Cronaca

Auguri di Pasqua con parolacce, De Luca: "Chiedo scusa, ma avrei gradito pubblica reprimenda"

Il passo indietro del sindaco dopo il monito dell'arcivescovo Giovanni Accolla. Nel mirino il messaggio diffuso tramite altoparlanti che invita i messinesi a rimanere in casa durante le festività pasquali

Dopo il rimprovero, arrivano le scuse.

Si chiude così l'inaspettata querelle a distanza tra l'arcivescovo Giovanni Accolla e il sindaco Cateno De Luca che ha animato la Pasqua dei messinesi. Durante l'omelia di ieri, monsignor Accolla ha contestato il primo cittadino, pur senza citarlo direttamente, per la scelta di aver inserito una parolaccia nell'invito ai messinesi di rimanere in casa diffuso tramite altoparlante da un'auto che ha percorso Messina da nord a sud.

Nel mirino l'ormai celebre "io rustu a casa pi cazzi mei". Una frase che non è piaciuta neanche a tanti messinesi che hanno addirittura presentato due esposti. Ad ammonire De Luca anche il Garante dell'infanzia e il segretario del Cpo dell'Ordine degli avvocati.
 

Il messaggio di scuse del sindaco

Ringrazio Sua Eccellenza Accolla per aver manifestato, per l’ennesima volta (l’ultima è’ stata durante una processione appena uscita dal Duomo ove pubblicamente ha inveito indirettamente contro l’amministrazione comunale perché c’era un venditore di caldarroste troppo dinamico), la sua grande ed indiscussa sensibilità nella forma che ha ritenuto più consona e che ovviamente mi porta ad astenermi dal commentare in quanto, non mi sono mai permesso di esprimermi, ne’ in pubblico ne’ in privato, su tante faccende di chiesa che comunque hanno riguardato anche la mia persona nella qualità di Sindaco di Messina.

Non sono mancate le proteste di diversi messinesi all'indirizzo dello stesso monsignor Accolla. Qualcuno ha addirittura ecceduto nei toni costringendo il sindaco ad intervenire per invitare alla calma e prendendo le distanze da frasi offensive e inappropriate. 
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