Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Sant'Agata di Militello

Tragedia del caicco, rientrerà lunedì la salma di Eugenio Vinci

Si aspetta il nulla osta delle autorità locali. Il rientro dal'aeroporto di Catania per poi arrivare a Sant'Agata Militello dove sono state sospese tutte le manifestazioni estive. Le indagini sul gas tossico che ne ha provocato la morte

Arriverà lunedì dall'aeroporto di Catania, dopo aver ottenuto i nulla osta dalle autorità, la salma di Eugenio Vinci, il  manager santagatese morto per l'intossicazione da monissido di carbonio sul caicco in cui era in vacanza con amici e parenti. La salma arriverà poi a Sant'Agata di Militello, dove intanto l’amministrazione comunale ha sospeso lo svolgimento di tutte le manifestazioni estive. 

Intanto migliorano lievemente le condizioni dei bambini ricoverati in terapia intensiva a Spalato, ieri i medici hanno provato ad estubarli ed a risvegliarli dal coma indotto, la mamma è stata dimessa

Una tragedia che comincia a definirsi dopo le prime indagini della polizia locale.  Si presume che l’armatore Zoran Bauk, 23 anni, volesse risparmiare sui costi della manutenzione della barca e per questo non avrebbe rispettato nessuna norma di sicurezza l'installando un generatore a benzina, dal quale si è sprigionato il gas tossico.

Una leggerezza, che è costata la vita al cinquantasettenne ed intossicato 5 persone , tra cui due bambini di 4 e 11 anni.  

Il proprietario del caicco Atlantia e lo skipper Jerko M. 27 anni, entrambi croati, hanno installato l'8 agosto il generatore previsto per uso esclusivamente in aree aperte e arieggiate, acquistato per  700 euro, dopo il guasto di quello originale.

La barca era prenotata dalle tre famiglie siciliane a dodici mila euro per una settimana di vacanze. I due sono stati arrestati mercoledì sera,dopo l'ispezione effettuata da testimoni esperti del Centro di indagine forense, Ivan Vucetic di Zagabria, insieme alla polizia e al DORH. Giovedì, dopo essere stati interrogati dall'ufficio di un procuratore distrettuale, sono stati rilasciati. “Vi è il ragionevole sospetto che l'8 agosto, a Omiš- dichiara la Procura-  il primo sospettato, di 23 anni, e il secondo, un comandante di navi di 27 anni, congiuntamente e previo accordo, contrariamente alle disposizioni del codice marittimo, abbiano installato un'unità generatore di gas, con aria nella sala macchine, il raffreddamento provoca la fuoriuscita di monossido di carbonio e altri gas tossici come sottoprodotto della combustione della benzina e l'inalazione di questi gas provoca la morte”. “Finora non ci sono prove concrete e complessi esperti devono ancora essere attesi per dimostrare la causa delle gravi conseguenze- ribadisce l'avvocato Kristo- l'accusa, che non ha nemmeno chiesto una prigione investigativa , è cauta”.

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