Dj morta, la zia del bambino sul luogo delle ricerche: “Vado da sola a cercare Gioele”

La donna ha avvertito i vigili del fuoco che si sarebbe avventurata nei boschi. Ma non può passare nei luoghi sottoposti a sequestro. Ieri si è sperato in una svolta ma del bimbo ancora nessuna traccia. Si cerca senza sosta. Anche i testimoni

"Voglio trovare Gioele, faccio le ricerche da sola...". Sono da poco passate le 8.30, quando Mariella Mondello, la sorella del marito di Viviana Parisi, la deejay trovata morta a Caronia, si presenta nel 'campo base' delle ricerche, in una stazione di servizio Ip a Marina di Caronia per avvertire i vigili del fuoco che sarebbe salita verso i boschi a cercare il piccolo Gioele, il figlio del fratello di cui si sono perse le tracce dallo scorso 3 agosto.

La donna è arrivata nel 'quartier generale' delle ricerche accompagnata da un uomo. Si è avvicinata al mezzo dei Vigili del fuoco che staziona lì dal giorno della sparizione della donna, poi trovata morta, e del bambino, e ha annunciato che si sarebbe spinta verso le campagne, in alto, forse nei pressi del luogo del ritrovamento del corpo di Viviana Parisi. "Ci vado da sola", ha sussurrato prima di lasciare il campo base e avventurarsi verso i boschi per cercare il nipotino di 4 anni.

Proprio ieri il Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo ha annunciato che c'è un video da cui si evince che la donna fosse in compagnia del figlio "al momento dell'incidente". Quindi, si avvalora la tesi che la deejay fosse con il piccolo anche quando è entrata nei boschi dove poi è stata trovata senza vita.

Come spiegano però gli inquirenti e gli tessi soccorritori all'Adnkronos, la zia del bambino, Mariella Mondello, può "raggiungere soltanto quei luoghi che non sono sottoposti a sequestro giudiziario" perché nelle zone di ricerca non "può andare nessuno" tranne le forze dell'ordine e i soccorritori.

Anche ieri sono proseguite senza sosta le ricerche del piccolo Gioele. L'area della ricerca si è allargata, dopo il vertice che si è tenuto in Prefettura con i soccorritori e gli inquirenti, ma sempre nella zona tra il luogo in cui la donna ha avuto l'incidente in una galleria sulla A20 Messina-Palermo e il luogo del ritrovamento del copro di Viviana Parisi.

Sembrava essere vicini ad una svolta, nel pomeriggio, quando il Procuratore capo di Patti Angelo Vittorio Cavallo, che coordina l'inchiesta per omicidio e sequestro di persona, si è presentato sul luogo del ritrovamento con una geologa esperta di sottosuoli per un sopralluogo. Si cercano altre tracce. Ma del bimbo ancora nessuna notizia. Il procuratore ha rilanciato, attraverso i giornalisti, un altro appello ai testimoni 'scomparsi'. Che non si fanno vivi nonostante siano trascorse quasi due settimane. Sarebbe una famiglia quella che si è fermata a prestare soccorso a Viviana Parisi lo scorso 3 agosto dopo che la sua auto si era fermata per via di un piccolo incidente. Padre, madre e due figli adolescenti a bordo di una "berlina grigia metallizzata" o comunque "di colore chiaro".

È solo questo per il momento l'identikit di cui è in possesso la Procura. Di loro non si sa altro il procuratore Angelo Vittorio Cavallo, parlando con i giornalisti davanti al tribunale, ha mandato loro un appello affinché si facciano vivi. "Il padre era quasi calvo, abbronzato e indossava una maglietta arancione - ha spiegato Cavallo - La donna ha sui 45 anni, indossava un vestito blu". Queste le poche parole usate per descrivere quella famiglia che ha fatto "un'opera meritoria" e che spera si "facciano vivi adesso". Secondo le indagini, chiarisce il procuratore, non solo si sono fermati sul luogo dell'incidente ma hanno iniziato anche le ricerche della mamma e del figlio "scavalcando il guardrail". E' stato sempre il magistrato a rivelare ieri che un video fa supporre alla Procura che la donna fosse con il bambino "al momento dell'incidente".

C'è anche una telefonata al numero d'emergenza per segnalare l'incidente avvenuto lo scorso 3 agosto a Viviana Parisi sull'Autostrada A20 Messina-Palermo. L'audio è stato acquisito dal Procuratore Cavallo. Una voce chiama il numero 112 per dire all'operatore che "c'è stato un incidente" e che alla guida dell'auto coinvolta "c'era una donna". Non solo. La voce avrebbe anche detto all'operatore del numero d'emergenza che a bordo c'era "anche un bambino". Quindi, un'ulteriore conferma della presenza del piccolo che da quel giorno è scomparso. Ecco perché le ricerche proseguono, senza sosta, sempre in zona, senza spostarsi in altri luoghi. 

I cani dei soccorritori anche ieri hanno corso per ore alla ricerca di un indizio che possa indicare la presenza del bambino. Ma fino a tarda sera non c'è stato alcun riscontro. Qualcuno parla di un falso allarme per una magliettina rossa trovata. Ma si è trattato, appunto, solo di un falso allarme.

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