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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

La graduatoria Atm per operatori di esercizio rischia di cambiare, ricorsi al giudice del Lavoro

Quattro candidati hanno rilevato anomalie nello svolgimento dei test e nella presentazione dei requisiti, sarà il tribunale adesso a esprimersi

Quattro ricorsi al giudice del Lavoro contro la selezione per titoli ed esami di operatore di esercizio indetta da Atm Spa. L'azienda ha creato una graduatoria da dove attingere per nuovo personale ma quattro candidati hanno rilevato diverse anomalie nello svolgimento dei test e nella presentazione dei requisiti di coloro che li anticipano in classifica. 

Selezione Atm Spa per operatori di esercizio

Le anomalie sotto accusa

Si tratta di richieste con carattere di urgenza. Secondo quanto si legge in uno dei ricorsi: "Ultimata la prova la Commissione notava che il personale addetto alla sorveglianza esortava i candidati a rispondere esclusivamente alle prime 60 domande in quanto, al momento dell’invio dei quiz, per un mero errore, erano stati allegati due fogli di test per un totale di 120 domande. In considerazione di tale “anomalia” la Commissione, senza alcun motivo e a prova ormai ultimata in cui i candidati avevano risposto alle sole prime 60 domande (considerato evidentemente un refuso l’invio del secondo test che peraltro conteneva le stesse domande del primo – quindi si è trattato di una doppia allegazione dello stesso test), si autodeterminava di annullare l’intera prova (già conclusa) invitando la società Ales srl di riconvocare i candidati in coda alla prova fissata per il 2.7.2021. Ricevuta la comunicazione per email il ricorrente si è ripresentato alla prova del 2.7.2021 al fine di svolgere la prova preselettiva in cui, invero, non tutti si sono presentati ritenendo valida la prima prova e forse non ricevendo la comunicazione di annullamento della predetta prova. Fatto sta che il ricorrente, che aveva svolto la prima prova in maniera brillante, ha potuto constatare che i quiz ad esso assegnati erano decisamente più complicati rispetto alla prima prova, poi annullata, e con evidente sperequazioni di domande rispetto alle prescrizioni contenute nell’avviso pubblico in cui era espressamente prescritto “la prova preselettiva consisterà in un test di tipo psicoattitudinale di ragionamento verbale, astratto, logico, spaziale e numerico”.

"Il concorso indetto dall’ATM spa aveva lo scopo di assorbire il personale della vecchia società dismessa (ex ATM in Liquidazione) e, quindi, con l’obiettivo specifico del superamento del precariato storico formatosi presso la compartecipata.
Proprio per tale motivo il concorso avrebbe dovuto essere ispirato al principio della territorialità in modo da garantire la stabilizzazione di tutto il personale che ha svolto la propria attività presso la vecchia azienda dismessa e che da un giorno all’altro si è trovato in disoccupazione o, addirittura, licenziato.

Proprio per questo all’art. 3 del bando di concorso è previsto che per coloro che sono residenti (o domiciliati) nella Provincia di Messina verranno assegnato punto 20 considerato che detto requisito è richiesto per la conoscenza della rete urbanistica territoriale e per le caratteristiche del lavoro distribuito su turni anche notturni. La Commissione, in sede di valutazione dei titoli posseduti, ha attribuito i 20 punti previsti dal predetto art. 3 non solo a coloro che  12 risultano residenti nella provincia di Messina ma anche a coloro che hanno autodichiarato di avere la propria dimora nel predetto territorio. Ed invero, il concetto di dimora è certamente ben lontano rispetto al requisito della residenza nel caso in cui si voglia privilegiare e premiare la territorialità del candidato rispetto a coloro che risiedono in altra provincia. Senza – ovviamente – dilungarsi sui concetti distintivi di residenza e domicilio, occorre ricordare che la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale e che risulta all’anagrafe del Comune, mentre il domicilio è il luogo in cui una persona stabilisce la sede dei propri interessi o affari senza che ciò risulti da un registro pubblico (in sostanza l’elezione di domicilio si certifica mediante una autocertificazione da parte del soggetto interessato). Nella specie, tutti i candidati che hanno partecipato al concorso de quo, ed in particolare per quanto di ragione al ricorso quelli che si sono posizionati nei primi 65 posti, se non in possesso della residenza sul territorio della Provincia di Messina hanno dichiarato di avere il proprio domicilio presso una sede e/o abitazione ricadente nel territorio comunale così da ottenere i 20 punti previsti per detto requisito".

Nei ricorsi segnalate anche presentazioni mendaci di requisiti di alcuni candidati, sarà il giudice a valutare la fondatezza delle accuse. 

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