La madre con una grave fibrosi polmonare, ma gli ospedali non la vogliono ricoverare: l'odissea di Sabrina

La donna ha lanciato oggi il suo appello sui social e ha raccontato a MessinaToday la storia della malattia della mamma che, in piena pandemia, ha visto la riduzione delle cure necessarie. Nessun ospedale disponibile e poche scelte all'orizzonte per assisterla

Non esiste soltanto il covid. Ci sono persone che soffrondo di patologie, altrettando gravi e rischiose, ma che non riescono, comunque, a ricevere il supporto ospedaliero necessario, se non costringendo i familiari ad assumersi responsabilità su scelte difficili da prendere, soli. È il caso di Sabrina Russo, la cui madre, affetta da fibrosi polmonare, è nel limbo. "Mia mamma ha 68 anni e una patologia importante e non può più essere curata a casa perché servono cure che, soprattutto mia sorella che è ogni giorno con lei, non si riescono a somministrare senza il supporto medico", racconta a MessinaToday la giovane donna. "Dopo un cedimento della colonna vertebrale, dovuto sempre alla malattia, non si può più muovere e questo ha reso ancora più difficile la situazione", spiega ancora. "Ancora bisogna aggiungere anche i dolori lancinanti e i problemi al cuore", sottolinea. 

Per la mamma di Sabrina è necessaria una degenza lunga che gli ospedali, in questo momento, non riescono a offrire. "E, cosa ancora peggiore, il rischio è di ricoverarla con il fantasma del contagio. I medici ci dicono di decidere soli, ma come possiamo fare?", aggiunge ancora Sabrina. La malattia della madre, in cura da due anni, adesso ha raggiunto uno stadio tale per cui oltre al cortisone bisogna somministrare farmaci ancora più forti, come la morfina. "Nelle ultime due settimane anche le bombole d'ossigeno sono servite e mentre noi da casa riusciamo a procurarle, portandola in ospedale rischiamo anche di saperla senza e, oltretutto, non potremmo nemmeno starle vicino, data la situazione", racconta ancora Sabrina. "Sono tantissimi i medici che la monitorano ma non essendo un caso di coronavirus ed essendo momentaneamente sospesa la programmazione dei ricoveri siamo al bivio: o la teniamo in casa pregando che tutto vada per il meglio e facendo il possibile attraverso cure domiciliari costose ma costanti, o troviamo un aiuto ospedaliero. Finora tutte le strutture, anche private, ci hanno detto che non avevano posti", aggiunge Sabrina, che oggi, presa dalla disperazione ha lanciato il suo appello attraverso facebook. 

"Nessuno finora ci ha dato aiuto - continua Sabrina - Alcuni medici dopo il mio post stanno rispondendo offrendo delle soluzioni, ma con questa storia bisogna denunciare il fatto che non esiste soltanto il coronavirus, e anche se tutto ruota attorno all'emergenza sanitaria c'è un rovescio della medaglia fatto da malattie su cui l'attenzione non deve mai venire meno. In altre situazioni, come è stato prima della pandemia, saremmo stati assistiti ma adesso non sappiamo cosa fare e dove andare", conclude Sabrina. L'attesa adesso è rivolta a una casa di cura messinese dove la mamma potrebbe essere ricoverata a breve. Certamente, riguardo questo caso, non si può aspettare ancora. 

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