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Venerdì, 3 Dicembre 2021

VIDEO | Carenza ambulanze, il medico sindaco: "Vi spiego perché il 118 non funziona"

Il servizio di emergenza sotto la lente del ministero dopo la tragedia di Olga Cancellieri spiegato da chi in passato aveva già denunciato numerose carenze. "Necessario svecchiare il sistema e attirare nuove professionalità con contratti adeguati al lavoro svolto". Una interrogazione su quella notte presentata all'Ars dal deputato De Luca

Personale medico del 118 insufficiente, mezzi contingentati che non riescono a garantire la medicalizzazione a bordo per tutte le chiamate d'emergenza e la pandemia, che ha notevolmente rallentato un sistema le cui carenze e lacune erano emerse già da almeno un decennio. La tragedia di Olga Cancellieri, l'avvocato messinese che ha perso la vita la sera del 9 novembre in un incidente stradale in via del Vespro, ha scoverchiato il "vaso di Pandora" del servizio del 118. Un sistema su cui anche il Ministero ha aperto un'inchiesta parallela a quella delle indagini avviate dal procuratore Marco Accolla. Magistratura e ispettori sono infatti determinati a comprendere se la donna sia morta per fatalità o per negligenza.

La morte di Olga Cancellieri, arrivano gli ispettori del ministero

Mentre attualmente risulta indagato il conducente della moto che quella tragica sera si è scontrato con lo scooter della donna, la gestione del 118 resta sul banco degli imputati. Per il responsabile a Messina, Domenico Runci, che ha già consegnato agli inquirenti la documentazione relativa ai soccorsi di quella sera, la centrale si è subito attivata nel rispetto dei protocolli previsti dalle emergenze. Il problema delle carenze delle ambulanze risale però a molto prima. Già nel 2019 una direttiva dell'ex direttore generale dell'Asp Paolo La Paglia aveva ridotto a 38 ore settimanali il turno dei medici con l'obbligo di osservare il fermo di 12 ore di riposo e senza più dare manforte nei pronto soccorsi degli ospedali. 

Risultato? Riduzione considerevole del numero di medici a bordo e zone della provincia letteralmente sguarnite di ambulanze medicalizzate. Uno dei primi a denunciare le conseguenze della direttiva era stato Giuseppe Briguglio, medico e sindaco di Mandanici, che dopo la morte di Olga Cancellieri punta nuovamente il dito contro il sistema generale. "Medici sottopagati, priorità alle Usca e protocolli di sanificazione che rallentano il servizio sono le cause di una gestione che è errata a monte - ha detto - Non è stato pensato a un piano di assunzione valido dopo i pensionamenti e i medici del 118 hanno bisogno di formazione specifica essendo sottoposti a sforzi fisici e psicologici non indifferenti, per cui i giovani dovrebbero essere impiegati, non gli anziani". 

Al di là delle carenze dei medici, comunque, il servizio è sempre stato nell'occhio del ciclone, a cominciare dalle chiacchierate convenzioni con la Regione che vedono un misto di pubblico e privato. Le ambulanze sono gestite dalla privata Seus, i medici sono assunti con bandi pubblici dall'Asp e la centrale operativa ha sede all'Ospedale Papardo. L'iter per l'istituzione della nuova azienda Areus, che dovrebbe assorbire la Seus, è comunque fermo sul tavolo della Regione. 

Carenza ambulanze, Antonio De Luca (M5s): "Il 118 è dei cittadini, non della politica"

Oltre agli ispettori ministeriali anche all'Ars è stata presentato un ordine del giorno per discutere del problema. A voler vedere chiaro su quanto accaduto quella notte è stato portavoce il deputato pentastellato messinese Antonio De Luca. "Oggi si è svolta un'importante commissione, in cui abbiamo discusso delle problematiche relative al 118 messinese - si legge in una nota - Secondo voi l’assessore regionale alla salute era presente? Ovviamente no! Vergogna! La politica regionale dei problemi sanitari del nostro territorio, ne vuole parlare solo nei comunicati stampa o vuole farlo in maniera concreta nelle sedi competenti? Per me non si scherza quando si parla di sanità". 

"Dall'audizione di oggi è venuto fuori che la sera in cui ha perso la vita Olga Cancelleri, a Messina erano operative solo 2 ambulanze medicalizzate (su 5 previste) e 1 non medicalizzata. 3 (Papardo, Policlinico e Boccetta) erano ferme per disposizione della Seus, la società della Regione che gestisce le ambulanze del 118, in quanto mancavano i necessari autisti soccorritori; 1 (Piemonte) era a sanificare; 1 (Castanea) era ferma in quanto operativa solo 12 ore al giorno; 2 erano operative ma impegnate", prosegue. 

"In parole povere in quella maledetta sera a Messina, una città con quasi 240.000 abitanti, in circolazione c' erano solo 2 ambulanze medicalizzate. La cosa peggiore è che questo stato di fatto non è l'eccezione, ma la regola a quanto pare. I medici e il personale sanitario del 118 non hanno colpa di questo stato di cose, loro sono vittime come noi. Anzi sono quegli uomini e quelle donne che in ogni momento e in ogni condizione sono pronti a partire per salvarci la vita. A fare schifo non sono loro, ma quella parte di politica che invece di potenziare il 118 lo sta distruggendo un pezzo alla volta. A tutti noi tocca il compito di difenderlo e magari potenziarlo, lo dobbiamo fare per chi non c'è più e per chi ancora c'è. Il 118 è dei cittadini, non della politica!", conclude. 

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