Scuola post-covid, incubo doppi turni e nuove linee guida

Spazi riorganizzati e distanziamento sociale. Ecco come si stanno preparando gli istituti cittadini per affrontare il nuovo anno scolastico

Esami Basile

Si tornerà a scuola con i doppi turni? Questa al momento sembra l’unica alternativa possibile  in mancanza di locali adeguati per tornare a fare didattica in presenza in città. Intanto sono state approvate le linee guida task regionali per il nuovo anno scolastico. Il testo disponibile sul sito dell'assessorato da giovedì 16 luglio, sarà distribuito a tutte le istituzioni scolastiche e formative della Regione nonché a Comuni, liberi consorzi e città metropolitane. 

Ma come sarà organizzata la scuola post-covid? “L’organizzazione scolastica- si legge nel documento- dovrà favorire condizioni in grado di limitare occasioni di eccessivo avvicinamento tra le persone, attraverso i previsti distanziamenti e l'adozione di banchi singoli". Per le scuole dell'infanzia e per il primo biennio  si prevede l’organizzazione in piccoli gruppi per ogni aula. L'ingresso e l'uscita dall'istituto scolastico dovrà essere gestito attraverso percorsi per limitare occasioni di assembramento.

 Per quanto riguarda l’uso di mascherina e guanti  questi saranno obbligatori per tutti gli operatori scolastici addetti alla sanificazione degli ambienti, alla gestione dei pasti e all'utilizzo degli spazi comuni. I docenti e gli studenti dovranno essere muniti di un personale dispositivo di protezione individuale, limitandone eventualmente l'uso durante le ore di presenza in aula e mantenendole obbligatoriamente durante le attività collegiali, lo stazionamento negli spazi comuni, le operazioni di entrate ed uscita dalla scuola. Niente mascherina per i bimbi dell’'infanzia e per portatori di disabilità. Si potrà andare a scuola solo con temperatura corporea non superiore ai 37.5° C, dichiarando di non essere stati in quarantena domiciliare negli ultimi 14 giorni o in contatto con persone positive al Covid-19 o, ancora, se non presentano sintomi riconducibili a difficoltà respiratorie insorte negli ultimi 3 giorni. Previsto un modulo di  certificazione da parte dei genitori .Grazie al protocollo sottoscritto tra l'assessorato regionale all'Istruzione e Ordini dei Medici delle province siciliane, gli istituti scolastici potranno usufruire di un ulteriore apporto sanitario, oltre quello dell'Asp di appartenenza. Obbligatoria la sanificazione degli ambienti.

Anche gli spazi andranno riorganizzati per assicurare il distanziamento sociale e in mancanza di ambienti idonei il documento prevede turni differenziati. Necessario il potenziamento del personale Ata. Il documento riserva particolare attenzione agli alunni disabili, con riferimento ai quali le amministrazioni locali, d'intesa con l'USR e con le dirigenze scolastiche, provvederanno a garantire la pianificazione dei servizi a loro dedicati, assicurandone continuità nel tempo.

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto per gli studenti, si attende la conclusione dei lavori del tavolo tecnico, istituito presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche su sollecitazione della Regione. Non si esclude l’adozione della didattica a distanza, complementare ed integrativa alle attività della didattica tradizionale in caso di emergenza, per questo le scuole saranno dotate di sistemi tecnologi adeguati.

Ma gli istituti cittadini come si preparano a tutto questo? L’Istituto Boer-Verona Trento, come tanti altri in città, sta seguendo gli step stabiliti dal Governo per adeguarsi alle direttive: “ Siamo nella fase di monitoraggio-afferma Giusy Speranza vicedirigente dell’istituto- stiamo valutando la situazione in relazione ad alunni e spazi a disposizione per ottemperare alle richieste del Ministero, cercando di individuare le eventuali situazioni di criticità”.Dopo il monitoraggio si deciderà il da farsi a livello regionale e comunale: “Di doppi turni non si è ancora parlato- continua Speranza- ci viene richiesto di rispettare le rime buccali ovvero la distanza di un metro da bocca a bocca tra gli alunni,  cosa che possiamo garantire a livello statico, a livello dinamico si parla dell’adozione delle mascherine per gli spostamenti che però non andranno utilizzate per la scuola dell’infanzia e per i ragazzi disabili. In generale il disagio  potrebbe essere soprattutto per i bambini  delle elementari,  potrebbero nascere delle situazioni  di stress psicologico  perché la mascherina è poco tollerata”.

