Scuole, lo strano caso della media Verona Trento: completati gli infissi ma “negati” gli ingressi

Il Comune sta ancora effettuando lavori nel perimetro dell'istituto di via XXIV Maggio che rendono impossibile la riapertura a tutti gli studenti delle medie. Per la Mazzini trovata la soluzione per recuperare altre otto aule. Ma il consigliere Russo chiede chiarezza

Si è conclusa con la proiezione del video “Si riparte” la visita del ministro Lucia Azzolina ieri in alcune scuole della provincia. Ma in città il titolo è suonato come una beffa a fronte di studenti che in alcuni casi non hanno ancora messo piede in classe. Anche dove le lezioni sono ricominciare più o meno puntuali sono tante le preoccupazioni delle famiglie sulla messa in condizioni di sicurezza preventiva degli stabili.

Uno dei nodi più significati resta la media Verona Trento, dove i lavori agli infissi si sono conclusi in tempi record, se si tiene conto della data di partenza dei lavori non certo della richiesta inoltrata dal dirigente già a maggio, ma si aspetta ancora il certificato sull’adeguatezza degli interventi effettuati.

Il paradosso però è dietro l’angolo, anzi sul marciapiede. Perché il Comune ha avviato di recente lavori nel perimetro dell’istituto di via XXIV Maggio che non consentono gli aprire gli ingressi laterali. “I lavori nell’istituto sono stati completati e contiamo di avere il certificato del Rup  – conferma il dirigente Santi Longo –  ma in questo momento abbiamo a disposizione un solo ingresso, quello principale. Se non si liberano gli altri varchi potremo accogliere solo nove classi”.

Ancora turni all’orizzonte dunque per la media più popolosa della città: “Quando entreremo a regime non avremo comunque problemi di esuberi se non per un numero limitatissimo che potremo gestire in tranquillità”, spiega Longo. Sì, ma quando entreremo a regime? Su questo Longo non si sbilancia. Dipende dai lavori, da quando arriveranno i banchi… 

Problemi anche nella “vicina” scuola Mazzini legata agli esuberi. Il sindaco, ieri, ha presentato al consiglio di istituto, insieme all'assessore Laura Tringali,  la soluzione per recuperare altre otto aule più servizi nel piazzale antistante l’attuale plesso scolastico mediante la collocazione di strutture prefabbricate con tutti i confort previsti per ambienti scolastici.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Alessandro Russo con una richiesta urgente di informazioni per avere contezza sulle reali condizioni di sicurezza - sia strutturale che in termini di normativa da prevenzione da contagio Covid-19 - che secondo il consigliere la “Mazzini” presenta ancora oggi.  Russo chiede anche di sapere se “la necessaria individuazione di spazi esterni per collocare dei moduli temporanei (Ord. 283/2020), ovviando evidentemente a condizioni di inadeguatezza del plesso alla data odierna, rendano effettivamente concrete le legittime preoccupazioni delle famiglie.

Russo, che scrive per conoscenza anche alla prefetta Maria Carmela Librizzi, fa riferimento alla "situazione di particolare tensione dei rapporti tra la scuola e le famiglie che legittimamente chiedono che in forma trasparente e condivisa (come del resto previsto dalle stesse “Linee Guida” del governo in tema di ripartenza dell’anno scolastico) tutte le criticità vengano messe in luce e affrontate collettivamente, a pena di permanere in un clima di insicurezza che spingerebbe le famiglie a non far frequentare, per timore dell’incolumità dei propri figli, le lezioni avviate in condizioni di non evidente e dimostrata condizione di sicurezza. A tale legittima richiesta, parrebbe che la Scuola abbia replicato paventando addirittura l’incitamento alla dispersione scolastica con conseguente attivazione delle segnalazioni alle competenti autorità: una replica che, laddove fosse riscontrata in tal senso, appare grave e sproporzionata nei confronti delle Famiglie che richiedono di avere informazioni e di essere rese edotte pienamente sulle misure di sicurezza e prevenzione applicate o da applicare”.

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In realtà ieri, nell'incontro con alcuni genitori rappresentanti di istituto e di classe, sindaco e tecnici hanno dato ampie rassicurazioni sulla sicurezza dei locali. Il problema riguarderebbe maggiormente alcuni esuberi. In particolare nelle terze medie, dove quattro classi non devono effettuare rotazioni perchè le aule sono abbastanza grandi mentre altre tre classi sì. Su questo si è registrato il conflitto con le famiglie che si chiedono di sapere con quale criterio è stata determinata la scelta e non hanno mandato i figli a scuola. Dopo le rassicurazioni di ieri sembra che possano rivedere la loro posizione in attesa dei nuovi moduli - che saranno realizzati entro trenta giorni - come promesso dal sindaco Cateno De Luca.

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