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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Scuole in Dad fino al 23 gennaio? Sip avverte: “Se il governo non ferma De Luca impugneremo noi l'ordinanza"

Mentre il sindaco diffida i dirigenti scolastici a rispettare il provvedimento, il Comitato "Scuola in presenza" insiste sulla illegittimità. "Si può chiudere solo se in zona rossa, esistono pericoli di focolai o contagi nella popolazione scolastica”

“Se non interviene il governo saremo noi a impugnare l’ordinanza del sindaco”. Si prospetta un nuovo lungo braccio di ferro sulla chiusura delle scuole. E’ quanto promette il Comitato Scuola in presenza dopo che ieri il sindaco di Messina ha pubblicato l’ordinanza che dispone la Dad fino al prossimo 23 gennaio, così come altri sindaci della provincia, a Milazzo e Sant’Agata di Militello in primis.

Oggi la campanella nelle scuole siciliane non è suonata in virtù del provvedimento della Regione siciliana che ha prolungato di tre giorni le festività natalizie. Anche questa una decisione che ha spaccato associazioni ed educatori e che nasce dalla volontà del presidente della Regione di prendere tempo dopo le richieste le sindaci allarmati per l’escalation di contagi da coronavirus. L’Anci  aveva pronta un'ordinanza per stoppare la riapertura degli istituti prevista per lunedì se la Regione non avesse disposto il rinvio della ripartenza delle classi in presenza. 

L'ordinanza sindacale n.311

Ma se per Codacons il provvedimento della Regione è un inutile palliativo che ha impedito anche il ricorso alla Dad, per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi si tratta di una decisione “legittima”, in attesa di un nuovo esame della situazione della pandemia nell'Isola che dovrebbe arrivare mercoledì.

"Il calendario scolastico - ha sottolineato Bianchi in un’intervista a Sky Tg 24 - dipende dalle regioni. Si deve andare a scuola 205 giorni all’anno. In Sicilia era stato programmato tenendo fuori 4 giorni da poter spendere quando si riteneva e questo ha fatto".

L’attesa dunque è ora per la prossima riunione del Comitato tecnico. Entro mercoledì il vertice alla Regione per cogliere l’andamento della pandemia e consentire alle scuole e al sistema sanitario di prepararsi a realizzare “obiettivi condivisibili posti dal governo centrale”.

Ma se la strategia del presidente Musumeci è quella di passare alla zona "arancione" per consentire ai sindaci di produrre ordinanze per andare in Dad ha fatto male i conti. E resta una incognita cosa accadrà dopo il 13 gennaio. Lo mette in evidenza il comitato “Scuola in Presenza” di Messina, aderente alla Rete Nazionale Scuola in Presenza, che già ieri con una nota ha chiarito che stando alle regole nazionali nemmeno in zona arancione i sindaci possono chiudere le scuole e sospendere l’attività didattica in presenza. 

“Constatiamo amaramente, ancora una volta – spiega il presidente Cesare Natoli - e nonostante decine e decine di evidenze scientifiche testimonianti, da un lato, la scarsa presenza del contagio tra le mura scolastiche, e, dall’altro, i gravissimi danni inflitti a bambini e ragazzi dalla didattica a distanza, è il persistere di decisioni arbitrarie e immotivate da parte degli amministratori locali. Decisioni prese sull’onda dell’emotività e della paura, e nella maggior parte dei casi, per finalità demagogiche e ricerca del consenso – continua  Natoli - Decisioni prese, e questo sconforta ancora di più, ignorando persino le normative che regolano la tematica su cui intendono disporre ordinanze e regolamenti. Abbiamo assistito a un sindaco della tredicesima città d’Italia, Messina, che emana un’ordinanza illegittima sulla chiusura delle scuole, seguito a ruota da altri sindaci della provincia (per limitarci solo al territorio della nostra città metropolitana), e a un presidente della regione che gli ricorda, implicitamente come tale ordinanza risulti infondata giuridicamente perché emanata in un territorio ancora in zona gialla, laddove, scrive il presidente nell’ordinanza regionale del 7 gennaio 2021, la chiusura delle Scuole e la disposizione della Dad può avvenire solo in zona arancione. Ebbene, duole far notare, con grande disappunto, che entrambi hanno torto, in quanto il DL 111 del 6 agosto 2021, poi convertito nella Legge 133 del 24 settembre 2021 recita testualmente che la Dad si può istituire solo in zona rossa e, peraltro, solo se nei territori che ricadono in zona rossa si verifichino situazioni “di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. Ripetiamo, solo in zona rossa, e solo se, in zona rossa, esistono pericoli di focolai o contagi nella popolazione scolastica, non nella popolazione in generale”.

Il Comitato Scuola in presenza è categorico: “Abbiamo accettato  la proroga del rientro dalle vacanze natalizie al 13 gennaio – pur ritenendola assolutamente immotivata - ma non accetteremo altri soprusi e altre così evidenti violazioni della  normativa vigente”.

Una questione, quella della legittimità dell’ordinanza, che il sindaco di Messina sembra aver tenuto in conto, decidendo di andare comunque per la sua strada, avvisando anche i dirigenti che ci sono precise responsabilità per chi non la applica e che fino ad oggi le ordinanze per chiudere le scuole non sono mai state annullate. “Nel momento in cui l’ordinanza è fatta – ha detto - è in vigore, viva e vegeta. Nessuno si può permettere dunque di dire e scrivere che l’ordinanza non è valida. Da giovedì 14, quindi, tutti in Dad. Ovviamente – ha precisato - questo quadro regge se l’ordinanza non viene impugnata e annullata ma tenete conto comunque che tra l’impugnativa e un provvedimento d’urgenza passano comunque tre quattro giorni. Nel frattempo, oltre la richiesta della zona arancione sul tavolo di Musumeci, c’è una nota dell’Asp che chiede di non riaprire le scuole”.

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