Il governo richiede inoltre di posizionare la cattedra a due metri di distanza rispetto ai banchi e la sanificazione dei locali . Per garantire la sicurezza si prevedono l'aumento del personale amministrativo e del personale Ata e l’arrivo di assistenti tecnici, ma nessuna novità sul personale docenti che resterà invariato anche in caso di doppi turni. 

“ Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria siamo in grado di poter lavorare in tranquillità – continua  la vicepreside Speranza –per la scuola media invece abbiamo richiesto altri spazi per ospitare i ragazzi”. Una cosa è certa l’istituto Boer-Verona Trento ci tiene a garantire le lezioni in presenza soprattutto per i bambini e ragazzi delle prime classi: “La cosa principale da gestire è l’ingresso degli alunni nelle classi prime perché se gli altri alunni nei mesi di lockdown hanno saputo gestire la piattaforma e le lezioni online,aiutando soprattutto chi non aveva dimestichezza con le tecnologie,  i nuovi entrati devono avere gli strumenti per affrontare un' eventuale chiusura  delle scuole".

Disagi o no l’ipotesi doppi turni viene di gran lunga preferita alla didattica online. Di questo parere Cesare Natoli padre e  docente di storia e filosofia al liceo Ainis: “Sicuramente la soluzione dei doppi turni non è l’ideale per l’istruzione,  ma considerata la situazione attuale su edilizia scolastica e personale se si vogliono rispettare le linee guida sembra essere l’unica alternativa”. Natoli ha dato vita anche ad un gruppo Fb “Scuola in presenza” che boccia su tutti i fronti la didattica a distanza: “Non sono d’accordo con la didattica online, c’è chi parla di didattica mista, dinnanzi a questi scenari preferisco i turni”.

Se si optasse per i doppi turni sarebbe un dramma per le famiglie già messe duramente alla prova da una didattica a distanza che ha generato non pochi problemi soprattutto per alunni e genitori alle prese con nuove tecnologie e lezioni da casa: “Ci sono genitori che lavorano e non saprebbero a chi lasciare i figli, l’augurio è che la curva epidemiologica migliori e che il Comitato tecnico scientifico dia nuove linee guida.  Per quanto riguarda l’Ainis il dirigente Elio Parisi farà di tutto per garantire le lezioni in presenza”. Naturalmente bisognerebbe adeguare i locali, per i quali sono già stati richiesti aiuti alla città metropolitana  e avere i banchi monoposto,  va bene tutto purché non si torni alla didattica online: “E’ la morte della relazione didattica. Dal mio punto di vista preferirei stare con i ragazzi tutto il giorno piuttosto che vederli dietro uno schermo”, puntualizza Natoli.

Pronto invece alle nuove disposizioni l’istituto Basile: “Abbiamo istituito una commissione ad hoc- dichiara Rossella Gervasi vicepreside del Basile-  e abbiamo discusso su acquisto banchi e orario personalizzato per le difficoltà degli  alunni a portare la mascherina per periodi troppo lunghi . Gli  spazi li abbiamo sacrificando  i laboratori, assicureremo alle prime classi e a tutto il biennio la didattica in presenza”. Le regole che vigeranno da settembre saranno: ingressi differenziati, orario ridotto, inoltre  le classi numerose verranno suddivise su due aule ma mantenendo lo stesso gruppo classe.

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“Ci stiamo attrezzando per essere pronti-conclude la vicepreside- ma siamo ubicati in un posto difficile da raggiungere e il Comune deve aiutarci in questo senso, perché per i ragazzi è un diritto poter arrivare a scuola con i mezzi pubblici”.
 

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