Scuole, si riparte al Seguenza ma i compagni di classe non si incontreranno mai

Troppe aule mancanti per il liceo più popoloso della città costringerà ad una rotazione fra presenza in aula e didattica a distanza. Una emergenza che investe anche Ainis in attesa dei banchi che dovrebbero arrivare il 5 ottobre. Intanto cresce la protesta per la media Verona Trento. L'impegno dell'assessore Tringali

C’è l’impegno dell’assessore alla Pubblica istruzione Laura Tringali per completare al più presto i lavori alla scuola media Verona Trento di via XXIV Maggio. “Entro la prossima settimana  potrebbero essere consegnati – è la promessa -  nel frattempo spetta al preside stabilire se e come contingentare gli ingressi”.

L’impegno è stato preso con una delle mamme che oggi si è fatta portavoce del malessere che investe i genitori dei ragazzi della scuola media che non hanno ancora una data di inizio delle lezioni a causa dei ritardi accumulati per l’avvio dei lavori. “Noi il 24 mattina dobbiamo essere a scuola. Gli infissi così non vanno bene? Che li smontino. Possiamo stare senza in questi primi giorni, visto che ancora non c’è freddo. Ma a scuola si va e non di pomeriggio, non se ne parla neppure. E’ un diritto che non possono togliere ai nostri figli e nemmeno a noi”.

E’ categorica la mamma che oggi si è fatta portavoce del pensiero di tanti genitori degli studenti della Verona Trento. Cinzia Aragona è tra le firmatarie, insieme a tanti altri, della petizione che chiede alle massime autorità cittadine, prefetto compreso, di non abbandonare i ragazzi della scuola media più popolata della città, l’unica ad indirizzo musicale.

Secondo l’assessore alla Pubblica istruzione, la ditta avrebbe comunicato solo ieri la proroga dei lavori per gli infissi che rientrano in una seconda trance ma si è impegnata a trovare una soluzione dopo aver parlato con i tecnici. Ai genitori ha già comunicato di aver firmato la prosecuzione dei lavori. Ma resta alta l'attenzione e la determinazione a nojn mandare i figli a scuola accettando situazioni di comodo, non definitive.

Sequenza, compagni di classe destinati a non incontrarsi mai

Verona Trento è una delle scuole più popolosa della città anche se il record di iscritti spetta al liceo scientifico Seguenza che oggi ha ricominciato le lezioni senza aver potuto risolvere la carenza di aule e stabilendo dunque una rotazione. Oggi sono entrate solo le prime classi, 320.  Lunedì entreranno tutti quanti ma su due turni, il biennio dalle 8.15 alle 11.15 e il triennio dalle 11.30 alle 14.

Il problema è mantenere le classi con un numero non superiore a 9-10 alunni. All’appello mancano 59 aule. E’ stato dato in comodato d'uso la scuola delle Ancelle riparatrici di via Palermo, complessivamente venti aule. Ancora trenta dunque quelle da recuperare che impongono ancora una volta didattica a distanza e rotazione in base all’ordine alfabetico degli studenti che non avranno probabilmente per tutto l’anno scolastico la possibilità di incontrarsi con tutti i compagni di classe. Fino al 5 ottobre dunque doppi turni, poi una parte della classe in presenza il resto Dad che cambierà a rotazione settimanalmente.

Ainis, aspettando i banchi si riparte con la didattica a distanza

Difficoltà anche all’Ainis, dove l’istituto sembrava aver riaperto con i migliori auspici ed invece il dirigente scolastico è stato costretto a prendere di nuovo in considerazione la didattica a distanza. Le responsabilità? Sono spalmate fra il governo e l’ex provincia.

Le previsioni iniziali erano infatti ottimistiche perché si prevedeva l’arrivo entro metà settembre di 400 banchi monoposto ordinati dalla scuola e altri 400 da parte dello Stato. Questi banchi non sono ancora arrivati e prima del 5 ottobre difficilmente saranno consegnati.

A questa prima responsabilità si aggiunge quella dei lavori di adeguamento che procedono con forti ritardi. Gli interventi dovrebbero essere completati solo nella prossima settimana quindi la la scuola non potrà permettersi – come si era ipotizzato – neanche di  fare una turnazione.

La volontà del dirigente, a questo punto, è quella di cominciare con tutti gli studenti in presenza, senza turnazioni, sempre a patto che arrivino i banchi monoposto e si completino i lavori, dal 5 ottobre in poi. Fino ad allora l’unica soluzione è la didattica a distanza.

Pietro Patti (Cgil): “Manca una programmazione seria”

“La verità è che purtroppo non c’è una panoramica seria, né una progettazione e programmazione dei lavori che servono negli istituti - spiega Pietro Patti della Cgil -  La sensazione è che si navighi a vista. In tante scuole gli interventi sono di certo iniziati, in altre no, ma sui tempi non c’è certezza. So ad esempio che gli operai impegnati nelle varie strutture sono pochi e questo dipende sicuramente dal fatto che reperire ditte con  i requisiti di legge in tempi ristretti non è facile. Noi abbiamo chiesto di capire la programmazione dei lavori in tutte le scuole, data di inizio e fine, ma se ce l’hanno non lo fanno vedere. Come Cgil aspetteremo il 24 settembre. Per me lo spartiacque sarà fra il 24 e il 30. Vigileremo che entro il primo ottobre tutto possa essere risolto altrimenti valuteremo azioni da intraprendere”.

Intanto i sindacati di base hanno indetto uno sciopero generale del personale scolastico, a cui potrebbero aderire insegnanti, personale ATA e personale amministrativo. I motivi sono legati alla gestione della riapertura “caotica” delle scuole da parte del governo. Chiedono, tra le altre cose, un tetto al numero di studenti presenti nelle aule, maggiori investimenti e nuove assunzioni. 

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