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Cronaca

L'addio all'attore Minutoli di Marco Dentici: "Quanti tentativi per tirati fuori dalla città in cui non succede nulla, l'hai fatto da solo"

Il ricordo appassionato e intenso dello scenografo "all'amico" morto martedì scorso. "Stavolta sei partito per una tournée interminabile, ti perdono per non avermi avvisato. Sono certo che nella sua infinita durata raccoglierai il successo che meriti"

Un ricordo appassionato e intenso da compaesano e collega. E' quello dedicato dallo scenografo Marco Dentici, Marco Dentici*, a Domenico Minutoli, attore messinese morto martedì scorso. Oggi, nella chiesa di Galati i funerali durante i quali il ricordo di Dentici è stato letto. Eccolo:

Domenico Minutoli (Mimmo) ci ha lasciato.

Marco DenticiCaro Mimmo, non dovevi farlo, come colpo di teatro l’avremmo accettato tutti, avremmo anche applaudito, ma nella realtà non possiamo, non lo posso accettare. Uscirsene così dall’amicizia di una vita intera senza un cenno, senza un vago saluto consolatorio. Nulla, solo uno strappo deciso e definitivo a sfregiare in maniera irrimediabile la tela dei nostri anni vissuti in parallelo sin dalle scuole elementari. Ci vedevamo purtroppo di rado, è vero, in estate quasi sempre, ci sentivamo per telefono e tutte le conversazioni finivano sempre con la mia solita domanda a cui faceva eco la tua solita risposta: “Che fai, come vanno le cose a Messina?” - “E che devo fare, qua non succede mai niente!”. E tutte le volte mi venivano in mente i numerosi tentativi che ho fatto per tirarti fuori dal luogo in cui “non succede niente” insistendo sul fatto che altrove avresti sicuramente trovato la tua giusta collocazione nel teatro, nel cinema, in televisione che pur hai praticato con i risultati che tutti abbiamo apprezzato. Avresti potuto dare ulteriori prove delle tue capacità attoriali contrassegnati da quei toni di “burbero benefico”, di ironia e di comica leggerezza come hai fatto nel lontano 1973 nel mio spettacolo “I fucili di Madre Carrar” e pochi anni fa nel film che realizzai sulla tragedia di Giampilieri “Caldo grigio caldo nero”.

Ora, caro Mimmo, non ci posso più provare, non potrò più insistere a convincerti che altrove c’è un mondo. Da quella terra che non hai voluto mai lasciare, forse per incoffessato amore, lo hai saltato a piè pari quel mondo verso un altrove più vasto, senza che se ne accorgesse quasi nessuno. Lo hai fatto da solo senza pensare a quanta triste solitudine ci lasci. Amico mio di una vita, stavolta sei partito per una tournée interminabile, ti perdono per non avermi avvisato. Sono certo che nella sua infinita durata raccoglierai il successo che meriti. Nel mio ricordo di te l’affetto di sempre.

Il tuo amico Marco

* Marco Dentici, nato a Galati Marina e diplomatosi all’Istituto d’Arte, debutta nel cinema a 26 anni come scenografo per non smettere mai più. Diventa lo scenografo preferito del cinema d’autore italiano degli anni ‘70 e ’80 fino ai giorni nostri, lavora soprattutto con Corbucci e Bellocchio ma anche con Sordi, Amelio, Maselli e Salvatores; in questo millennio vince un David di Donatello e tre Nastri d’argento.

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