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Cronaca

"La Salute non può attendere", 612 giorni di attesa a Messina per una visita endocrinologica: il dossier della vergogna

Mentre parte tra le polemiche il piano approvato in Consiglio dei ministri, emergono nuove criticità dal report realizzato da Federconsumatori nazionale e Cgil. In 116 pagine il punto sulle prestazioni sanitarie. Con queste emergenze

612 giorni di attesa in classe B, per una visita endocrinologica, nell’ASL di Messina. Sempre in città ci vogliono 354 giorni di attesa, in classe B, per una visita pneumologica. Ecografia all’addome? 545 giorni, in classe B, nel presidio Ospedaliero di Milazzo, nell’Azienda di Messina.

Mentre parte tra le polemiche il piano contro le liste attesa, approvato in Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera sia a un decreto legge sia a un disegno di legge, emergono nuove criticità dal report "La Salute non può attendere", realizzato da Federconsumatori nazionale e Cgil. In 116 pagine si fa il punto sulle liste d'attesa per le prestazioni sanitarie in tutto il territorio nazionale fotografando una sanità in grave difficoltà nei tempi di erogazione delle prestazioni.

L’Asl di Messina è fra quelle che rileva i maggiori tempi di attesa per le visite specialistiche.

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Dall’analisi emerge anche che la Regione Sicilia non monitora i dati dei tempi di attesa e non dispone di dati aggregati. Monitorata l’Azienda sanitaria di Messina ad aprile 2023, dove sono emerse numerose criticità. Molto alti i tempi dei presidi ospedalieri distrettuali, come il PO di Milazzo e Barcellona, Taormina.

Lo studio fornisce un aggiornamento sull’andamento del fenomeno delle liste di attesa ad un anno dall’avvio del Monitoraggio 2023. I dati acquisti nella prima decade di maggio 2024, sono riferiti ai tempi di attesa compresi tra febbraio e aprile 2024 ed evidenziano quanto, a distanza di un anno, si è ancora lontani dal contenimento del fenomeno delle liste di attesa.

Poche le Regioni che mantengono performance apprezzabili di erogazione delle prestazioni sanitarie seppure, con segnali di sofferenza in alcune aree. “Ciò a riprova – si legge nel dossier - che le ricette messe in campo dal Governo, anziché risolvere il fenomeno delle liste di attesa, lo hanno mantenuto ed in altri casi aggravato e che, a distanza di tempo dalla fase acuta della pandemia, rimangono irrisolte le criticità sedimentatesi nel SSN che solo in alcune Regioni vengono contenute grazie alle risorse aggiuntive deliberate per assicurare il mantenimento di standard adeguati dei servizi”.

Sanità e liste d'attesa, le strategie dell'Asp per abbattere i tempi

Le “liste bloccate”, le “agende chiuse”, le “non disponibilità”, le “liste di galleggiamento”, le prescrizioni senza codice di priorità, percentuali residuali di cure “fai da te”, la carenza di percorsi di tutela, la mancata standardizzazione e messa in trasparenza dei monitoraggi aziendali, rappresentano parte dei tanti aspetti dentro cui s’incunea e si acuisce il fenomeno delle liste di attesa con politiche sanitarie orientate a comprimere la spesa pubblica ed a spostare altri pezzi di sanità verso il privato, aggravate dall’infausto disegno di autonomia differenziata.

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Relativamente alla messa in trasparenza delle Liste di Attesa sui siti aziendali e regionali dei tempi di attesa, in diverse Regioni permangono sostanziali criticità, in particolare nelle Regioni di Calabria, Lombardia e Sicilia.

Clicca qui per leggere il report completo sulle liste d'attesa in PDF

E proprio in Sicilia si tenta di correre ai ripari. Poche settimane fa è stato definito l'accordo tra Regione Siciliana e privati convenzionati per distribuire le risorse, a valere sul 2024, e contribuire a potenziare l'offerta delle prestazioni ambulatoriali per ridurre le liste d'attesa. L'intesa prevede una somma complessiva di 310 milioni di euro, da distribuire alle varie branche (dai laboratori di analisi alla fisiokinesiterapia, dalla cardiologia alla radiodiagnostica ed alle altre branche) e per provincia, con un aumento di 12 milioni di euro rispetto allo scorso anno. In aggiunta sono stati definiti i fabbisogni specifici di radioterapia (35 milioni) e nefrologia (102 milioni). Alle singole strutture è destinato un budget per il 2024 pari al 90 per cento della produzione media 2022/2023; il 10 per cento residuo sarà assegnato dalle Asp in misura proporzionale al fabbisogno provinciale, sulla base di criteri che verranno definiti dall'assessorato regionale della Salute. In particolare, il governo regionale ha individuato, nella misura di 8 milioni le risorse finalizzate alla riduzione delle liste d'attesa.

Liste d'attesa nella sanità, i manager che non rispettano gli obiettivi decadono dopo un anno

Il presidente della Regione Renato Schifani si dice soddisfatto anche dei due diversi provvedimenti del governo. “L’intervento articolato dell’esecutivo testimonia la sensibilità del premier e del ministro Schillaci in relazione al miglioramento del sistema relativo all’erogazione delle prestazioni sanitarie rese nei confronti degli assistiti”, è la dichiarazione del governatore in contrasto con quella di tanti altri presidenti di Regioni che contestano "l'assenza di concertazione" ma soprattutto la mancanza di coperture finanziarie al decreto definendolo “intervento di facciata senza risorse”.

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