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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Protesta il mondo della scuola, sit-in anche a Messina: "Contratti, risorse e stabilizzazioni"

A Roma la mobilitazione nazionale dei sindacati che hanno manifestato anche alla passeggiata a mare: "Dopo due anni difficili adesso meritiamo di discutere di futuro", sottolineano

Migliaia in piazza alla manifestazione nazionale a Roma, sit-in invece nelle diverse città italiane. Il mondo della scuola si mobilita contro il decreto-legge 36 approvato dal Governo su salario e carriera. E così i sindacati hanno dato vita alla protesta nazionale con cui chiedono l’avvio immediato della trattativa per il rinnovo del contratto, scaduto da tre anni; l’implementazione delle risorse per la revisione e l’adeguamento dei profili Ata e per l’equiparazione retributiva del personale della scuola agli altri dipendenti statali di pari qualifica e titolo di studio e il progressivo avvicinamento alla retribuzione dei colleghi europei.

Reclutamento, formazione, risorse per il contratto e precari: questi i temi della protesta. Mentre dall’altro lato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha annunciato tre riforme da fare ed una riflessione sull'organizzazione della scuola che prevede il 'fine corsa' a 14 e 18 anni e un obbligo a 16 anni.

Tanti i temi che hanno toccato da vicino anche la nostra città, a cominciare dall'edilizia scolasdtica per finire agli spazi di aggregazione per i giovani, tanto che era stata chiesta dai sindacati la partecipazione al sit in dei candidati a sindaco. Partecipazione che non è mancata.

“Apprezziamo la partecipazione al sit dei candidati a sindaco De Domenico, Sturniolo, dell’assessore designato Grazia in rappresentanza di Croce, nonché il messaggio che ci ha fatto pervenire Totaro. Abbiamo avuto modo di confrontarci sui problemi della scuola nella città di Messina e sulle soluzioni proposte”, dicono in una nota congiunta i segretari provinciali della Flc Cgil, Pietro Patti, Cisl scuola, Maria Falcone, Uil scuola, Salvatore Piccolo, Gilda, Santi Marchetta, e Snals, Antonio Princiotta.

“Ancora una volta – aggiungono – il governo nazionale ha deciso di derubricare la scuola dalla sua agenda politica a tema di second’ordine. Lo ha fatto con un decreto che non tiene conto del ruolo e delle istanze delle organizzazioni sindacali e non affronta un solo problema in cui versa la scuola, soprattutto nel Mezzogiorno”.

“Bisogna partire dal riconoscimento del lavoro svolto dal personale della scuola – continuano i rappresentanti delle organizzazioni sindacali – i cui salari sono molto al di sotto della media europea e dalla stabilizzazione del personale precario. Serve un’edilizia scolastica all’altezza, ridurre il numero di studenti per classe, aumentare il tempo scuola”.

“Queste sono le priorità – concludono – che il governo non vuole vedere e che non smetteremo mai di chiedere. Basta decreti legge calati dall’alto, l’esecutivo faccia un passo indietro e lavori insieme a noi per il bene della scuola, delle nuove generazioni e del nostro Paese”.

“Il mondo della scuola merita rispetto – ha detto oggi al sit-in di Messina, Cettina Calì (nel video in basso) - negli ultimi due anni non ci siamo mai sottratti ai nostri impegni abbiamo continuato a mantenere le scuole aperte e dato una certa normalità quando non c’era. Oggi chiediamo che non ci siano tutti questi tagli”. “Che materie contrattuali come salario, valutazione, aggiornamento e formazione – aggiunge Angela Verso – siano state sottratte al confronto con i sindacati è gravissimo ed inaccettabile. Tutto questo per un decreto legislativo fatto di fretta e furia e inaccettabile soprattutto in queste materie contrattuali. Noi chiediamo dignità per i lavoratori della scuola”.

articolo modificato alle 14 del 30 maggio 2022 // aggiunte dichiarazioni

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