Sant'Agata Militello senza trasporto studenti disabili, genitori rimediano con mezzi propri: "Violata la legge"

Il caso di una decina di alunni dell'Istituto "Tomasi di Lampedusa". Alle famiglie garantito un rimborso esiguo dalla Città Metropolitana con tariffe calcolate su Google. L'appello al sindaco De Luca e al prefetto Librizzi

Dopo i disagi patiti dagli studenti dei Nebrodi, anche per i ragazzi diversamente abili dell'istutto "Tomasi di Lampedusa" di Sant'Agata Militello frequentare le lezioni è diventata un'odissea.

Gli alunni per raggiungere la scuola possono contare solo sui familiari che con i propri mezzi provvedono ad accompagnarli e prenderli, percorrendo quotidianamente decine di chilometri.

Chi fa da sé fa per tre e l'alternativa è restare a casa. Dallo scorso 9 settembre la Città Metropolitana, infatti,  ha comunicato alle famiglie di non poter assicurare il servizio di trasporto disabili in quanto le ripetute gare per l’affidamento del servizio di parte della Zona Nebroidea 1 sono andate deserte

Palazzo dei Leoni si è visto dunque costretto a riconoscere un rimborso alle famiglie pari a 34 centesimi per ogni chilometro, ovvero un quinto del prezzo medio del carburante. E per calcolare i chilometri complessivi percorsi quotidianamente da ogni studente, l'Ente, secondo quanto dichiarato dai genitori,  si è avvalso di uno strumento informale come Google Maps.

Ma oltre l'esiguo rimborso ricevuto, i genitori coinvolti devono fare i conti ogni giorno con il disagio di dover trasportare i propri figli incastrando tutti gli orari per non arrivare a tardi a lavoro. Alcune famiglie raggiungono Sant'Agata di Militello dai paesi dei Nebrodi e con l'arrivo della stagione autunnnale dovranno fare i conti frequentemente con il maltempo.

"Ogni giorno facciamo cento chilometri - spiega una madre residente a Longi - non abbiamo altra scelta se vogliamo che nostro figlio continui a frequentare le lezioni. Il ragazzo si alza alle 6 e mezza tutte le mattine e mio marito per accompagnarlo rischia di perdere il lavoro. Finora non abbiamo neanche ricevuto il rimborso previsto, ma si tratta comunque di una cifra che non potrà mai ripagare i nostri sacrifici".

Il provvedimento adottato dall'ex Provincia, oltre a creare un danno agli studenti e alle loro famiglie, non rispetterebbe neanche quanto previsto dalla legge.  "Il diritto al trasporto scolastico per le scuole superiori - spiegano i rappresentanti dei genitori - è  assicurato dalla sentenza 215/1987 della Corte costituzionale e dagli articoli 12 e 13 della Legge 104/1992, che richiamano i principi statuiti dall’articolo 28 della Legge 118/1971. La mancata attivazione del servizio di trasporto scolastico, che deve essere garantito dalla Città metropolitana di Messina, ai sensi dell’art. 139 del Decreto Legislativo 112/1998 – aggiungono – nei fatti, impedisce agli alunni la piena integrazione e il diritto allo studio, in quanto non è ipotizzabile che possa essere posta a carico delle famiglie".

Da qui la nota al sindaco e alla responsabile delle Politiche sociali della Città metropolitana di Messina, rispettivamente, Cateno De Luca e Irene Calabrò, e al prefetto, Maria Carmela Librizzi.

L’istanza è rivolta, per conoscenza, pure ai sindaci di Acquedolci (Alvaro Riolo), Longi (Antonino Fabio), Torrenova (Salvatore Castrovinci), San Fratello (Salvatore Sidoti Pinto), Sant’Agata di
Militello (Bruno Mancuso), Tortorici (Emanuele Galati Sardo).

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