Dai social la proposta scuola alternativa alle linee guida, Natoli: “Si rischia di partire con il piede sbagliato”

Nato su Facebook il documento che mette in discussione i provvedimenti vigenti. La parola all'amministratore di Scuola in presenza e promotore dell'iniziativa insieme ai gruppi A scuola senza bavaglio e La scuola che vogliamo

Il nuovo anno scolastico è alle porte e dopo l’uscita della ultime linee guida anti-covid non sono mancate le reazioni di docenti, genitori e personale Ata, che insieme nei gruppi Fb A scuola senza bavaglio, Scuola in presenza e La scuola che vogliamo, hanno redatto un documento che garantisca una “sana relazione didattica”. Al lavoro non sono gli amministratori dei gruppi rispettivamente Ezio Barraco ed Elena Izzo; Cesare Natoli; Emiliano De Luca e Francesca Lupparelli, ma anche i membri che dopo aver inviato la proposta agli organi nazionali  stanno procedendo  con quelli regionali affinché a settembre si ritorni sui banchi di scuola a condizioni più accettabili per tutti.

“Il nostro è un documento congiunto- precisa Cesare  Natoli- che nasce dalle discussioni dei gruppi cui fanno parte circa 18.000 iscritti e che comprende alcuni pareri scientifici e provenienti dal mondo della scuola richiesti a professionisti. I  contributi ci sono pervenuti separatamente e sono firmati dagli autori per la parte di loro competenza, gli autori stessi appartengono a contesti professionali e di riferimento assolutamente indipendenti tra di essi”.

Per una Scuola in presenza e a misura di studente, le proposte per ripartire a settembre

Il documento mette in discussione  i provvedimenti al momento previsti per il rientro scolastico a settembre attraverso  8 punti che sottolineano la criticità esistenti,  tutti avvalorati da articoli e relazioni elaborati dai rappresentanti dei  gruppi, da docenti e da  genitori.Non mancano i contenuti di personaggi di spicco dell’ambito medico: il  professor Pasquale Mario Bacco, medico ricercatore e professore a contratto presso la School of Management dell'università Lum Jean Monnet di Bari ; il  dottor Sergio Conti Nibali, medico pediatra presso l' asp n° 5 di Messina e direttore di UPPA Magazine, rivista specializzata in genitorialità e infanzia e la dottoressa Loretta Bolgan, dottore in chimica e tecnologia farmaceutiche,dottorato in scienze farmaceutiche,consulente scientifico.

Ma cosa chiedono i rappresentanti dei gruppi social? “Noi bocciamo la Dad e anche il suo uso  parziale-continua Natoli- per noi la didattica a distanza deve essere solo un lontano ricordo. Siamo contrari anche all’uso della mascherina a scuola, perché è  stato dimostrato che i presunti vantaggi sul contenimento del virus sono sproporzionati rispetto ai danni che il loro uso può comportare nell’alterazione della relazione didattica. Chiediamo un incremento del personale didattico docenti compresi. La cosa assurda è che per quanto riguarda gli spazi da usare per la didattica in presenza è tutto demandato ai presidi”. In pratica chi nelle scuole ha gli ambienti adeguati per garantire le disposizioni di sicurezza potrà aprire, in mancanza di questi bisognerà fare affidamento sugli aiuti della città metropolitana, senza i quali gli istituti dovrovranno arrangiarsi con  didattica a distanza o doppi turni.

Il documento nasce dall’esigenza  di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su una questione oggi più che mai urgente, i promotori inoltri sperano che la proposta di  salvare la didattica sana venga accolta: “La nostra speranza è che a fine agosto, inizio settembre le linee guida vengano ammorbidite, perché se non ci sono le condizioni giuste si rischia di partire con il piede sbagliato”, conclude Natoli.

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E’ possibile scaricare il documento completo al seguente link.
 

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