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Cronaca Via Dogali, 11

Risanamento, Fondo Saccà quasi libero dalle baracche e pronto al riscatto

Le ruspe continuano il lavoro di demolizione dei manufatti. Una vasta area è già stata spianata regalando un colpo d'occhio inedito

Sono meno di una decina le baracche rimaste ancora in piedi a Fondo Saccà, la prima zona della città prossima ad essere totalmente risanata. E chi passa dal quartiere, pronto al rilancio anche grazie alla contestuale realizzazione della nuova via Don Blasco, può già apprezzare il cambiamento. A fare il punto su i lavori di riqualificazione è l'assessore al Risanamento Salvatore Mondello che esprime soddisfazione per i ritmi incalzanti con cui si sta procedendo.

"Le attività procedono speditamente - ha detto Mondello -  tanto da avere già radicalmente modificato la fisionomia della zona, che appare privata del degrado tipico delle 'favelas' e pronta al processo di riqualificazione, punto cardine negli obiettivi dell’amministrazione comunale. Un lavoro costante, impegnativo e silenzioso,  in linea con le modalità operative dell’assessorato, la cui comunicazione politica è poco incline al clamore ma molto più concentrata sulle azioni a sostegno dei programmi per la città. E’ stata espressa soddisfazione nel constatare come l’impegno profuso, il monitoraggio personale continuo, il sostegno fornito quotidianamente ai tecnici comunali ed esterni per la risoluzione delle svariate problematiche emerse, abbia dato i suoi frutti che sono ormai sotto gli occhi di tutti, così come testimoniano le foto di un territorio strappato all’incuria, al disinteresse atavico delle Istituzioni ma oggi restituito alla città”.

Mondello ha inteso anche sottolineare un ulteriore aspetto, certamente non ultimo per ordine di importanza, ovvero l’avere affrancato le oltre 60 famiglie residenti dai tuguri demoliti; cittadini a cui è stata data la possibilità di una esistenza dignitosa, come si conviene ad una società civile. “In conclusione – spiega l’assessore – un capillare lavoro di squadra ha premiato la città, centrando un obiettivo per decenni ritenuto inarrivabile, che oggi rappresenta un prezioso punto di partenza per le generazioni future e per le prossime azioni di governo del territorio, che potranno svilupparsi dal lavoro sin qui svolto”.

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