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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Neonata positiva, anzi no: ma finisce in terapia intensiva senza la mamma, chiesto accesso agli atti

A soli 20 giorni di vita trasferita all'ospedale di Catania da sola. "Un vero e proprio trauma per noi, ma vogliamo vederci chiaro su tutta la vicenda", spiega il papà

Trasferita al Presidio San Marco di Catania senza la sua mamma a 20 giorni di vita dopo il ricovero in terapia intensiva neonatale al Policlinico di Messina perché il tampone era risultato positivo. Una storia, quella di una bimba messinese, accaduta fra fine ottobre e inizio di novembre, che di ordinario ha ben poco, visto che dopo il ricovero a Catania tutti i tamponi eseguiti sulla piccola hanno smentito il primo esito. 

 "Tutto è cominciato il 29 ottore con una influenza che ci ha costretti a portare la bambina al pronto soccorso - racconta il papà -  I medici che hanno visitato la piccola hanno ipotizzato una bronchiolite. Il giorno dopo l'ospedale ha eseguito un tampone molecolare sia a lei che a mia moglie che sono risultate entrambe positive". Immediatamente sono scattati i protocolli covid. 

"Mia moglie si è messa subito in quarantena e nel frattempo ci hanno avvisato telefonicamente che non avendo i macchinari adeguati per trattenere a Messina la bambina doveva essere trasferita al Presidio San Marco di Catania ma da sola, visto che né io né mia moglie potevamo muoverci da casa", spiega ancora il papà. Anche lì vengono quindi eseguiti un tampone molecolare e uno rettale alla piccola che risulta invece negativa. 

Nel frattempo si attiva l'Usca anche per gli altri componenti della famiglia entrati in contatto con la donna. "Il tampone di mia moglie è risultato subito negativo - prosegue il padre - Non si può descrivere l'ansia e l'angoscia che provavamo per nostra figlia perché le informazioni che riuscivamo ad avere arrivavano soltanto telefonicamente. Fortunatamente dopo due giorni i medici di Catania ci hanno spiegato che non si trattava nemmeno di bronchiolite ma soltanto di una infezione virale". 

La neonata fa quindi ritorno al Policlinico a Messina. "Il pomeriggio stesso siamo andati a prenderla - prosegue il padre - Ma intanto io e mia moglie non dimenticheremo mai quei giorni di stress e angoscia. Lei ha dovuto interrompere l'allattamento e ha avuto anche una brutta mastite che ha dovuto curare con diversi farmaci per giorni. Come se non bastasse ha avviato una cura per il covid per cui ha riportato come conseguenze anche ulcera e ernia iatale. Rimarremo per sempre traumatizzati da quanto ci è accaduto". 

La famiglia, difesa dall'avvocato Pippo Trischitta, ha chiesto la cartella clinica per valutare se tutte le procedure da parte del nosocomio di Gazzi siano state corrette e se si sia trattato di un errore nella consegna del referto dei tamponi. "Non chiediamo altro che fare luce su una questione che doveva essere evitata a tutti i costi", ha concluso il padre. 

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