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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca Sant'Agata di Militello

"Difendiamo la sanità pubblica", sit in a Sant'Agata di Militello per l'ospedale e le carenze sui Nebrodi

L'annuncio dei sindacati. La decisione di aprire una forte mobilitazione sociale con il pieno coinvolgimento delle popolazioni del territorio

Si terrà il 4 marzo a partire dalle 10 un sit in di protesta per rilanciare e tematiche che investono l’ospedale di Sant'Agata di Militello e la sanità nei comuni dei Nebrodi.

Lo ha indetto Cgil e Uil Messina, Fp Cgil e Uil Fpl, Spi Cgil e Uil Pensionati, Fials, Nursind e Nursing Up. La mobilitazione era stata annunciata nei giorni scorsi. Il sit in  si svolgerà nell’area antistante l’ospedale di Sant’Agata di Militello.

“Al termine della partecipatissima assemblea, svoltasi lo scorso 26 gennaio presso il Castello Gallego di Sant’Agata di Militello - spiega Pietro Patti e Ivan Tripodi, segretari generali di Cgil e Uil Messina - è stato approvato all’unanimità un documento che, nel respingere con forza e determinazione i disegni di privatizzazione dell’ospedale di Sant’Agata di Militello, assumeva la decisione di aprire una forte mobilitazione sociale con il pieno coinvolgimento delle popolazioni del territorio nebroideo per difendere la sanità pubblica e, contestualmente, di chiedere un urgente incontro all’assessore regionale alla salute Giovanna Volo al fine di aprire un confronto permanente per rilanciare il presidio ospedaliero di Sant’Agata di Militello attraverso, in primis, assunzione di personale medico ed infermieristico necessario a garantire i Lea (livelli essenziali di assistenza) nelle varie Unità operative (ad esempio: anestesisti, chirurghi, ortopedici, cardiologi, ecc.). In questo quadro, è, inoltre, indispensabile l’attivazione dei posti letto Utic previsti dalla dotazione organica e la riapertura del Punto Nascita al fine di garantire le donne di tutti i comuni del distretto sanitario di Sant’Agata di Militello - concludono i sindacalisti - per evitare disagi e gravi rischi provocati dal trasferimento in presidi ospedalieri a parecchi chilometri di distanza”.

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