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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Cronaca

De Luca insiste su scuole chiuse e zona arancione in Sicilia, ma cita una normativa del 2021

Il primo cittadino in diretta Facebook chiede alla regione nuovi provvedimenti per limitare i contagi. Le scuole riapriranno comunque il 10 gennaio, secondo quanto stabilito ieri dalla Regione. Intanto cambiano i parametri per la quarantena

"Le scuole potrebbero rimanere chiuse fino al 17 gennaio, si attende in serata il nuovo decreto del presidente regionale". A dichiararlo è stato il sindaco Cateno De Luca, durante una diretta facebook, per ribadire il suo punto di vista rispetto alla necessità di limitare i contagi sull'isola istituendo la zona arancione.

La sua fonte è però un articolo del gennaio 2021, quando l'indice di positività e il numero di ospedalizzazioni aveva costretto Nello Musumeci a posticipare il ritorno in aula per scuole elementari, medie e superiori. Già martedì sera, dopo il confronto con il governo centrale, Palazzo d'Orleans ha invece annunciato il rientro in classe degli studenti la prossima settimana con il cambiamento dei parametri per quarantena e tracciamento. 

Ciò non toglie comunque che secondo il primo cittadino "le restrizioni dovevano essere imposte già a inizio dicembre - ha spiegato - Attualmente i sindaci non hanno la facoltà di imporre restrizioni e ci si deve adattare a quanto stabilito da regione e governo centrale ma è necessario comunque ridurre gli spostamenti". 

Un passo indietro, rispetto alla rabbia esternata in diretta facebook dello stesso sindaco, quando il governo centrale aveva deciso a dicembre di vietare gli assembramenti in pubblico per la notte di Capodanno. Decreto che era stato commentato dal primo cittadino, insieme agli assessori Dafne Musolino e Carlotta Previti, costretti ad annullare concerti e appuntamenti pubblici. 

"Per 20 giorni si può sostenere la limitazione della mobilità e noi siamo per misure drastiche che diano effetti immediati, comunque avremo nelle prossime ore la possibilità di chiudere il quadro informativo - ha detto - Siamo in attesa di conferma del provvedimento definitivo che io vedo come situazione di buon senso. Noi abbiamo annullato i nostri eventi anche al chiuso per rispettare la legge". 

Le nuove regole sulla quarantena a scuola 

Intanto il rientro a scuola degli studenti camminerà di pari passo con delle novità sulla quarantena che sta per diventare a geometria variabile, secondo quanto riporta Today.it. O almeno, è quello che auspicano le Regioni che hanno messo a punto una bozza di revisione delle regole per la gestione dei casi di contagio nelle classi.

n sintesi, per sospendere le attività didattiche ed educative in classe e tornare (tutti) in Dad potrebbe bastare un contagio all’infanzia, due alle elementari e in prima media, tre in seconda media e alle superiori. Per le scuole superiori però la soglia potrebbe essere innalzata considerando gli alti tassi di vaccinazione (il 70% circa) nella fascia 12-17 anni. Decide, come sempre, il consiglio dei ministri convocato per oggi.

La tensione c'è, è palpabile. Molte Regioni premevano per un rinvio (senza arrivare al mese in più a casa chiesto da De Luca) ma "Palazzo Chigi ci ha fatto sapere che intende riaprire e allora abbiamo messo nero su bianco le nostre posizioni... Un modo per dire: vi assumete la responsabilità", riporta la Stampa. Nella lettera delle Regioni, infatti, al secondo punto c'è la "richiesta al Cts di una valutazione degli effetti della riapertura delle scuole". Anzi, per la precisione si chiede un "approfondimento sulle evidenze di una ricaduta non negativa". Tradotto: temono un boom di contagi.

L'obiettivo è la ripresa delle lezioni in presenza con un protocollo di gestione dei cluster più funzionale di quello attuale. Visto l'attuale numero dei contagi (centinaia di migliaia di casi al giorno), imporre la quarantena a tutta una classe di scuola materna in caso di un solo positivo significherà molto probabilmente lasciare presto a casa migliaia di bambini, se le regole saranno queste.

Le proposte delle Regioni 

Le proposte sono le seguenti:

  • Scuole dell’infanzia I bambini che la frequentano non sono vaccinati e non usano la mascherina. Per questo motivo le Regioni prevedono che basti un caso per mandare tutta la classe a casa in quarantena per 10 giorni
  • Elementari e prima media Gli alunni sotto i 12 anni con un caso non vanno in quarantena (e non fanno tamponi di controllo). Con 2 positivi scatta invece l’isolamento per una settimana e va fatto un tampone tra il quinto e il settimo giorno
  • Terza media e superiori Sopra i 12 anni si va in quarantena con tre casi o più nella stessa classe. L’isolamento dura una settimana e si esce con un tampone negativo tra il quinto e il settimo giorno. Per chi ha già fatto la terza dose, ne ha ricevute due da meno di 120 giorni o è guarito, basterà autosorveglianza e test solo con i sintomi.

Le Regioni chiedono anche l'introduzione dei test Covid "fai da te" su vasta scala per gli studenti. Oggi in Consiglio dei ministri potrebbe essere prevista la mascherina Ffp2 per tutti gli studenti. Nelle prossime ore intanto l’Agenzia Aifa approverà il booster, ovvero la terza dose di Pfizer, per la categoria 12-16 anni. Fino ad ora era ammessa solo per i fragili. 

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