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Cronaca Camaro

Prossima fermata: "casa nuova", a Camaro Sottomontagna il bus con a bordo chi lascerà presto le baracche

Il tour dedicato alle dieci famiglie pronte a trasferirsi in un alloggio più dignitoso. Questo pomeriggio il sopralluogo per scegliere gli immobili organizzato da Arismè e dalla struttura commissariale per il Risanamento. Poi spazio alle demolizioni e alla nascita di un parco urbano, Mondello: "A breve l'appalto dei lavori"

Il pulmino giallo di Messina Social City, solitamente utilizzato per accompagnare e prendere da scuola i ragazzini, oggi ha fatto una fermata straordinaria. A bordo sono salite le prime tre famiglie, in totale sono dieci,  che lasceranno a breve le baracche di Camaro Sottomontagna. Un piccolo tour organizzato da Arismè e dal sub commissario al Risanamento, Marcello Scurria, per mostrare le nuove case da assegnare dopo decenni passati in un quartiere che è uno dei tanti simboli del degrado a cui Messina sembrava essersi abituata. 

In quei vicoli, dove si contano ormai più gatti randagi che persone, c'era gioia mista a incredulità. Perché di promesse chi per anni ha vissuto sotto un tetto di Eternit ne ha sentite tante, troppe. Ma sul tema sbaraccamento si è ormai arrivati a un punto di non ritorno. Strettissimi i tempi: entro febbraio si concluderà il trasferimento delle famiglie, poi al via la demolizione delle dieci case e nel giugno prossimo la consegna dell'area dove sorgerà un parco urbano. "Procediamo parallelamente - ha detto Scurria - con il corridoio sanitario dedicato ai disabili gravi che abitano ancora in baracca. Dopo questa striscia di casette tra via Gerobino Pilli e viale della Marina Russa, andranno giù altre trenta manufatti già liberati la scorsa primavera".

"Avrò finalmente una nuova casa, ho vissuto tra topi e umidità per quarant'anni"

Tra i presenti c'era anche Grazia, poco più di sessant'anni. Sul volto porta i segni di una vita trascorsa tra quelle casette aggrappate allo storico ponte ferroviario. "Vivo qui da 44 anni - racconta - ero incinta di mio figlio quando mia nonna mi ha lasciato la baracca. Ne ho viste di tutti i colori, tra topi di ogni dimensione che dovevo scacciare via e umidità ad ammuffire i muri. Per problemi di salute non posso più dormire in camera da letto dove l'acqua scende dalle pareti. Adesso spero di trovare un alloggio dignitoso magari senza allontanarmi troppo dai miei parenti. Sono contenta ma allo stesso tempo mi rendo conto che avrei voluto fare questo passo molto tempo prima".

Il presidente dell'Agenzia per il Risanamento, Vincenzo La Cava, pensa già al futuro. "Stiamo raccogliendo i frutti - spiega - di un lavoro che non si è mai fermato e che spesso è stato portato avanti nel silenzio. Ora daremo una casa a dieci famiglie, un altro passo in avanti verso il definitivo sbaraccamento. Poi spazio a un parco urbano che sarà un punto di riferimento per l'intera città".

Al posto delle baracche un parco urbano

E sarà proprio il parco urbano a sancire definitivamente il riscatto della zona. Sorgerà proprio ai piedi dell'ex ponte ferroviario ancora di proprietà di Rfi e che Palazzo Zanca adesso vuole valorizzare. Previste aree verdi e strutture ricreative a disposizione di tutti. "La gara è stata completata oggi - precisa il vicesindaco con delega al Risanamento Salvatore Mondello - e nei prossimi giorni conosceremo la ditta appaltatrice. Contiamo di iniziare i lavori già nella prossima primavera.  Il progetto fa parte del Pinqua (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare) diviso tra Città Metropolitana e Comune. Oltre a Camaro sono state individuate altre due zone d'intervento come Sacro Cuore di Gesù e Annunziata. A disposizione ci sono 14 milioni destinati anche per l'acquisto di nuovi immobili":

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