Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Salmonellosi confermata dai test a Palermo, La Macchia: “Caso circoscritto ad una sola pasticceria”

Accertata la salmonella enteritidis e una carica microbica importante. Il direttore dipartimentale Veterinaria rassicura: “Anche l'esercizio in cui i campioni alimentari hanno dato esito positivo non ha più presentato altre anomalie dopo la riapertura”

Presenza di salmonella enteritidis e una carica microbica importante. Arrivano le conferme dall’istituto zooprofilattico di Palermo ai test effettuati dall’istituto Izs di Barcellona sui campioni di alimenti acquistati il 16 giugno da una pasticceria di Messina e campionati il 23. Con i risultati arrivano adesso anche i risvolti di carattere penale.

Ieri la conferma dal capoluogo siciliano mentre cresce la preoccupazione tra i messinesi per gli esercizi passati al setaccio dall’Annona che hanno mostrato anche carenze igienico-sanitarie. Una situazione che ha creato confusione, lasciando il campo aperto anche una serie di illazioni sugli esercizi commerciali che avrebbero determinato problemi di salmonellosi.

“Ci tengo a precisare che è soltanto una la pasticceria in cui abbiamo rilevato tracce di salmonella – spiega Santi La Macchia, direttore dipartimentale Veterinaria – questo per rassicurare e fugare ogni dubbio rispetto all’elenco di locali che girano nei social e in varie chat e che servono solo a confondere e preoccupare inutilmente. Non ci sono altre pasticcerie in questo momento in cui siano state rinvenute tracce di contagio da salmonella. Anche la pasticceria in cui i campioni alimentari hanno dato esito positivo e che era stata dapprima chiusa e poi riaperta, dal 19 giugno non ha più presentato altre anomalie”.

Ancora non è stato appurato cosa abbia determinato la presenza di salmonella, se legato a carenze igieniche o un fatto episodico o cibi avariati. “Questo non siamo riusciti a determinarlo - continua il dottore La Macchia - Di certo la circolazione batterica si è volta a un periodo di tempo limitato, quattro cinque giorni al massimo, prima della chiusura della pasticceria. Non abbiamo più ricevuto alcuna segnalazione, in ogni caso se ci fossero altri casi di tossiconfezione di sicuro sarebbero già stati denunciati perché si tratta di una patologia con manifestazione acuta dei sintomi nell’arco di 24/48 ore. Vanno comunque sempre monitorate tutte le attività dove per la presenza di attrezzature ad elevate temperature, come forni, o con laboratori obsoleti, potrebbero causare l'insorgenza di nuovi contagi”.

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