Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Riparte il risanamento tra veleni da smaltire e ruspe da riaccendere, Scurria: "Il 2024 sarà l'Annus Mirabilis"

Le prossime tappe del lungo percorso necessario a liberare Messina dalle baracche. Prossime demolizioni a Camaro e Gazzi mentre servono quasi due milioni per bonificare i rioni Basile e Saccà. Il sub commissario traccia il cronoprogramma e punta sul riscatto sociale: "Parco Magnolia tra i simboli della rinascita"

"Il 2024 sarà l'Annus Mirabilis del risanamento". Parola di Marcello Scurria, sub commissario straordinario da inizio anno per quella che forse è la più importante rivoluzione sociale che Messina attende da troppo tempo: il risanamento appunto. Perché le baracche sono state il segno distintivo di una città incapace di andare avanti. Acqua quasi passata, vista l'accelerazione che a partire dall'amministrazione De Luca si è avuta per cancellare quei quartieri ghetto. Ed è per questo che Scurria in vista del nuovo anno non nasconde l'ottimismo. "Raccoglieremo presto i frutti - dice a MessinaToday - grazie a una macchina ormai entrata a regime, la mia scommessa è riuscire a riqualificare lì dove prima sono intervenute le ruspe, dando per scontata la sistemazione in abitazioni dignitose per tutte le famiglie che ne hanno diritto". E a proposito di assegnazioni il 2023 si chiuderà con un dato importante. Al 31 dicembre saranno 127 gli appartamenti dati in locazione a chi prima viveva in baracca, la stragrande maggioranza è fatta di nuclei familiari che al loro interno hanno una persona con gravi disabilità, per questo inseriti in un elenco speciale.

Poi si passerà alle demolizioni, secondo una macchina già rodata che correrà in modo più fluido visto che adesso al volante siede il Genio Civile, soggetto attuatore al posto di Invitalia per il risanamento. Le ruspe torneranno a lavorare nelle prossime settimane. Le prime baracche a cadere giù saranno una quindicina, ubicate nell'area più interna di Camaro Sottomontagna. L'obiettivo è consegnare i lavori entro Natale mentre Messina Servizi già la prossima settimana garantirà le operazioni di bonifica, rimuovendo i rifiuti di cui i manufatti abbandonati sono stracolmi. Nei primi mesi del 2024 il quartiere aggrappato allo storico ponte ferroviario sarà teatro di ulteriori demolizioni. Sono trentatré le casette, disabitate già da maggio, che dovranno essere smantellate. In zona sorgerà nel prossimo futuro un parco urbano voluto dalla Città Metropolitana. 

Un altro fronte caldo è quello del rione Catanoso dove le ruspe sono attese tra un mese circa. Inizialmente i lavori erano previsti già alla fine della scorsa estate, ma i tempi si sono allungati. E ci vorrà ancora un po' anche per il rione Taormina, l'unico a essere rimasto quasi intatto. Sono 411 le baracche da demolire, ma intanto si procederà ad eliminare quelle confinanti con la caserma Ainis, una decina in tutto. Serve infatti liberare quella porzione di terreno per realizzare un collegamento tra la nuova via Don Blasco e la zona sud, così come vuole Palazzo Zanca. 

In agenda Scurria ha anche altri interventi prioritari. Si tratta di nuclei rimasti in piedi in aree dove si è già provveduto ad un'importante opera di risanamento. Tra queste ci sono i manufatti di via Evemero e largo Diogene, zona Fondo Fucile o le dieci baracche dell'Annunziata insieme alle casette di via Delle Mura, via Rosso da Messina e Sacro Cuore di Gesù. Situazione critica nella parte alta del rione Giostra dove abitano ancora una decina di famiglie che attendono di traslocare nelle case che l'Agenzia per il Risanamento sta acquisendo. 

I veleni dei rioni Basile e Saccà

L'opera di risanamento non termina con la demolizione delle baracche. I terreni che hanno ospitato i quartieri ghetto sono spesso un concentrato di veleni. Questo il caso di Fondo Basile dove è stato necessario asportare ben tre metri di terra contaminata. Per il quartiere serve oltre 1 milione di euro per completare la bonifica considerando anche la presenza di una falda acquifera a una profondità di circa quaranta metri. Situazione simile a Fondo Saccà dove saranno necessari 800mila euro per ripulire il sottosuolo da scarti industriali e sostanze tossiche di vario tipo.

Parco Magnolia e Camaro Sant'Antonio luoghi simbolo per la rinascita

Non ci sono solo veleni tra le aree da risanare, ma anche gioielli. Si pensi al Parco Magnolia di Giostra dove sorgevano le baracche di Fondo Volano che hanno poi lasciato spazio a una discarica. "Siamo in attesa del progetto aggiornato - spiega il sub commissario Scurria - poi ad inizio 2024 partiranno i lavori per restituire il parco alla cittadinanza. Un'area che ha un'importanza storica e ambientale enorme, deve assolutamente diventare un simbolo per tutti i messinesi". Parallelamente si lavora con la Forestale anche per vincolare l'albero di magnolia che conta ben 200 anni di vita. Sarà il fulcro del nuovo parco archeologico e naturalistico.

Un altro luogo simbolo è il parco urbano di Camaro Sant'Antonio, storica incompiuta anche a causa di un continuo rimpallo di competenze con l'Iacp. I lavori, secondo il cronoprogramma di Scurria, partiranno tra alcuni mesi per completare una parte della struttura per poi passare all'anfiteatro. "Ma penso anche ai progetti per riqualificare via Macello Vecchio e via delle Mura - conclude Scurria - o per la costruzione del centro polifunzionale di Tremonti".

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