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VIDEO | Sicurezza, sviluppo e progresso, il segretario nazionale SIULP Romano: "Dare dignità al lavoro della Polizia"

L'incontro con i dirigenti di Messina e della sua provincia per discutere sulle richieste avanzate al governo per ottenere il miglioramento delle condizioni contrattuali, delle modalità di ottenimento della mobilità e del riconoscimento dei rischi e delle responsabilità legate alla professione

Maggiori cautele e garanzie, riconoscimento delle responsabilità e dei rischi, un contratto relativo alla dirigenza più equo. Sono queste le tematiche affrontate nel corso dell'incontro di questo pomeriggio fra il Segretario generale nazionale della SIULP Felice Romano e i dirigenti della Polizia di stato appartenenti al sindacato. A moderare l'incontro è stata Caterina Bardetta, referente SIULP, che, insieme al Segretario generale provinciale SIULP Dario Cipriano, ha tracciato un quadro delle richieste di cui Romano si sta facendo portavoce a livello nazionale. 

"La nostra è la categoria meno cautelata e garantita che ha bisogno di riconoscimento e di un riasset - ha detto Bardetta - L'attuale struttura alimenta dinamiche individualiste e per questo a livello centrale sono necessari percorsi attivi che siano proporzionati ai nostri meriti, alle nostre responsabilità e ai rischi che ci assumiamo". Per questo, oltre alla chiusura del primo contratto della dirigenza la richiesta è che sia avviata una rivisitazione del sistema di progressione, ma anche di quello legato alla mobilità. 

"Per l'area dirigenziale dopo sette anni sulla legge di stabilità siamo riusciti ad ottenere i finanziamenti necessari per poter riaprire il tavolo e cercare di chiuderlo dando dignità al lavoro prezioso, delicato ed estremamente complesso che fanno i nostri dirigenti - ha detto a MessinaToday Felice Romano - I dirigenti sono titolari dell'autorità di pubblica sicurezza che vigila e garantisce il quieto vivere e la sicurezza pubblica". Negli ultimi anni il sindacato, che è il primo per fondazione e rappresentatività in Italia, si è speso per puntare i riflettori sulla sicurezza come precondizione dello sviluppo sociale, politico ed economico del Paese. 

Una questione, in definitiva, che ha ripercussioni importanti anche sul sistema della legalità. "Il governo ha inteso quello che noi riassumiamo in un paradigma che è il treno della legalità - ha chiosato Romano - La sicurezza nell'accezione più ampia va intesa come un convoglio ferroviario dove i vagoni fondamentali sono la scuola, intesa come qualsiasi agenzia educativa, la sicurezza, intesa come funzione di polizia, il carcere e la giustizia. Se uno di questi vagoni va a una velocità diversa il convoglio deraglia". 

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