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Caos rifiuti, i sindaci alla Regione: “E' emergenza igienico-sanitaria, intervenga il prefetto”

Le proteste di Piraino, Brolo, Sant’Agata di Militello, Patti, Capo d’Orlando e Gioiosa Marea che denunciano al danno la beffa: “Discariche chiuse ma ci intimano di raggiungere alti livelli per la differenziata”

Comuni invasi dai rifiuti, cassonetti che scoppiano e sindaci in protesta. La Sicilia è in piena emergenza. Lo scrivono in una nota al governatore Nello Musumeci, al prefetto di Messina e all’assessore all’Energia Alberto Pierobon, i sindaci di Piraino, Brolo, Sant’Agata di Militello, Patti, Capo d’Orlando e il vicesindaco di Gioiosa Marea.

Una denuncia in piena regola per “l'insostenibile situazione igienico – sanitaria oramai creatasi nei rispettivi comuni a causa dell'impossibilità di smaltire la frazione indifferenziata dei rifiuti”.

Più di mille tonnellate im strada

Da  7 novembre infatti, a causa della chiusura della discarica di Alcamo, la “D'Angelo Vincenzo Srl”, i comuni sono rimasti privi di un impianto di conferimento. I disagi cominciano dal 23 giugno, quando “senza alcun preavviso” gli stessi Comuni vengono trasferiti dalla “Sicula Trasporti Srl” di Catania all'impianto “D'Angelo Vincenzo Srl” di Alcamo, provocando

un aumento dei costi di conferimento dei rifiuti indifferenziati in discarica (da 125 € a tonnellata a 195 € a tonnellata) e  costringendo tutte le amministrazioni a rivedere in aumento i rispettivi piani finanziari e a far ricadere gli ulteriori ed imprevisti costi sui cittadini, già stremati dai sacrifici economici imposti dalla situazione emergenziale da Covid 19.

Il 7 novembre la discarica di Alcamo ha chiuso, provocando una crisi nella gestione dei rifiuti di molti comuni dell'isola, compresi quelli rappresentati dai sindaci che hanno sottoscritto la richiesta al presidente della Regione.

“Si tratta di una situazione insostenibile e paradossale – dicono -  in quanto non è ancora stata ricevuta alcuna comunicazione riguardo quale discarica andare a conferire e l'indifferenziato non viene più raccolto da due settimane. Da giorni i vari uffici regionali competenti posticipano la risoluzione del problema sempre al die immediatamente successivo, oppure rimpallano le legittime richieste dei Comuni ad un altro Dipartimento e/o ufficio. Così ancora oggi si è in attesa dei promessi “decreti straordinari” che avrebbero dovuto risolvere la vicenda autorizzando i Comuni a conferire presso un'altra discarica”.

Dopo il danno la beffa: giorno 20 è stata recapitata una nota da parte del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti che diffida i Comuni a raggiungere livelli più alti nella raccolta differenziata.

“Sembra una situazione grottesca – scrivono i sindaci -  da 15 giorni non è permesso conferire i rifiuti in alcuna discarica della Sicilia e allo stesso tempo i Comuni vengono diffidati in quanto produrrebbero troppo indifferenziato! Non è possibile scaricare tutte le responsabilità politiche sui Sindaci e le amministrazioni locali, peraltro le più esposte alla crescente rabbia sociale”.

Tindaro Ruggeri, Giuseppe Laccoto, Bruno Mancuso, Mauro Aquino, Francesco Ingrillì, Giovanni Princiotta Cariddi chiedono  interventi immediati per la risoluzione di una vicenda

che rischia di avere ripercussioni di natura igienico sanitaria e al Prefetto di farsi interprete del disagio che le comunità stanno vivendo.

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