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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

Pascoli Crispi, ancora al freddo e senza cibo: l'odissea degli studenti ai tempi del coronavirus

Dopo la Mazzini anche la dirigente De Luca vieta i pasti nelle classi con autosorveglianza. L'esasperazione dei genitori e le regole del ministero che studia nuove semplificazioni

Non bastava il freddo alla Pascoli Crispi, ancora senza riscaldamenti per un problema alla caldaia, e con l’obbligo di stare con le finestre aperte per garantire una maggiore sicurezza contro il Covid. Da oggi, nelle classi in cui ci sono casi di positività, sono scattate le nuove misure ministeriali che da una parte garantiscono la didattica in presenza, dall’altra allontanano sempre più dal concetto di scuola per avvicinarsi a quello di carcere duro.

La dirigente della Pascoli Giusy De Luca, ha infatti, con una circolare, vietato nelle classi in autosorveglianza (quelle in cui si è verificato un caso Covid, per intenderci)  “di consumare pasti a scuola” precisando “a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri” anche se la preside sa già che non può essere garantita in nessuna aula.

Il problema si era già posto alla Mazzini e alimenta un malessere tra studenti, insegnanti e genitori esasperati che rende il clima sempre più infuocato.

Di certo così non va.

Troppe norme, troppe regole, alcune necessarie, altre fuori da ogni logica. Mentre a Messina si scontano pure le carenze strutturali.

Una situazione che mette in difficoltà anche i dirigenti che nei giorni scorsi hanno con una lettera aperta manifestato il disagio di dover fronteggiare una emergenza senza che nessuno fra chi dispone chieda neanche il loro parere mentre le segreterie sembrano essere diventate uffici periferici dell’Asp.

Ora si va verso nuove disposizioni che dovrebbero servire a semplificare. Così come si è disposto una sorta di vademecum per fare chiarezza sulle regole da rispettare sulla gestione dei casi positivi a scuola.

Coronavirus, le regole a scuola

Ci sono bambini guariti o vaccinati eppure in quarantena perché alunni di asili, materne, elementari. Alunni a casa perché contatti stretti di familiari positivi, ma senza diritto alla Dad. Studenti vaccinati con due dosi da più di 4 mesi ma isolati per 10 giorni (e non 5) perché l’incontro con due positivi è avvenuto in classe. Altri bloccati in attesa di un certificato medico che non arriva nonostante la negatività, per colpa della burocrazia. E poi, intere classi in dad con un solo caso positivo oppure in presenza. Senza capire bene il criterio.

La questione screening

Intanto, per favorire i controlli, i dirigenti comunicano anche che chi volesse effettuare il tampone presso una farmacia o una delle strutture sanitarie aderenti al protocollo d’intesa ex art. 5. co. 1 del D. L. 105/2021, può accedervi in misura gratuita secondo le modalità indicate nella nota dell’8 gennaio 2022 a firma del Commissario straordinario per l’emergenza Covid.

Screening sollecitati da più parti. “Apprezziamo l’iniziativa del Comune di Naso – si legge in una nota di Pietro Patti della Flc Cgil - che ha organizzato uno screening covid per gli studenti in vista del rientro a scuola di oggi. Un’iniziativa che dovrebbe essere replicata in tutti i comuni e le scuole della provincia di Messina. Solo attraverso uno screening sulla popolazione scolastica – aggiunge – è possibile effettuare il tracciamento e garantire il ritorno a scuola in sicurezza. In questo modo vengono tutelati gli studenti e le loro famiglie, i docenti e il personale ata”.

“Di questo dovrebbe occuparsi la politica a tutti i livelli – conclude Patti – e non partorire provvedimenti giungla che complicano la gestione della pandemia, senza risolvono i problemi strutturali della scuola”.

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