Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Ritardi nelle pratiche per la cassa integrazione, si dimette il dirigente regionale

Giovanni Vindigni lascia l'incarico dopo un colloquio riservato con il presidente Musumeci, che le ha accolte, d'intesa con l'assessore Scavone. Ieri la tensione fra Roma e Regione per le dichiarazioni del ministro Dadone. La presa di posizione dell'Udc

Il dirigente generale dell'assessorato regionale del Lavoro, Giovanni Vindigni, ha rassegnato le dimissioni dalla carica. La decisione è arrivata dopo un colloquio riservato con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che, d'intesa con l'assessore Antonio Scavone, le ha accolte. Su proposta dello stesso assessore, la Giunta, riunitasi nel primo pomeriggio, ha affidato l'incarico ad interim al ragioniere generale Giovanni Bologna, che si è già insediato.

«Il dottore Vindigni - ha sottolineato Musumeci - è persona perbene, trovatasi, suo malgrado, al centro di una vicenda - quella dei ritardi nelle pratiche per la cassa integrazione - sulla quale occorrerà fare chiarezza. Per questa ragione con l'assessore Scavone abbiamo avviato un'indagine interna e stiamo verificando, al tempo stesso, la quantità e la qualità del lavoro prodotto in questi dieci giorni dai dipendenti collocati in “lavoro agile”. Domattina, intanto, alle 10.30, il governatore e l'assessore Scavone terranno una conferenza stampa a Palazzo Orleans per fare il punto sui temi della cassa integrazione e sulle risorse ai Comuni destinate all'assistenza alimentare delle famiglie disagiate.

Cassa integrazione bloccata, De Luca: “Pronto ad occupare la Regione”

La decisione arriva dopo la tensione tra Roma e Regione per la lentezza delle pratiche per la cassa integrazione e per le richieste avanzate dai sindacati dei regionali alla Giunta Musumeci per regolamentare il lavoro da casa: dalla fornitura dei computer, con allestimento della postazione di lavoro (o erogazione di adeguata indennità sostitutiva) al riconoscimento forfettario di utenze elettriche e internet. Il ministro della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone ieri ha annunciato di "avere attivato l'Ispettorato del dipartimento Funzione pubblica per avere chiarimenti in merito alla vicenda".

"Siamo in un momento delicatissimo per tutto il Paese - scrive il ministro su Facebook - e mi lascia attonita apprendere della richiesta di ulteriori bonus retributivi da parte dei sindacati dei dipendenti della Regione siciliana per lo sblocco delle pratiche sulla cassa integrazione in deroga. Soltanto nell'Isola circa 130 mila persone attendono l'erogazione di una così importante misura messa in campo dal governo. La pubblica amministrazione in queste settimane, come ho più volte detto, deve essere motore della ripartenza del Paese. E non può permettersi di avanzare col 'freno a mano tirato'. Ho attivato quindi l'Ispettorato del dipartimento Funzione pubblica per avere chiarimenti in merito alla vicenda".

Ieri anche il sindaco di Messina aveva dichiarato di essere pronto ad occupare la Regione per via dei ritardi.

Udc: “130mila siciliani senza reddito”

Sui ritardi anche la presa di posizione del capogruppo dell’Udc Eleonora Lo Curto e i deputati Margherita La Rocca Ruvolo, Vincenzo Figuccia e Danilo Lo Giudice. “Basta con i ritardi per l’erogazione delle indennità relative alla cassa integrazione in deroga - si legge in una nota - Gli oltre 130 mila siciliani rimasti senza reddito e senza lavoro a causa dell’emergenza Covid-19 non possono più aspettare. Occorre mettere al bando le farraginosità burocratiche che stanno trasformando in un’attesa da tempi biblici un diritto che è riconosciuto dalla legge. Se del caso vanno esternalizzati i servizi espletati dall’Amministrazione regionale per velocizzare i processi di pagamento della Cigd. È deplorevole che alcuni dirigenti e funzionari regionali rimandino la lavorazione delle pratiche della cassa integrazione al riconoscimento di un bonus pari a 10 euro per i dipendenti. Tutto ciò avviene mentre i cittadini sono ridotti alla fame. Si metta in campo una task force coinvolgendo Caf, patronati, commercialisti ed il Ciapi, in modo da rendere più celere lo smaltimento delle pratiche ed al contempo si fissi una data certa entro la quale i siciliani possano ricevere l’indennità Cigd”. 

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