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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca

Un disastro il sistema che assegna le cattedre ai supplenti: il Ministero lo ammette

I sindacati puntano il dito contro l'algoritmo che non funziona e lede i diritti di insegnanti e alunni. Silvia Bisagna (Usb) a Today: "Tornare alle convocazioni in presenza". Il caso a Messina

Il sistema che avrebbe dovuto assegnare le cattedre ai supplenti si è rivelato un disastro. Sindacati e insegnanti hanno appurato come il problema risieda nell'algoritmo, cioè la procedura eseguita dal sistema informatico per selezionare i candidati. Il risultato è stato il ribaltamento totale del principio di merito. Ad accorgersene sono stati proprio i professori da diverse parti d'Italia. Infatti, andando a spulciare le relative classifiche, si sono accorti come il sistema avesse "chiamato" quelli con un minore punteggio, lasciando a casa i più meritevoli. Sono così partite richieste di accesso agli atti e ricorsi da supplenti di tutta Italia. Destinatari i vari Uffici scolastici provinciali. Dopo una prima spiegazione che non ha convinto nessuno e la Protesta dell'Usb (Unione sindacale di base), alla fine il Ministero ha ammesso il problema. Dunque tutto da rifare per l’assegnazione delle supplenze per l’anno scolastico 2022/2023. I sindacati ora chiedono il superamento del sistema informatizzato, adottato due anni fa dall'allora ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina.

L'algoritmo che non funziona e le cattedre vuote

Qual è il problema? Intanto va spiegato che il reclutamento degli insegnanti per coprire le cattedre a scuola si basa su quattro diverse graduatorie. In questo caso si parla di supplenti, dunque delle graduatorie provinciali per le supplenze (Gps). Le Gps sono aperte, cioè vi accedono continuamente nuovi aspiranti insegnanti supplenti e sono nate nell'estate del 2020 con l'allora ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. L'idea era di informatizzare le procedure di assegnazione delle supplenze annuali. Queste vengono aggiornate con cadenza biennale. Così ogni insegnante, dopo aver superato un concorso, continua ad aggiornare il suo punteggio mentre acquisisce nuove competenze.

Quest'anno però qualcosa è andato storto. Il punto è l'algoritmo che seleziona i candidati in base a diversi criteri: il punteggio in graduatoria, i titoli di studio, quindi le competenze in riferimento all'incarico ma soprattutto la disponibilità a lavorare nella scuola con la cattedra vacante. Infatti il candidato fornisce al sistema un elenco di città o scuola dove è disponibile a lavorare. Il problema è sorto proprio in riferimento a quest'ultimo criterio: quando il sistema andava a scandagliare gli insegnanti a partire dalla cima della classifica, selezionava un nome ma, se quella persona non aveva dato disponibilità a insegnare in quella precisa scuola, il sistema scartava il candidato e passava oltre. Il punto è che, dopo aver trovato il candidato ideale, non ripartiva dalla cima della graduatoria bensì continuava a scendere. Così chi non trovava subito "affinità" con la prima cattedra proposta dal cervello informatico, veniva definitivamente scartato, restando senza alcuna possibilità di lavoro. Di fatto per l'algoritmo, quegli insegnanti sono dei rinunciatari perché il sistema non è stato in grado di trovare un match tra le scuole disponibili e le disponibilità date dall'insegnante. 

L'algoritmo dei supplenti "come Tinder"

A Torino, dove si contano circa un centinaio di insegnanti pronti a fare ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale), hanno paragonato l'algoritmo a Tinder, il social network per incontri amorosi. "Il problema però è che su Tinder sei uno con uno, qua le variabili sono talmente tante che non può funzionare questo sistema" ha commentato un insegnante torinese. "L'anno scorso a me è arrivata la nomina il due settembre, quest'anno non ho ricevuto nulla - racconta direttamente a Today Sara, 36enne, docente di Torino - Sono andata a vedere il file del mio punteggio sul sito del Miur e ho scoperto che chi aveva preso la nomina aveva un punteggio inferiore". In molti si sono resi conto di essere stati scartati in favore di chi aveva meno titoli.

