolo su come si amministra una città, tra insulti indirizzati a tutte le istituzioni, blitz urlati e caldeggiati da personaggi che riempievano le liste del sindaco nelle amministrative del 2018. Ha umiliato, aggredito e sbeffeggiato tutti coloro che a vario titolo mettevano in discussione il suo operato, ignorando platealmente la realtà. L’unica cosa che ha fatto e che non doveva fare è stata quella di sospendere (poi ripristinata, ma non a pieno regime) l’assistenza domiciliare agli anziani e alle persone con disabilità, adducendo questa decisione a direttive date dal Governo. Gli uffici della Protezione civile e della partecipata Messina Social City, pur pubblicizzando i loro numeri di telefono, non rispondevano e se veniva messa in evidenza questa situazione, si veniva ignorati o tacciati di essere bugiardi", aggiungono. 

L'ordinanza sindacale del 10 gennaio

A completare il quadro della cattiva gestione dell'emergenza da parte del primo cittadino anche l'ultimo provvedimento che ha ristretto ulteriormente le attività consentite durante la "zona rossa". "L'ordinanza dispone di chiudere i negozi al dettaglio di generi di prima necessità a partire da venerdì 15 gennao. Una norma poco chiara in alcune parti, accompagnata, nel corso di una diretta Facebook, da un esplicito invito del Sindaco a “fare le scorte”. Una gestione della comunicazione , dunque,  che rischia di generare una corsa all’accaparramento, con relativo rischio di assembramenti", scrivono ancora.

"Questa appare la cornice obiettiva dove Messina e i cittadini devono affrontare i disagi economici, fisici e morali comportati da questa pandemia. Se riteniamo che il primo cittadino si sia rivelato incapace di di amministrare una città metropolitana in tempi normali, il giudizio si accentua alla luce della gestione sanitaria. Fino a oggi non ha fatto altro che creare panico, alimentare ansia e depressione affermando che non ci sono posti letto, che l’Asp di Messina non sa gestire la pandemia… urlando che tutte le istituzioni sono incapaci, sottolineando che l’unico virtuoso è l’ente locale da lui guidato. Anzi è LUI l’unico virtuoso, in un delirio di onnipotenza egocentrica i cui tratti non stiamo affatto esagerando", aggiungono. 

La richiesta di commissariamento 

"Questa amministrazione continua ad ignorare i focolai nei dipartimenti del palazzo Municipale (vigili urbani, personale dipartimento cimiteri ecc. ), ma punta il dito sempre e comunque contro il Presidente della Regione Sicilia, il suo Assessore alla Salute, e il Direttore Generale dell’ASP di Messina. Quando nelle RSA della città è emergenza, il sindaco di Messina altro non fa che accusare tutto il mondo, tranne se stesso; anche se il controllo delle RSA è di competenza del Comune", denunciano. 

"In questo clima di confusione, paura e bisogni i cittadini e specialmente quelli più vulnerabili hanno grosse difficoltà a individuare le competenze e i referenti a cui rivolgersi per avere i propri diritti. È credibile il sindaco della città di Messina quando si strappa le vesti dicendo di voler tutelare i "suoi" cittadini? In pieno lockdown e fino ad oggi abbiamo assistito da parte del primo cittadino a spettacoli poco rassicuranti, offensivi e umilianti per l’intera cittadinanza. Riteniamo che adesso sia giunto il momento di pensare ad un COMMISSARIAMENTO dell’Ente Locale per la gestione dell’Emergenza Covid, e che le forze politiche cittadine prendano posizione perché proprio in questo periodo la città non ha bisogno di show ma di fatti concreti", concludono. 

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