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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Una nuova notte di San Lorenzo: il 30 maggio sarà pioggia di stelle cadenti

Nella notte tra il 30 e il 31 i frammenti della cometa SW3 entreranno nell’orbita terrestre, incendiando il cielo notturno con una incredibile pioggia di meteore

Se amate trascorrere le calde notti estive con gli occhi fissi al cielo per contare le stelle cadenti, il 2022 potrebbe rivelarsi un anno da ricordare. Nella notte tra il 30 e il 31 maggio è atteso infatti il picco delle tau Ercolidi, uno sciame meteorico solitamente poco appariscente, che quest’anno potrebbe invece infiammare i cieli con uno spettacolo pirotecnico senza precedenti. Il condizionale è d’obbligo, spiegano dalla Nasa, perché il comportamento di queste meteore dipende da troppe variabili per avere realmente qualche certezza. Ma in un anno in cui si prevedono delusioni persino per la notte di San Lorenzo – con le Perseidi che nel 2022 regaleranno un numero di stelle cadenti molto inferiore alla media – vale la pena di incrociare le dita, e attrezzarsi per tempo. 

Per chi non lo ricordasse, le meteore sono detriti e polveri che si infiammano all’ingresso nell’atmosfera del nostro pianeta. In una notte normale, nelle giuste condizioni, si può sperare di vederne apparire da due a sette ogni ora. Quando l’orbita della Terra incrocia quella di una cometa le cose cambiano però drasticamente: i detriti che compongono la coda della cometa producono decine, se non centinaia, di meteore ogni ora, trasformando il cielo notturno in un incredibile spettacolo naturale. 

È così in effetti che nascono gli sciami meteorici. I più famosi, come le Perseidi, sono estremamente regolari: possono aumentare o diminuire di intensità, ma si ripetono da centinaia se non migliaia di anni, e continueranno a farlo fino a quando la cometa da cui hanno origine non cesserà di esistere, o si allontanerà dall’orbita del nostro pianeta. 

Nel caso delle tau Ercolidi la situazione è diversa. La cometa da cui hanno origine si chiama 73P/Schwassmann-Wachmann (in onore dei suoi scopritori, Friedrich Carl Arnold Schwassmann and Arno Arthur Wachmann), o più colloquialmente SW3, ed è una cometa poco luminosa: nel 1930, l’anno della sua scoperta, passava a poco più di nove milioni di chilometri dalla Terra, ed era comunque visibile unicamente con l’utilizzo di un telescopio. Impiega circa cinque anni per compiere un giro attorno al Sole, ma è talmente sfuggente che per una nuova osservazione gli astronomi dovettero attendere quasi 50 anni. 

Nel 1995 però è avvenuto un fatto che oggi, a quasi 30 anni di distanza, potrebbe cambiare radicalmente la situazione: il piccolo nucleo della cometa si è fratturato in quattro pezzi, un particolare di cui gli astronomi si accorsero perché di colpo, per la prima volta, SW3 risultava perfettamente visibile nel cielo anche a occhio nudo. 

Nel 2000 i frammenti erano diventati 3 (due di quelli originali, più uno nuovo di zecca staccatosi durante i cinque anni di assenza). Nel 2006 erano diverse dozzine. Nel 2017, alla sua ultima visita, il numero era salito fino a 68. SW3, insomma, si sta lentamente disintegrando, e questo apre uno scenario estremamente interessante: i frammenti più grandi che si staccano da una cometa in via di disgregazione possono infatti essere espulsi con una forza sufficiente per spingerli su un’orbita più interna a quella della cometa stessa, e quando questo accade, ci sono tutti gli ingredienti perché avvenga quello che in inglese viene definito un meteor outburst, ovvero una pioggia di stelle cadenti che permette di osservare anche migliaia di meteore ogni ora. 

Al momento, gli scienziati non hanno certezze al riguardo: se i frammenti più ampi di SW3 sono stati espulsi dal nucleo a una velocità superiore ai 26,7 metri al secondo, ci sono ottime possibilità che il meteor outburst ci sarà; in caso contrario, le tau Ercolidi di quest’anno saranno assolutamente nella norma. Le previsioni dei principali esperti concordano però su ora e data del possibile spettacolo: il picco è previsto per le 7 del mattino del prossimo 31 maggio. Un orario perfetto per gli osservatori americani, che troveranno le tau Ercolidi alte nel cielo in piena notte, con una luna crescente che rende le condizioni perfette per l’osservazione. Un po’ meno dalle nostre parti, visto che il Sole sarà già sorto e impedirà del tutto di vedere le stelle cadenti. 

Anche se ci perderemo il picco, non è detto comunque che la notte tra il 30 e il 31 maggio non regali un buon numero di stelle cadenti anche alle nostre latitudini. Se così non fosse, dovremo probabilmente accontentarci delle incredibili foto che scatteranno i più fortunati osservatori americani. Sempre che alla fine, ovviamente, la pioggia di meteore del 31 arrivi realmente.

Fonte: Today.it

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