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Scuole chiuse a Barcellona, la Regione vuole vederci chiaro sull'ordinanza sindacale

L'assessorato alla sanità ha accolto la richiesta del comitato "Scuola in presenza" per comprendere i motivi che hanno spinto il primo cittadino a disporre il provvedimento lo scorso 10 aprile. "L'obiettivo è quello di far approvare dei protocolli ragionevoli da parte di tutte le forze in campo", spiega Natoli

L'Ufficio di Gabinetto della presidenza della Regione siciliana ha accolto la richiesta di chiarimenti presentata del "Comitato Scuola in presenza Messina" in merito all'ordinanza sindacale del 10 aprile 2021 con cui il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto ha predisposto la chiusura di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Adesso la competenza per chiarire le circostanze che hanno giustificato il provvedimento passerà all'assessorato regionale alla salute che dovrà comprendere se la situazione epidemiologica ha giustificato delle restrizioni così radicali. 

Nello specifico il comitato "Scuola in Presenza" Messina, ha chiesto di conoscere i numeri del contagio nelle scuole, l'eventuale presenza di sospetta variante inglese e se il provvedimento ha rispettato i principi di adeguatezza proporzionalità che hanno portato all'emanazione di una ordinanza in deroga rispetto al decreto del presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi.

Dal 2 aprile, infatti, il governo ha stabilito che presidenti di regione e sindaci non possono predisporre autonomamente la chiusura delle scuole, tranne che in caso di eccezionale gravità del contagio.

Il riscontro ottenuto dal comitato messinese rappresenta un passo avanti importante riguardo l'analisi della gestione della pandemia da parte di sindaci e dirigenti scolastici. Interventi su cui il gruppo messinese sta indagando, sia in città che in provincia. Intanto, da giovedì 22 aprile le scuole nella città del Longano hanno riaperto seguendo quanto previsto dalle disposizioni per la zona arancione. 

"L'obiettivo è quello di far approvare dei protocolli ragionevoli limitando le prerogative di sindaci, Asp e dirigenti, ma soprattutto evitare che in futuro si continui a intervenire derogando la normativa nazionale - ha spiegato Cesare Natoli, esponente del Comitato "Sip" - A settembre bisogna tornare in classe, pur nel rispetto delle norme ma senza esagerarle". 

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