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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

"Ex Sea Flight, ma quale mercato?": il refuso che accende gli animi sul futuro di Torre Faro

Nel documento per chiedere i finanziamenti Pnrr anche il progetto "mercato coperto di Capo Peloro". Ma era solo una proposta inserita per errore dalla Città Metropolitana

Non ci sarà nessun mercato al posto dell'ex Sea Flight, il dibattito andato in scena sui social nelle ultime ore è tutta colpa di un refuso. Riflettori nuovamente accesi sulla zona di Capo Peloro, tra le più suggestive della città e per questo motivo di interessi, scontri e polemiche. A ricostruire la vicenda è il dirigente della Città Metropolitana Salvo Puccio. Palazzo dei Leoni ha inserito, nella relazione Aree Estese inviata al governo per ricevere i fondi del Pnrr, un progetto che prevede la costruzione di un mercato all'aperto al posto del rudere. E qui, anche comprensibilmente, in molti sono saltati sulla sedia, spaventati dall'idea di veder realizzata un'opera in piena antitesi con l'obiettivo di riqualificare e "decementificare" tutto ciò che si trova all'ombra del pilone. Ma si è trattato di un errore. Il mercato coperto era solo un'ipotesi partorita da un architetto che lo scorso autunno ha partecipato al concorso di idee per rilanciare Capo Peloro. Una proposta, peraltro in netta contrapposizione con il Piano di Utilizzo Demanio Marittimo che in quell'area non prevede nuovi volumi. Peccato che sia finita in un documento ufficiale che Palazzo dei Leoni ha elaborato per ottenere parte dei 104 milioni di euro che spetteranno alla città dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

Per farla breve, la parola "mercato coperto" in quel paragrafo inerente Capo Peloro non doveva starci. A maggior ragione in un documento, elaborato prima del definitivo ok del Tar alla demolizione dell'ex Sea Flight, dove sono contenuti progetti da finanziare. 

Ma che fine farà l'area? Resta in ballo l'ipotesi di realizzare un teatro all'aperto messa nero su bianco dall'ex sindaco Cateno De Luca. Alternativa coerente con i limiti imposti dal Demanio regionale che, come precisato dallo stesso Puccio, ha già ricevuto tutti gli incartamenti necessari per valutare il progetto. Toccherà al futuro sindaco portarlo avanti o revocare tutto e ripartire da zero. 

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