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Scuole, vertice in Prefettura in vista della riapertura: non mancano dubbi e proteste

Il 7 gennaio torneranno in aula gli alunni delle Superiori. Ma prosegue il dibattito tra chi si oppone al rientro e chi vuole le lezioni in presenza. A Palazzo del Governo le ultime linee guida per garantire la sicurezza

Il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina non ha dubbi: le scuole superiori ripartono in presenza il 7 gennaio. Una decisione che il governo ha già preso nonostante la netta opposizione di Regioni e associazioni di categoria. Anche in Sicilia è forte il pressing affinché le aule restino vuote fino a quando non si avrà un calo dei contagi. Sono già 140mila le firme raccolte da una petizione lanciata dall'Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori che chiede al governatore Musumeci di opporsi al ritorno in classe degli alunni. "Mentre all’estero tengono le scuole chiuse, in Italia, con il primato di decessi per Covid e l’aumento di ricoveri e terapie intensive, s’intende riaprirle, tra l’altro accrescendo i disagi con le turnazioni".

Anche gli esperti si dichiarano scettici. Giovanni Sebastiani del Consiglio Nazionale della Ricerca sconsiglia l'apertura: "Un'imprudenza ora che il contagio ha ripreso la sua crescita e che da novembre non scende più. Potrebbe dipendere dalla variante inglese e la situazione non è sotto controllo". Secondo il matematico la riapertura delle scuole ha avuto un impatto positivo sul contagio a ottobre e novembre, quando è arrivata la seconda ondata. 

Ma c'è chi la pensa in modo opposto e auspica un imminente ritorno degli studenti tra i banchi. Tra questi il comitato Scuola in presenza. "Il rientro andava previsto prima - spiega il professore Cesare Natoli - basta considerare la riapertura della scuola come un problema. Serve una nuova prospettiva che tenga conto dei danni a cui gli studenti vanno incontro senza la possibilità di tornare in aula. Auspichiamo che il governo mantenga la limitazione delle presenze al 50% anche oltre il 15 gennaio, passare al 75% significherebbe istituire i doppi turni e penalizzare l'intera organizzazione. Bisogna agire cercando un compromesso tra il contenimento del rischio contagi e la necessità di fare scuola".

Intanto presidi e insegnanti stanno comunque preparando gli orari per ricominciare con il 50% degli studenti in presenza, su due turni tra le 8 e le 9.40 e anche il sabato. Nelle prossime ore la Prefettura darà precise istruzioni in un tavolo tecnico a cui parteciperanno tutti gli attori coinvolti nella macchina organizzativa che dovrà garantire la sicurezza di alunni, docenti e personale scolastico. Tra questi l'Atm che attende di varare un nuovo piano per il trasporto pubblico che tenga conto delle limitazioni previste. 

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