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Cronaca

Risanamento, Comune pronto ad acquistare 250 nuovi alloggi

A Palazzo Zanca illustrata la rimodulazione dei Fondi per la Qualità dell'Abitare. Basile: "Siamo la prima città d’Italia ad avere ottenuto oltre 140 milioni". Da Gioveni la richiesta di un tavolo permanente sull'emergenza abitativa

Gli obiettivi ci sono, i soldi pure e la parola risanamento potrebbe presto assumere un altro significato. Perché Messina guarda oltre le baracche e le vergogne degli ultimi decenni anche se per i veri risultati bisognerà attendere. Intanto l'amministrazione comunale ha annunciato l'acquisto di 250 case da destinare a chi vive in baracca o in condizioni di disagio sociale abitativo. A fare l'annuncio è stato il sindaco Federico Basile nel corso dell'odierna conferenza stampa sulla rimodulazione dei fondi PinQua(Qualità dell'abitare) da cui passa gran parte dell'opera di sbaraccamento.

"Siamo la prima città d’Italia - ha detto il sindaco -  ad avere ottenuto oltre 140 milioni di euro per la rifunzionalizzazione degli ambiti di risanamento con ulteriori assegnazioni di abitazioni al fine di migliorare la coesione sociale e la qualità della vita delle categorie più fragili, nonchè rigenerare il tessuto socio-economico. Da oggi inizia una precisa scelta politica e un percorso strutturale per aggredire il problema del disagio/ emergenza abitativa, perché con in fondi acquisteremo circa 250 case. Abbiamo deciso di destinare quota parte delle risorse pari al 30% alle attività di acquisizione di alloggi per dare continuità e operatività al percorso dello sbaraccamento a Messina, avviato dal 2018 in poi, e il rimanente 70% dei fondi saranno impiegati per l’acquisizione di immobili per mitigare il disagio abitativo".

All'incontro c'erano anche il vicesindaco Salvatore Mondello; gli assessori Roberto Cicala e Alessandra Calafiore, il direttore generale del Comune di Messina Salvo Puccio e i presidenti della Patrimonio Messina SpA e dell’Agenzia comunale di risanamento Aris.Mé rispettivamente, Maurizio Cacace e Vincenzo La Cava.

A spiegare in dettaglio il PinQua è stato il vicesindaco e assessore al risanamento Salvatore Mondello, “Il Progetto era finanziato per 145milioni su due tronconi, un progetto da 100 e tre minori da 15milioni ciascuno. L’idea è stata quella, condivisa, di rimodulare il progetto al fine di consentirci di dare seguito al disagio emergenza abitativa. Oggi possiamo affermare – ha detto il Vicesindaco – che proprio grazie all’idea strutturale di accorpare in un’unica cabina di regia le somme destinate a Messina, possiamo affrontare l’emergenza abitativa con una dotazione finanziaria importante e già spendibile che attraverso un meccanismo virtuoso messo in campo dal 2018 permetterà l’acquisto di case”.

“L’Agenzia comunale di risanamento Aris.Mé e la società Patrimonio SpA saranno i bracci operativi di questo virtuoso percorso – ha aggiunto il direttore generale Puccio – nel quale saranno coinvolte anche le agenzie immobiliari del territorio. Si tratta di risorse importanti che nessuna città ha ancora a disposizione e che attraverso due attività parallele e sinergiche consentiranno di impiegare il 30 per cento per le famiglie provenienti dalle baracche e il 70 per cento per i soggetti che versano in condizioni di emergenza abitativa”.

Per l’emergenza abitativa è intervenuta l’assessore Calafiore precisando che “già da tempo monitoriamo le condizioni di disagio e/o emergenza abitativa nell’ambito delle politiche sociali, il passaggio adesso sarà quello di indire un bando per la candidature dei soggetti interessati, e verificare sulla base di una apposita graduatoria le reali esigenze dei nuclei familiari oltre alla predisposizione di una bozza di regolamento. Gli strumenti a disposizione sono in fase di attuazione ma l’importante è avere oggi a disposizione le risorse per garantire condizioni abitative e sociali dignitose a chi nel nostro territorio urbano ne necessita”.

A concludere il subcommissario Scurria ha ribadito il primato della città di Messina quale beneficiaria dei finanziamenti del Piano innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, “un primato – ha sottolineato Scurria – che giunge nel solco della continuità amministrativa in tema di risanamento baracche, avviata dall’Amministrazione De Luca, e che oggi ha raggiunto questo traguardo importante grazie ad una task force che nessuna città ha ancora attuato”.

Gioveni: "Serve un tavolo tecnico permanente sull'emergenza abitativa"

Sulla tematica è intervenuto con una nota anche il consigliere Libero Gioveni. 

Il disagio abitativo – spiega il capogruppo di Fratelli d'Italia- non viene vissuto soltanto da chi risiede in baracca, ma anche da chi, per esempio, abbia subìto uno sfratto esecutivo non per morosità oppure un’ordinanza di sgombero, ovvero abbia contemporaneamente una certificazione di antiigienicità dell’abitazione e un disabile grave all’interno del nucleo familiare. Non posso non evidenziare con amarezza – prosegue il consigliere – che l’ultima graduatoria pubblicata è frutto di un bando del maggio 2018 che peraltro il Comune di Messina dovrebbe varare ogni 2 anni ai sensi di un Regolamento sull’assegnazione degli alloggi popolari approvato dal Consiglio Comunale nel lontano 2012, e oggi siamo ancora a discutere di censimento e di un possibile acquisto di alloggi da destinare all’edilizia residenziale pubblica; azioni queste che, seppur apprezzabili, non hanno dato ancora risposte ai tantissimi aventi diritto. Dal quel maggio 2018 ad oggi infatti – insiste l’esponente di FdI – si sono aggiunte miriadi di casi estremi di disagio abitativo per i quali il Comune, certamente anche a causa delle croniche carenze di alloggi, non ha ancora potuto risolvere. Per non parlare poi di qualche assurdo caso di alloggio già assegnato ma le cui condizioni fatiscenti non consentono di abitarlo e con l’impossibilità del servizio manutenzione immobili comunali ad eseguirne la ristrutturazione per carenza di fondi nell’apposito capitolo di bilancio. Sarebbe pertanto auspicabile – conclude Gioveni con questa formale richiesta – l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Amministrazione, Patrimonio S.p.A., sindacati degli inquilini e altri soggetti utili alla causa che, oltre a valutare i casi più estremi, tracci tempi e linee guida per affrontare quella che, al pari del Risanamento, è ormai diventata un’autentica emergenza sociale". 

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