Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Todaro denuncia in procura: "Due milioni di rimborsi in 4 anni al rettore", Cuzzocrea: "In moto la macchina del fango"

Le richieste di chiarimento del componente del Senato accademico e sindacalista trovano un muro nelle dichiarazioni del Magnifico: "Tutto rendicontato e utilizzato per la ricerca"

Due milioni di rimborso spese in cinque anni. Anzi, per l’esattezza, 2.217.844,00 nel periodo 2019-2023. Sarebbero quelli effettuati a favore del rettore Salvatore Cuzzocrea negli anni del suo rettorato a Messina che sta per volgere al termine (il mandato scade ad aprile ma il decano ha già indetto la data delle elezioni per il rinnovo).

A fare i conti in tasca è Paolo Todaro, segretario della Fgu Gilda università nonché componente del Senato accademico, che ha spulciato anche tutti i dati contenuti sul portale dell’Università con specifico riguardo all’amministrazione trasparente.

La nota al collegio dei revisori

Ma di trasparente Todaro riscontra ben poco tanto che in cinque pagine di relazione sul caso chiede ai componenti del collegio dei Revisori dei conti dell’Università e al direttore generale Francesco Bonanno una verifica “sui rimborsi milionari” e invia per conoscenza anche al ministro dell’Economia e delle Finanza Giancarlo Giorgietti e alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

I conti sono da far girare la testa. “Si tratta di euro 40.324,44 al mese ed equivalenti a € 1.920,21 al giorno, esclusi i sabati e le domeniche”, quantifica il sindacalista, che mette in evidenza anche “un crescendo sistematico negli anni del rettorato, fino ad arrivare nel 2022 alla cifra di € 828.465,00 - corrispondente a una media di € 69.038,75 di rimborsi al mese.

A cosa sono serviti? “Per una molteplicità di acquisti: materiali per attività di ricerca e di laboratorio; giornali e riviste; manutenzione ordinaria e riparazioni di attrezzature; carta, cancelleria e stampati; missioni e trasferte; servizi di rappresentanza; quote di associazioni e altro ancora tra cui “servizi non altrimenti classificabili” che potrebbero rappresentare qualsiasi tipologia di spesa”, scrive Todaro, da sempre uno dei più accaniti contestatori del Magnifico.

La risposta dei revisori

Alla lettera – datata 8 settembre - ha già fatto seguito la risposta dei revisori dei Conti che promette di dare “corso ai dovuti accertamenti, nei limiti delle proprie istituzionali competenze, precisando che le spese dell’Ateneo sono oggetto di costante monitoraggio, sia in sede di verifiche trimestrali di cassa sia di accertamenti prodromici all’approvazione dei documenti di bilancio”.

Una risposta laconica che ha spinto il sindacalista a presentare anche una denuncia in procura (per mezzo del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Messina) alla Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione che già ha avuto modo di occuparsi dell'Università di Messina per contestare alcune procedure di urgenza previste dalle norme emergenziali per il Covid 19 che hanno determinato l'affidamento diretto (senza gare per intenderci) di lavori per un ammontare complessivo di circa 35 milioni di euro.

Nella nota Todaro contesta anche “che nella pagina web del sito dell’Ateneo dedicata alla sezione “amministrazione trasparente” riguardante il Rettore, non risultano pubblicate le spese di viaggio e missioni relative a l’intero mandato”.

La ricerca sotto la lente

“La gran parte dei rimborsi - scrive - sembrerebbe essere stata effettuata dal Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali (ChiBioFarAm). Si osserva che diverse unità di personale amministrativo del Dipartimento siano state individuate, senza alcuna selezione interna, tra le 26 persone destinatarie di incarichi triennali retribuiti del valore di € 75.000,00, a valere su fondi di ricerca stanziati a favore di progetti finanziati con risorse esterne. Uno di questi progetti, in particolare, è quello finanziato su risorse del Pnrr e denominato Samothrace”.

Secondo il sindacalista "l’ammontare riconosciuto a ciascuna delle unità del personale amministrativo coinvolte nella rendicontazione dei progetti di ricerca finanziati da risorse esterne è significativo. In diversi casi, infatti, si tratterebbe di incrementare, per la durata di tre anni, di quasi il doppio lo stipendio netto del personale impiegato (che elenca nella nota). Sorprende la mancanza di trasparenza nell’attribuzione di tali incarichi ritenuto che non è stata ravvisata nel sito, né si è personalmente a conoscenza, di alcuna procedura selettiva per l’assegnazione di detto incarico e, ancor più, sorprende il fatto che molte o tutte le unità di personale amministrativo che si sono occupate negli anni dei rimborsi milionari del prof. Cuzzocrea siano state nominate dal direttore generale, a sua volta nominato fiduciariamente dal medesimo Rettore e sono state autorizzate dagli organi accademici che il più delle volte si limitano a ratificare i provvedimenti adottati dagli organi di vertice dell’ateneo”.

La replica del rettore

"Una nota raffazzonata, che contiene imprecisioni, falsità ed errori non merita una risposta - precisa il rettore Salvatore Cuzzocrea - unica cosa vera è che faccio ricerca e che ho pubblicato in cinque anni 261 lavori, portando in alto il nome e la ricerca di Unime. La nota in questione già di suo spiega che faccio ricerca scientifica e quindi il mio mestiere di docente. Dove è la news? E' tutto rendicontato. Replicherò se sarà necessario, nelle sedi opportune, come ho fatto per la questione Ufa e per le altre cose della macchina del fango che si è messa in moto".

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