Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Il dato choc sull'emergenza abitativa: chi sta in baracca vive 7 anni in meno rispetto agli altri messinesi

E' quanto emerso in una relazione discussa in commissione a Palazzo Zanca. Negli ultimi decenni l'aspettativa di vita dei residenti delle zone degradate è stata di 69 anni contro i 77 di media in città

Chi risiede nelle baraccopoli ha una speranza di vita media sette anni inferiori rispetto agli altri messinesi. E' il dato choc emerso questa mattina durante i lavori della settima commissione consiliare, riunitasi sul tema caldo del risanamento. 

In Aula, a poche ore dalla notizia dello stanziamento di 100 milioni dal governo, si è tenuto un confronto tra amministrazione comunale, Arisme e quinta circoscrizione. Da una relazione arriva il dato inequivocabile: negli ultimi 30 anni pertanto, la vita media dei cittadini di queste zone è stata di 69 anni contro i 77 delle altre zone cittadine. La possibilità di arrivare ai 60 anni nelle baracche è pari al 69% mentre nel resto della città dell’85%.

“Vivere in baracca accorcia la vita – ha sottolineato il consigliere Placido Bramanti – lo dicono i numeri. Nello specifico da medico, ho voluto soffermarmi su alcuni dei tantissimi casi in cui la malattia di soggetti che vivono in baracca, si complichi notevolmente. Spesso si dimenticano le migliaia di persone affette da gravi patologie, anche ‘rare’, che abitano i cosiddetti ‘rifugi di fortuna’. Le baraccopoli sono spazi urbani sovraffollati e insalubri costruiti spessissimo da materiale inadatto, edificati illegalmente e in zone ad elevato rischio di violenza. L’auspicio unanime – ha concluso il presidente della commissione – è quello di veder attuate tutte le leggi speciali volte alla consegna di alloggi disponibili e quindi all’immediato risanamento delle zone maggiormente colpite da questo, oramai, centenario problema”.

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