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Coronavirus, scuole aperte o chiuse? Il Tar a Paternò decide in un modo a Messina in un altro

Nel catanese revocata la chiusura lo stesso giorno in cui è stata respinta la richiesta di sospensiva dell'avvocato Delia. L’assessore all'Istruzione Lagalla: “Il rischio è che si generi troppa confusione, serve maggiore collaborazione fra le istituzioni”

Due richieste uguali per sospendere l’ordinanza di chiusura delle scuole risolte in modo diverso dal Tar. A Paternò è stata accolta e si torna in aula, a Messina bocciata. Lo mette in evidenza l’avvocato Santi Delia che oggi torna a chiedersi come sia possibile sancire un principio per i bambini del catanese e negarlo a quelli di Messina.

Delia è stato infatti promotore di una richiesta di sospensiva dell’ordinanza del sindaco Cateno De Luca per quanto riguarda la chiusura delle scuole che è stata respinta, in quanto - secondo il Tribunale amministrativo di Catania - è prioritario il diritto alla salute.

“Un principio che trova tutti d’accordo – spiega Delia -  ma non in assenza di evidenze scientifiche, tanto che anche il provveditoriato agli studi ha parlato di provvedimento assurdo. La situazione, secondo i dati del Provveditorato di Messina è tutt'altro che allarmante essendo ben al di sotto (con un massimo di 0,34% di casi per le scuole medie) di tutte le grandi città Italiane. Tutte, nessuna esclusa. Stupisce ancora di più allora, a fronte di tali dati, che Messina sia l'unica grande città dove ancora oggi che siamo in zona gialla, la protezione del bene salute valga solo per l'attività didattica in presenza e non per tutte le altre ordinarie attività che sono consentite. E' solo con amarezza, allora, che non si può che constatare come a Villafranca, Roccalumera o Barcellona tutti gli altri bambini continuano ad andare a scuola mentre a Messina, no. Sono, d'altra parte, gli stessi argomenti che, lo stesso giorno, lo stesso Tar Catania, ma con altro presidente, ha affermato sospendendo la decisione del sindaco di Paternò”.

Sulla vicenda scuole aperte e scuole chiuse è intervenuto anche l’assessore all'Istruzione della Regione Siciliana Roberto Lagalla. "Serve una maggiore collaborazione istituzionale", ha commentato in riferimento  alla sospensiva del Tar di Catania dell'ordinanza di chiusura delle scuole primarie e secondarie di primo grado disposta dal sindaco di Paternò per contenere i contagi da Covid-19. Lagalla ha ribadito la validità della circolare interassessoriale, firmata congiuntamente con l'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza, secondo la quale, nel rispetto del Dpcm, i sindaci sono chiamati a subordinare eventuali provvedimenti di chiusura al preventivo parere tecnico-sanitario del competente Dipartimento di prevenzione dell'Asp.

"Ove dovesse mancare, da parte dell'Asp competente, l'accertamento del dato epidemiologico che motiva l'interruzione delle attività scolastiche per comprovate situazioni di rischio sanitario - spiega l'assessore - ogni sindaco potrà trovarsi di fronte al rischio di impugnative che, se accolte, come nel caso di Paternò, tendono a generare ulteriori incertezze e generale disorientamento nella popolazione. Di per sé l'ambiente scolastico non è generatore di contagio e, su tale documentata premessa, la Regione Siciliana ha ritenuto di sollecitare, già da tempo, una più attenta collaborazione fra le competenti istituzioni territoriali, onde evitare comportamenti non coerenti con l'oggettività dei rilievi statistici ed epidemiologici. Ogni provvedimento assunto in sede locale, senza il conforto della autorità sanitaria, rischia di risultare carente di motivazione giuridica, oltre a privare gli studenti del fondamentale diritto allo studio".

Dagli uffici dell'assessorato regionale all'Istruzione fanno inoltre notare che la Regione, "pur avendone la potestà, non ha adottato fino ad oggi impugnative delle ordinanze sindacali presso il Tar per non alimentare, quando prive del parere tecnico-sanitario dell'Asp, sterili contrapposizioni istituzionali in un momento di particolare delicatezza, come quello determinato dall'attuale pandemia".

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