Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Lipari

Stromboli, lo spettacolo della lava fra paure e solidarietà

Rientra lentamente alla normalità la vita nell'isole ancora sotto choc. I timori per i turisti che vanno via “smentiti” da chi sbarca con curiosità e spirito d'avventura. Compreso il meraviglioso esercito di giovani volontari che aiutano a pulire le case di Ginostra

"L'esplosione del 3 luglio è un classico esempio di eruzione parossistica con rilascio di ceneri e lapilli e alte colonne di gas e polveri superiori anche ai 2 chilometri. Nonostante l'imprevedibilità dello Stromboli, la situazione sembrerebbe rientrata nella normalità, pur continuando l'attività eruttiva". Così il geologo siciliano Antonio Alba, consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi, rassicura sulla situazione alle Eolie che rientra lentamente alla normalità.

Contrastanti le paure degli isolani. Tanti sanno che il vulcano resterà sempre la loro risorsa. Altri temono che dopo l'eruzione dello scorso mercoledì costata la vita all'escursionista di Milazzo, Massimo Imbesi, i residenti che vivono di turismo dovranno fare i conti con il temuto calo di presenze.

Previsioni nere, però, che sembrano essere smentite da una coppia di giovani sposi, che qui ha deciso di celebrare il proprio matrimonio. Dalla Calabria a Stromboli. "E' un posto bellissimo", dicono scendendo dalla barca che li ha condotti sull'isola insieme ai loro invitati.  In una delle tante attività che organizzano escursioni sul vulcano i telefoni restano muti. Per tutta la mattina.

"Siamo stati abbandonati da tutti, anche dal Comune - dice all'Adnkronos Pasquale -. Il sindaco? E chi lo ha visto in questi giorni". Tra isolani doc e strombolani d'adozione resta la rabbia. "Qui manca persino l'ambulanza - dice Alessandro -, se qualcuno si fa male lo trasportiamo con l'Ape. I medici non hanno neppure i mezzi per intervenire. Cose da terzo mondo. Che fine fanno i soldi pagati dai turisti per la tassa di sbarco?". L'isola delle Eolie in estate arriva ad accogliere anche 10mila persone, "ma se dovesse essere evacuata in emergenza non ci sarebbero neppure i mezzi per scappare e le infrastrutture necessarie per consentire il loro attracco. Il porto può essere usato solo a metà”. 

Ma è commovente la solidarietà che si è mossa attorno a Ginostra. Ogni giorno tanti giovani volontari vanno a pulire nella case  “sepolte” da una coltre di cenere.

Per il resto tutto sembra tornato alla normalità. Gli incendi spenti, nessuna colata lavica ma l’attività sulla cima è spettacolare come non mai e attira molti turisti che vanno alla sera con le barche a vedere la sciara di fuoco, o a piedi fino ai punti di osservazione fra i 200 e i 400 metri. Con amore del rischio e dell’avventura. E un pizzico di incoscienza e fatalismo.

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