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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Il dado è tratto, De Luca ci ripensa ancora: le scuole restano aperte

Dopo la sentenza del tar di Catania su ricorso presentato verso il comune di Siracusa, il sindaco ha deciso di non chiedere la dad per gli istituti della città dello Stretto. "Mi dispiace per studenti e genitori", ha commentato

L'utima parola, alla fine, ce l'ha avuta il decreto del Tar di Catania che ha sospeso l'ordinanza di chiusura delle scuole del sindaco di Siracusa. Per questo motivo, anche il sindaco Cateno De Luca, ha deciso di non presentare alcuna disposizione di dad per gli istituti messinesi. Domani le scuole saranno aperte. 

Secondo il presidente del tribunale amministrativo di Catania, Daniele Burzichelli, la stessa normativa di Musumeci, secondo cui i primi cittadini potevano avere facoltà di chiudere le scuole in zona arancione, è in contrasto con la normativa nazionale, che, invece, garantisce questa possibilità soltanto ai comuni in zone rossa. 

Non essendo il caso né di Siracusa, né di Messina, anche il sindaco ha deciso di rinunciare. "Mi dispiace per studenti e genitori", ha chiosato. 

Il sottosegretario Floridia: "Le scuole non si devono chiudere"  

"Ho atteso nel silenzio la prima settimana di scuola. L'inizio poteva anche essere complicato. Ma adesso basta! Che nessuno continui a privare del diritto allo studio i più piccoli, i nostri giovani, tenendo le scuole chiuse mentre tutto il resto è aperto! In Sicilia un'ordinanza di Musumeci ha creato lo scompiglio e da troppi giorni c'è confusione. Questa ordinanza, malamente interpretata, viene utilizzata per chiudere le scuole in zona rossa o arancione, indiscriminatamente. E non solo."

"Le scuole non si devono chiudere, neanche in quelle zone, salvo in caso di focolai o gravi e comprovate situazioni. Non si chiudono per precauzione, per paura, per comodità. Non si chiudono per poi lasciare che il pomeriggio i ragazzi escano per le città a giocare e incontrarsi come nulla fosse! Lo chiedo a tutti i sindaci e in particolare al sindaco di Messina città della quale conosco molto bene la popolazione scolastica e le sue necessità, la smetta di fare campagna elettorale sul tema scuola e permetta ai nostri studenti di esercitare al meglio il diritto allo studio". 

"Ne hanno bisogno loro. Ne abbiamo bisogno noi affinché la nuova generazione possa un giorno, con le parole imparate a scuola, combattere l'ignoranza che dilaga e indebolisce la nostra democrazia, superare le paure che fanno prendere decisioni d'istinto e non di conoscenza e riconoscere le falsità che certa politica diffonde. È gravissimo il danno che stiamo procurando a questa generazione! Non esisteranno ristori per loro. Ci sono ragazzi che vivono in alcuni quartieri delle città che solo a scuola trovano un ambiente sicuro dove crescere e trascorrere la giornata. Basta la politica gridata da sceriffi". 

"Ci vuole un bagno di umiltà e coraggio. Nonostante tutte le difficoltà di questa pandemia, abbiate la forza di fare la cosa più giusta. Non più facile. Non più popolare. Più giusta. E sappiamo tutti qual è. Spalancate le porte delle nostre scuole. La scuola è presidio di educazione alla legalità di cui abbiamo un cocente bisogno. Ragazzi, desiderate la scuola in presenza. Sarà la vostra ancora di salvezza in un mondo pieno di sfide e di mediocri", così su Facebook la Sottosegretaria all'Istruzione, la messinese Barbara Floridia.

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