A Genova gli insegnanti liguri si sono uniti sotto la sigla del Collettivo "InSegno", che nelle scorse settimane ha anche organizzato una protesta sotto la sede del Provveditorato agli studi del capoluogo genovese. "Abbiamo casi di ogni tipo, errori nel calcolo dei punteggi non tutti poi corretti; - fanno sapere i docenti della Liguria - non sono state rese note le disponibilità delle cattedre costringendo i docenti a compilare la domanda delle preferenze al buio e anche assegnazioni che non esprimono punteggio o posizione in graduatoria. Ma la cosa più grave è che, dopo un primo turno di nomine sulla base delle disponibilità al 31 agosto, in caso di nuove disponibilità espresse dalle scuole, il sistema non riconsidera gli aspiranti posizionati nella parte della graduatoria che sia stata già superata nel primo turno, ripartendo di fatto dall’ultima nomina assegnata e tagliando fuori i candidati con maggiore punteggio".

Il caso a Messina

Messina, la Flc Cgil Sicilia, per conto del segretario regionale Adriano Rizza, parla di algoritmo impazzito e annuncia ricorso. "Sono tanti gli errori, a volte eclatanti, riscontrati nella pubblicazione delle Gps per l’assegnazione delle supplenze, che rischiano di generare una pioggia di ricorsi e di paralizzare l’avvio del nuovo anno scolastico. La nuova procedura informatizzata messa a punto dal ministero quest’estate non ha funzionato come avrebbe dovuto. L'algoritmo in molti casi è impazzito, vanificando il grande lavoro svolto in questi giorni dal personale dell’Ufficio scolastico regionale Sicilia e degli ambiti territoriali (ex provveditorati) e ledendo i diritti di tanti lavoratori".

La giustificazione del Ministero? "Una str***ata"  

A dare una spiegazione ci hanno provato dall'Ufficio scolastico provinciale di Torino, replicando a tutti con la stessa mail ed entrnado nel merito di due lamentele:

  • chi è stato superato in fase di nomina da docenti in posizione inferiore e/o con punteggio notevolmente più basso;
  • non aver ricevuto nomina o di aver ricevuto una nomina diversa da quella cui avrebbe avuto diritto.

Ai primi, l'ex provveditorato ha spiegato che i selezionati erano i candidati così detti "riservisti", ossia beneficiari della Legge n. 68/1999, a cui spetta un posto intero ciascuno, avendo riguardo alla metà dei posti messi a disposizione per le supplenze. Il candidato entra di diritto nel contingente a prescindere da quale sia la sua posizione effettiva in graduatoria, e riceve in coda a tutti gli altri che lo precedono una sede lasciata libera dal sistema, purché detta sede sia indicata nelle sue preferenze. In alcuni casi, i candidati in posizione inferiore beneficiano di una precedenza di cui alla Legge n. 104/1992; in questa fattispecie, se il candidato rientra nel contingente assunzionale, sceglie la sede con precedenza rispetto a tutti gli altri, a seconda poi se si tratti di beneficio personale o assistenziale”. In pratica il Provveditorato piemontese giustifica lo stravolgimento della graduatoria con la presenza di chi gode dei benefici delle leggi a tutela di disabili e categorie protette.

"Una grandissima str***ata visto che io ho sia riserva che 104 e non mi hanno convocata lo stesso e sono stati convocati altri con punteggio inferiore al mio" tuona un'insegnante nella chat "Supplenti incazzati". E poi c’è anche un'altra cosa che non porta: "Vicino ai nomi dei riservisti c’è sempre stata una lettera "R" - prosegue Sara parlando con Today - proprio ad indicare che si trattava di un riservista ma in queste graduatorie, tra i nomi scelti, di lettere non ce ne sono".

Per i secondi, la motivazione "è da ricercarsi nell’istanza di scelta delle 150 sedi che il candidato ha prodotto. Il sistema informativo infatti, nello scorrimento della graduatoria e fatti salvi i diritti di riserva e precedenza di cui sopra, arrivato alla posizione del candidato "X", se non coglie fra le preferenze espresse da quel candidato, le sedi lasciate libere dai candidati che lo precedono per punteggio, preferenza, riserva o precedenza, il candidato viene automaticamente e inderogabilmente considerato rinunciatario per quella classe di concorso e non potrà più ricevere nomina da GPS per quella specifica cdc, anche in caso di ulteriore turno di scorrimento, per l’intero anno scolastico". In pratica dal capoluogo piemontese arriva la conferma che l'algoritmo seleziona il docente per una determinata scuola. Se la scuola è fra le sue preferenze bene, altrimenti il candidato è eliminato. 

