Cronaca

Addio ai cassonetti, Lombardo vuole cambiare rotta: "Discariche abusive danno incalcolabile, adesso basta"

La differenziata è ormai realtà su tutto il territorio cittadino. Messina Servizi si prepara ad una nuova fase e annuncia tolleranza zero con gli incivili. Scerbatura e spazzamento saranno potenziati, ma resta il problema degli impianti

Messina ha finalmente detto addio all'era dei cassonetti. Gli ultimi sono stati rimossi questa notte e la raccolta differenziata porta a porta è adesso realtà in tutto il territorio cittadino. Si apre una nuova fase per il settore rifiuti, tra i più delicati degli ultimi decenni. Messina Servizi è chiamata a raggiungere un nuovo step pur scontando le anomalie dell'intero sistema regionale, più volte messo sotto accusa dal sindaco Cateno De Luca.

A fare il primo bilancio e parlare di progetti futuri è il presidente Giuseppe Lombardo che lancia un appello a tutti i messinesi affinchè ognuno faccia la propria parte per una città più pulita. 

Il tanto atteso momento è arrivato: Messina non ha più un cassonetto. Cosa accadrà da oggi?

"Siamo di fronte ad un vero e proprio cambio culturale, in meno di due anni abbiamo raggiunto un obiettivo atteso da vent'anni. La città era abituata a non seguire regole nel conferimento dei rifiuti, adesso con l'eliminazione dei cassonetti siamo ad un nuovo punto di partenza. Ci sforzeremo a migliorare sempre più il servizio, ma voglio ricordare che la città si tiene pulita soprattutto con la collaborazione di tutti".

Resta evidente il fenomeno delle discariche abusive...

"E' un malcostume che ha fin qui causato un danno incalcolabile sia a livello di immagine che dal punto di vista operativo. Siamo costretti a sottrarre personale da servizi importanti come spazzamento e scerbatura per eliminare le discariche che si formano nelle aree dove prima c'erano i cassonetti e spesso i rifiuti vengono anche dati alle fiamme. In merito stiamo avendo riscontri positivi dalle fototrappole e adesso con gli ispettori ambientali ci sarà ancora più controllo. Chi ancora non si è adeguato deve capire che ha solo due possibilità: fare la differenziata o pagare una multa da 600 euro".

Quali altre criticità riscontrate?

"Ci tengo a dire innanzitutto che Messina Servizi non è perfetta, ci sono degli aspetti da migliorare come la celerità nel ritiro dei rifuti. Ma spesso il sistema si inceppa perché non si rispettano le regole. Ad esempio i mastelli vanno esposti solo quando sono pieni o si deve prestare attenzione a smistare i vari tipi di scarti. Finora oltre il 50% del materiale che finisce nell'indifferenziato potrebbe essere riciclato come carta o plastica. Faremo una nuova comunicazione a riguardo che spiegherà ancora meglio tutte le norme".

La città è più pulita?

"Le differenze iniziano a notarsi. Messina Servizi adesso gestisce anche la scerbatura e siamo attivi ogni giorno in tutte le zone della città. Ci vorrà tempo per vedere un vero cambiamento, ma siamo sulla buona strada. Riguardo lo spazzamento aumenteremo la dotazione organica per essere più presenti in strada mentre installeremo mille nuovi cestini e ulteriori contenitori per le deiezioni canine. Crescono invece le richieste di ritiro gratuito degli ingombranti, ne gestiamo più di 1500 al mese. L'accesso alle isole ecologiche è stato regolamentato così come sono stati abbattuti i costi del servizio per contrastare l'abbandono illecito di mobili o materiale che necessità un diverso smaltimento. A riguardo c'è una sinergia con gli operatori privati iscritti all'Albo".

Le discariche siciliane sono poche e prossime alla saturazione. Che futuro prevede?

"Sarà quasi impossibile evitare un incremento dei costi. Facciamo i conti con un sistema rifiuti malgestito negli ultimi vent'anni. Non ci sono impianti e finora hanno lavorato i privati. Siamo in proroga fino al 29 maggio con Lentini, poi forse andremo a Siculiana. La Regione si sta impegnando per evitare di dover mandare i rifiuti altrove almeno fino al novembre 2022, ma resta comunque uno stato d'emergenza. Noi stiamo tentando di ridurre il quantitativo da portare in discarica, la media è stata quasi dimezzata nell'ultimo periodo passando dalle 270 alle 150 tonnellate smaltite".

Messina riuscirà ad avere un proprio impianto?

I lavori per Pace potrebbero partire anche domani e lo stesso vale per l'impianto di Mili, unico progetto definitivo a livello regionale. Ma serviranno comunque anni prima di poterli eventualmente utilizzare, resta l'emergenza attuale con cui fare i conti. Il sistema è ormai bloccato e tutti i nodi stanno venendo al pettine".

Tirando le somme, è soddisfatto di quanto fatto finora?

"Non si parte da zero e possiamo soltanto migliorare. I primi periodi non sono stati facili visto che indossavamo l'abito di Messina Servizi, ma con i metodi di Messinambiente. E' stato rotto un meccanismo e adesso i primi risultati si vedono, siamo una grande famiglia che recentemente ha pianto la scomparsa del nostro dipendente Nino Puliafito. C'è un clima di fiducia e si lavora bene raggiungendo i primi traguardi. Tra questi c'è il dato sulla differenziata che adesso tocca quota 36% e tutto è avvenuto in pochissimo tempo. Torino per fare un esempio, ha raggiunto il 50% solo dopo diciotto anni".

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