Cronaca

Cala la morsa del covid, il Coas chiede la riapertura dei punti di primo intervento

Dopo la diminuzione dell'indice dell'Rt siciliano e l'estensione sull'isola della zona gialla, il sindacato sottolinea adesso la necessità di ridurre il ricorso al pronto soccorso. I presidi rappresentano delle alternative all’ospedale per la gestione delle urgenze di basso-medio livello attraverso la rete delle cure primarie

Sono chiusi al pubblico da marzo 2020 per l'emergenza pandemica a causa della quale è stato anche vietato ai cittadini di rivolgersi ai punti di primo intervento. Nonostante tutto il personale medico è rimasto regolarmente in servizio e soltanto in occasione della prima fase emergenziale pandemica è stato impiegato in altri servizi come i controlli sanitari presso gli scali marittimi e ferroviari sulla popolazione in transito sul territorio comunale.

Adesso a richiedere nuovamente l'apertura dei punti di primo intervento, alla luce della riduzione dell'indice Rt e del calo dei ricoveri è il Coas, il sindacato dei dirigenti medici, che evidenzia la necessità di ridurre il ricorso inappropriato ai Pronti Soccorso degli ospedali dell’utenza con codice di priorità emergenziale sanitaria bianco e parte dei verde. I punti di primo intervento sono gestiti attraverso la rete dei medici di continuità assistenziale e il servizio è assicurato nelle ore diurne dei giorni feriali dalle 8 alle 20 e nei giorni prefestivi dalle 8 alle 10. 

"Esaurita la prima fase emergenziale, sospesi i controlli sanitari, i medici dei Ppi sono rientrati presso le loro sedi lavorative ma a tutt’oggi non espletano alcuna attività assistenziale nei confronti dei cittadini in quanto l’Asp di Messina, forse dimenticandosi di loro, non ha provveduto alla riapertura degli ambulatori alla popolazione", scrivono in una nota. 

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