Roma e i diritti negati a insegnanti e alunni

"A me quest'anno è andata bene ma io conosco una collega che ha 84 di punteggio e aveva messo come primissima preferenza una scuola in cui c’erano diversi posti. - ha raccontato a Today Luca Catania, insegnante di sostegno di scuola primaria a Roma - Lei, intono al posto 5mila in classifica, si è vista scavalcata da colleghi posizionati oltre i 10mila, che non avevano neppure espresso la scelta di quelle scuole. La domanda che ci poniamo tutti è: ma su quali principi lavora questo algoritmo? Consideriamo anche che quest’anno la scuola è cominciata il 12 settembre e ci hanno comunicato le assegnazioni venerdì 8. Anche questo non è normale".

Assurdo anche perché così viene leso il diritto dell’insegnante a esprimere la propria preferenza sulla base dei posti liberi. "Non possiamo neanche più fare questo - continua Catania - perché ci comunicano le cattedre dopo che noi abbiamo espresso le preferenze. Questi sono diritti lesi". A proposito di diritti, ancora più grave è che tutto questo, quasi sempre si registra con gli insegnanti di sostegno, che non possono garantire continuità agli alunni. "Parlano tanto di diritto alla continuità del bambino poi ogni anno, con questo sistema, gli cambiamo punto di riferimento"

Il punto dell'Usb e il mea culpa del Ministero

"Praticamente siamo di fronte a un sistema farraginoso che premia soltanto chi è disposto ad andare a lavorare dovunque. - ci spiega Silvia Bisagna, esecutivo nazionale Usb scuola - Il sistema chiede a ogni insegnante di selezionare 150 preferenze in ambito provinciale ma c’è anche chi ne sceglie poche. Così quando il sistema arriva a selezionare me, dall’incrocio trova la disponibilità in una scuola che non ho scelta e vengo depennato per tutto l’anno scolastico". Se dunque un insegnante fosse disposto a spostarsi dovunque per lavorare sarebbe premiato. Cosa c’è di male? Una volta ci si spostava anche di molto. "Certo ma erano anche tempi in cui ci si spostava per prendere il ruolo. - prosegue Bisagna - Oggi si va lì per fare i precari ed essere l'ultima ruota del carro per un anno. Poi si ricomincia daccapo". L'Unione sindacale chiede dunque di tornare alle convocazioni in presenza, che, si legge in un comunicato, "garantiscono trasparenza nelle operazioni e una soluzione immediata dei problemi che possono sempre verificarsi". 

Silvia Bisagna Usb-2

"Io sono amante della tecnologia, ha dei vantaggi indiscutibili ma non sono pari al vantaggio della presenza. - continua Bisagna - Il rapporto di una relazione umana con l'Ufficio del provveditorato e con i colleghi è insostituibile. Il lavoratore che può avere un confronto con un funzionario di un provveditorato magari può scegliere di completare uno spezzone da una parte o dall'altra, riceve un aiuto, un suggerimento per organizzarsi al meglio. Si parla con il collega che dice "Guarda in questa scuola ci ho lavorato" e si ricevono informazioni che oggi sono precluse agli insegnanti. Il Ministero ha stroncato le relazioni umane fra i colleghi insegnanti".

Proprio il Ministero, su pressioni del sindacato, ha risposto con un mea culpa. Secondo una nota della stessa sigla sindacale, "Usb Scuola ha avuto una interlocuzione con il Ministero dell'Istruzione. Il Ministero ha rilevato la correttezza della nostra nota, assicurando i correttivi necessari all'algoritmo per il prossimo anno scolastico". Dunque il MIur è pronto a fare un passo indietro. Intanto però si contano migliaia di insegnanti senza un lavoro in tutta Italia per una raffica di assegnazioni errate. Un caos che aggrava altre questioni già aperte. Sempre secondo Bisagna in alcuni casi non portano nemmeno i punteggio dei docenti. "In Lombardia abbiamo grossissimi problemi con il calcolo del punteggio dei docenti: solo in provincia di Milano abbiamo avuto seimila segnalazioni di errore" con conseguenti ritardi nell'assegnazioni delle sedi. Per fortuna sono disservizi segnalati subito e corretti con una certa velocità. Resta da capire cosa farà ora il Miur per sanare il caos generato dall'algoritmo, che sta affossando una categoria lavorativa già mortificata da precariato e stipendi ampiamente sotto la media.  

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