Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Sciatori di Madonna di Campiglio, le liste di proscrizione false: identificati i responsabili

Dopo la denuncia dei professionisti finiti nell'elenco dei turisti della settimana bianca a ridosso del lockdown di marzo proseguono le indagini. I propagatori della "caccia agli untori" e della gogna mediatica ai danni delle persone coinvolte sono stati quasi tutti individuati

L'origine della pandemia a Messina e la ricerca degli "untori" responsabili di aver "portato" in città il coronavirus. Oltre alle indagini sui turisti che di ritorno dalla settimana bianca a ridosso del lockdown di marzo non si sono autodenunciati, che, secondo quanto dichiarato da Cateno De Luca, si stanno svolgendo presso la procura di Reggio Calabria, esiste un troncone parallelo.

Riguarda quello dei soggetti finiti in una lista di vacanzieri falsa, additati per esser andati a sciare nel nord Italia pur non essendosi mai mossi dalla città dello Stretto, colpevoli soltanto di essere amanti della neve. I presunti untori sono diventati vittime di un vero e proprio odio sociale nei primi mesi della pandemia, fra chat di whatsapp e gruppi di facebook che li additavano come i responsabili dei primi casi di covid a Messina.

Contro i divulgatori delle liste di proscrizione false si sono mossi cinque professionisti messinesi, Nino Cacia, Santi Delia, Carlo Carrozza, Simona Calogero e Giovanni Cardillo, presentando una denuncia contro ignoti che, adesso, sono stati quasi tutti identificati dalla polizia giudiziaria di Messina che sta svolgendo le indagini, acquisendo dettagli e dichiarazioni da parte dei diretti interessati.

"Dietro la nostra denuncia non c'è nessun intento di arricchimento, ma soltanto la necessità di difenderci e di protestare contro delle persone che ci hanno danneggiato anche come professionisti", ha spiegato Cacia. L'esposto dettagliato è stato presentato ad aprile del 2020.

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