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Cronaca

Mancata stabilizzazione del comandante Lo Presti, il Tar: "Città Metropolitana non aveva nessun obbligo"

La sentenza del tribunale amministrativo dopo il ricorso presentato dall'attuale comandante della polizia municipale di Taormina

La Città metropolitana di Messina non aveva alcun obbligo di assumere Daniele Lo Presti nel ruolo di comandante della polizia metropolitana. Così ha stabilito il tribunale amministrativo regionale di Catania (sezione seconda) nella sentenza emessa ieri dopo il ricorso presentato nei mesi scorsi dallo stesso Lo Presti, attualmente in servizio a Taormina come comandante della polizia locale. Lo Presti, assistito dall'avvocato Valentina Prudente, si era opposto al silenzio-inadempimento di Palazzo dei Leoni, assistito dal legale Santi Delia, sull’istanza di attivazione della procedura straordinaria di inquadramento per la stabilizzazione definitiva dopo il suo anno di servizio da comandante. Nel ricorso anche la richiesta di l’annullamento del decreto di nomina di Giovanni Giardina, attuale comandante,  firmato dal sindaco Federico Basile e il risarcimento del danno per quasi 300mila euro.

Ma i giudici del Tar hanno però dichiarato in parte improcedibile e in parte rigettato il ricorso introduttivo e rigettato quello per motivi aggiunti. Secondo la sentenza quanto stabilito dall'Ex Provincia  non presenta natura discrezionale “il cosiddetto silenzio amministrativo si riferisce anche ai casi in cui debba essere assunto un provvedimento non vincolato e l’Amministrazione ha successivamente provveduto in modo implicito sull’istanza del ricorrente, autorizzando la stipula della convenzione e assegnando al controinteressato la posizione organizzativa”. E ancora la legge "non impone all’Amministrazione di privilegiare la copertura dei posti mediante contratti a tempo indeterminato, ma si limita a contemplare una facoltà che l’Amministrazione può esercitare discrezionalmente in relazione alle circostanze del caso concreto".

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